Ancora tempo affinché la fusione nucleare sia attiva in centrali elettriche

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Fusione nucleare: a che punto siamo davvero per ottenere energia illimitata? Secondo una nuova dichiarazione di ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud, non mancherebbe molto per la realizzazione di nuovi reattori per la fusione nucleare. Come con altri tipi di tecnologia simile, però, la difficoltà sta nella costruzione di una macchina in grado di avviare in modo affidabile la reazione. A che punto siamo?

Partendo dall’inizio: cos’è la fusione nucleare? Si tratta di una reazione attraverso la quale i nuclei di due o più atomi si uniscono tra loro, dando come risultato il nucleo di un nuovo elemento chimico. Questo procedimento avviene nelle stelle, come il nostro Sole, e permette di fornire energia quasi illimitata con emissioni di carbonio praticamente pari a zero.Fusione nucleare: a che punto siamo davvero per ottenere energia illimitata?

La reazione più semplice da avviare in laboratorio è la fusione di due diversi isotopi di idrogeno: il deuterio e il trizio. Gli scienziati hanno già ottenuto la fusione di deuterio-trizio in alcuni esperimenti condotti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Tuttavia, l’energia per sostenere la reazione è troppa e la fusione produce meno energia di quella richiesta.

La nuova tecnologia dei ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud non utilizza il “metodo tradizionale”, ma una tecnica basata sull’idrogeno e un isotopo B-11 al boro. Rispetto alla reazione deuterio-trizio, quest’ultimo processo ha il vantaggio di non produrre neutroni, difficili da contenere.

Gli esperimenti con idrogeno e boro hanno sicuramente prodotto risultati affascinanti, ma le proiezioni per la realizzazione del potere di fusione sembrano ancora premature. Alcuni esperimenti, infatti, hanno raggiunto un terzo delle condizioni necessarie per l’accensione per un singolo esperimento. Questi esperimenti sono stati condotti al massimo due volte al giorno. Al contrario, le stime suggeriscono che una centrale elettrica richiederebbe l’equivalente di 10 esperimenti al secondo.

Insomma, a quanto pare gli studi e i risultati ci sono. Tuttavia, servirà ancora del tempo per l’introduzione di questa tecnologia.

FONTE: sciencealert

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