App open source classifica i virus che minacciano l’uomo

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SpillOver: in una app la classifica dei virus più pericolosi. Una piattaforma open source stila una classifica in continuo aggiornamento dei virus più a rischio di compiere un salto di specie e passare all’uomo.

In quali condizioni certi virus animali compiono il salto di specie verso l’uomo? Quali sono i patogeni più pericolosi in questo senso, e quali comportamenti potremmo attuare (o abbandonare!) per difenderci dalle future pandemie? Le risposte a queste domande richiedono uno sforzo di analisi collettivo: proprio con questo obiettivo è nata SpillOver, una piattaforma interattiva online che raccoglie e confronta i dati sui virus di recente scoperta e li mette in ordine di rischio. Nelle prime posizioni della lista ci sono i patogeni a cui prestare maggiore attenzione, perché più a rischio di passare dagli animali all’uomo.

Volpi volanti in una foresta vicina a insediamenti umani. Shutterstock
Volpi volanti in una foresta vicina a insediamenti umani. Shutterstock

Riferimenti scientifici. Lo strumento è stato sviluppato da un gruppo di esperti dell’Università di Davis, in California, coordinato dall’ecologa Zoë Grange e dall’epidemiologa Jonna Mazet. Il principale contributo al lavoro si trova in uno studio scientifico pubblicato su PNAS che individua i fattori di rischio principali (legati alle caratteristiche dei virus o dei loro serbatoi animali, ma anche alle dinamiche ambientali, come i comportamenti dell’uomo) che facilitano il salto di specie.

Usando i dati di oltre 500.000 campioni prelevati da più di 74.000 animali in varie parti del mondo, il team è riuscito a stabilire il rischio potenziale di spillover di 887 virus animali. Molte informazioni provengono dal progetto sulle pandemie emergenti PREDICT, condotto dall’ateneo californiano dal 2009 al 2020.

Come funziona l’app. Il punteggio che determina il potenziale di spillover dei virus è calcolato sulla base di 32 fattori di rischio animale, virale o umano che potrebbero facilitare il passaggio di specie e il contagio dell’uomo. Il sito considera virus di 25 diverse famiglie, dai coronavirus a quella cui appartiene il virus Ebola. Gli utenti possono consultare la lista filtrando per tipo di virus, per area geografica o per animali-serbatoi, mentre gli addetti ai lavori possono aggiungere al database informazioni sui virus appena scoperti.

Nelle prime 12 posizioni della classifica dei virus a rischio spillover troviamo zoonosi già note come CoViD-19 ed Ebola. © UC Davis
Nelle prime 12 posizioni della classifica dei virus a rischio spillover troviamo zoonosi già note come CoViD-19 ed Ebola. © UC Davis

A confermare la validità di questo strumento c’è il fatto che nelle prime 12 posizioni (vedi immagine qui sopra) si trovano virus già zoonotici, ossia virus di origine animale che hanno già attaccato l’uomo. Nonostante la devastazione creata, il SARS-CoV-2 si trova “soltanto” in seconda posizione, tra il virus Lassa (che dà origine a una febbre emorragica) e il virus Ebola. Questo perché, spiegano i ricercatori, il sito valuta il rischio di un altro potenziale spillover futuro, indipendentemente da quanto già avvenuto; e anche perché sul salto di specie del SARS-CoV-2 mancano ancora informazioni chiave (come identikit e distribuzione dell’animale ospite).

Migliaia di virus animali. La famiglia dei coronavirus è comunque molto ben rappresentata nella fascia alta della classifica: molti coronavirus di recente scoperta sono considerati più a rischio spillover di altri patogeni di cui già si conosce il potenziale zoonotico. Una conferma del fatto che il SARS-CoV-2 è solo uno “che ce l’ha fatta” tra le molte migliaia di virus animali in grado di contagiare anche l’uomo.

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