Liberato il capodoglio Spike dalla rete da pesca illegale

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Eolie, un capodoglio si impiglia in una rete da pesca illegale. Solo qualche settimane fa un altro esemplare era rimasto incastrato a Lipari. Il biologo che cerca di liberarlo: “Operazione rischiosa, l’animale è troppo agitato”

Un altro capodoglio è rimasto impigliato in una rete da pesca illegale al largo di Salina, nell’arcipelago delle Eolie. L’avvistamento è stato fatto da alcuni diportisti che hanno dato l’allarme. Nella rete è rimasta impigliata la coda del cetaceo di oltre 10 metri.

Eolie, un altro capodoglio impigliato nelle reti: i sub al lavoro per liberarlo

Da ieri mattina sono all’opera  l’equipaggio di una motovedetta della guardia costiera, i biologi Monica Blasi e Carmelo Isgrò e alcuni volontari che hanno tentato senza fortuna  di liberarlo.

L’obiettivo principale del progetto europeo Life Delfi, coordinato dal CNR (Consiglio Nazionale Ricerca) e tra cui i partner c’è Legambiente, è proprio quello di ridurre le interazioni tra i cetacei, in particolare i delfini costieri (Tursiops truncatus) e la pesca professionale. Spesso questi esemplari restano vittime di catture accidentali con gravissime conseguenze. Dai dati raccolti sono in media 200 i delfini spiaggiati ogni anno in Italia. Life Delfi, cofinanziato dal programma Life dell’Unione Europea, mira a coinvolgere i pescatori in attività di formazione con l’obiettivo di implementare tecniche di pesca meno impattanti per l’ecosistema marino. “Gli altri membri del gruppo sorvegliavano a distanza il capodoglio Spike nella speranza di vederlo muoversi e immergersi. Dopo circa un’ora sono spariti – dichiara Monica Blasi, presidente di Filicudi Wildlife Conservation, presente all’intervento -. Il capodoglio intrappolato aveva un respiro con intervalli regolari di circa due minuti, dopo la sua liberazione la respirazione è migliorata.

Crediamo abbia bisogno di riposare parecchio a galla prima di immergersi. Non abbiamo la certezza che se la caverà purtroppo. La rete derivante è una trappola mortale per cetacei e tartarughe marine. Trattiene l’animale sott’acqua senza consentirgli di venire a galla a respirare. Si ringraziano tutti quelli che hanno contribuito a salvare questa vita, la Guardia Costiera di Lipari e Lipari Diving in primis, un grandissimo lavoro di squadra”.

“Il capodoglio è particolarmente agitato – dice Carmelo Isgrò – e l’operazione è rischiosa. Dopo le 24 ore riteniamo che il grosso cetaceo accuserà un po di stanchezza e quindi faremo in modo di liberarlo”. Nelle scorse settimane un altro capodoglio era rimasto impigliato e dopo un paio di ore i sub erano riusciti a liberarlo.

Lipari, capodoglio intrappolato in una rete da pesca: le immagini subacquee del salvataggio

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