L’Italia andrà sulla Luna con il programma spaziale Artemis

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L’uomo di nuovo sulla Luna: firmato l’accordo Artemis, c’è anche l’Italia. Accordi che abbracciano un’esplorazione pacifica e condivisa dello spazio. Il primo obiettivo del programma Artemis è la presenza stabile e sostenibile dell’uomo sulla Luna, e nel 2024 anche della prima donna sulla superficie lunare.

L’Italia ha firmato gli accordi di Artemis, il programma spaziale che mira a raggiungere una presenza sostenibile e duratura sulla Luna e che nel 2024 porterà per la prima volta una donna sulla superficie del nostro satellite.

Le nazioni fondatrici del programma e che il 13 ottobre hanno firmato gli accordi di Artemis sono Australia, Canada, Giappone, Lussemburgo, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti d’America e, appunto, Italia.

Gli accordi di Artemis stabiliscono una serie di principi per guidare l’esplorazione dello spazio e che diventano validi per le nazioni che partecipano ai piani di esplorazione lunare del 21° secolo della NASA.

Artemis, sorella di Apollon, tornerà a essere Luna

Diana di Versailles, Louvre
Diana di Versailles, Louvre

Artemis è il nome greco di Artemide, la dea greca che identifica la luna crescente e sorella gemella di Apollo, dio del Sole. La scelta del nome del programma – partito ufficialmente nel maggio del 2019 – non dipende solo dall’associazione con la Luna, intesa come il satellite verso le quali tenderanno le missioni, ma ha una forte correlazione con il programma spaziale Apollo, iniziato negli anni 60 e che ha portato l’uomo sulla Luna per la prima volta.

Così come il programma Apollo è stato di ispirazione per le generazioni della seconda metà del secolo scorso e per l’esplorazione spaziale nel suo complesso, Artemis vuole esserlo per le generazioni future, e fungere da culla per le missioni che porteranno l’uomo su Marte. Non ultimo, Artemide era anche la dea delle iniziazioni femminili, e Artemis conta infatti di portare la prima donna sulla Luna.

La navicella che porterà di nuovo gli astronauti sulla Luna sarà la Orion  – costruita da Lockheed Martin – grazie alla spinta iniziale del razzo vettore Space Launch System (SLS). Nel 2024 si tornerà sulla Luna, mentre nel 2028 si intende mantenere una presenza poco al di fuori di essa con il Lunar Gateway, una piccola stazione spaziale orbitante intorno al nostro satellite che potrebbe fungere anche da punto di partenza per le missioni verso Marte.

Quali sono gli accordi di Artemis

Riccardo Fraccaro, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Riccardo Fraccaro, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Con la firma degli accordi di Artemis, i Paesi partecipanti al programma decidono che a guidare le future attività di cooperazione spaziale saranno degli accordi bilaterali e altre disposizioni di legge. In un senso più ampio, la cooperazione internazionale di Artemis non mira solo a rafforzare l’esplorazione dello spazio, ma anche a migliorare le relazioni pacifiche tra le nazioni.

In modo molto diretto, l’amministratore associato della NASA, Mike Gold ha detto: “Fondamentalmente, gli accordi di Artemis contribuiranno ad evitare conflitti nello spazio e sulla Terra, rafforzando la comprensione reciproca e riducendo le interpretazioni errate.

Gli accordi di Artemis rafforzano e attuano il Trattato del 1967 sui principi che governano le attività degli Stati nell’esplorazione e nell’uso dello spazio esterno, compresa la Luna e altri corpi celesti, altrimenti noto come Trattato sullo spazio extra-atmosferico.

Inoltre, si inseriscono ed espandono anche la Registration Convention del 1974 che richiede che gli Stati forniscano alle Nazioni Unite i dettagli sulle orbite di ogni oggetto lanciato nello spazio. E rinforzano anche l’Agreement on the Rescue of Astronauts, l’accordo del 1967 per il soccorso delle persone nello spazio.

Nel dettaglio, gli accordi di Artemis stringono i Paesi firmatari in un’esplorazione pacifica dello spazio nell’ambito del programma; nella trasparenza delle attività; nell’assistenza al personale in difficoltà dei Paesi aderenti; nella registrazione degli oggetti spaziali; alla condivisione pubblica dei risultati scientifici, quindi anche per chi non fa parte del programma; alla preservazione del patrimonio spaziale e a un’estrazione di risorse in linea con Trattato sullo spazio extra-atmosferico; alla non conflittualità delle attività tra i Paesi; e infine allo smaltimento dei detriti orbitali.

Fraccaro: “Dopo a Luna, Marte”

La navicella Orion
La navicella Orion

Sono particolarmente felice di poter firmare gli accordi di Artemis per conto dell’Italia. Questo documento permetterà a noi e alle generazioni future un’esplorazione pacifica, sicura e sostenibile dello spazio per migliorare la vita sulla Terra” ha dichiarato Riccardo Fraccaro, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’Italia” ha aggiunto Fraccaro “ratifica l’impegno comune per il ritorno della presenza umana sulla Luna, questa volta in modo stabile, ma anche per andare oltre, verso Marte.”

Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Giorgio Saccoccia, ha detto: “Sottoscrivendo gli accordi di Artemis, il governo italiano aderisce a una serie di principi che riuniscono diversi Paesi in una visione condivisa e sostenibile per una proiezione pacifica dell’impronta dell’umanità nello spazio. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), insieme alla NASA e alle altre agenzie partecipanti, è ora pronta ad attuare gli accordi necessari per il successo delle attività previste dal programma Artemis.

FonteNASA

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