Ammarata con successo la navicella Dragon Endeavour

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La Crew Dragon di SpaceX è rientrata a Terra. Dopo un volo perfetto alla Stazione Spaziale Internazionale, anche l’ammaraggio della capsula di SpaceX è andato bene.

Dopo circa 64 giorni di volo nello spazio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, Bob Behnken and Doug Hurley, i primi astronauti ad essere lanciati nello spazio da una società privata, la SpaceX, ieri sera, 2 agosto 2020, sono tornati felicemente a Terra con un perfetto ammaraggio nelle acque del Golfo del Messico al largo delle coste di Pensacola (Florida).

Il viaggio di ritorno è iniziato nella notte tra sabato e domenica (1-2 agosto) quando i due astronauti si sono staccati dalla ISS dopo essere entrati nella navicella Dragon Endeavour alcune ore prima.

La Crew Dragon viene issata a bordo della nave appoggio dopo il perfetto rientro nell'atmosfera e il "tuffo" nel golfo del Messico, nell'Oceano Atlantico. | NASA
La Crew Dragon viene issata a bordo della nave appoggio dopo il perfetto rientro nell’atmosfera e il “tuffo” nel golfo del Messico, nell’Oceano Atlantico. | NASA

Un breve riposo. Dopo aver verificato che tutto funzionasse come da manuale, alle 5:30 hanno iniziato un periodo di riposo di otto ore mentre la navicella continuava a ruotare attorno alla Terra. Alle 13:30 di domenica 2 agosto sono stati svegliati dal centro di controllo e dopo una frugale colazione hanno iniziato le manovre per il rientro a Terra.

Alle 19:51 è iniziata la vera operazione di ritorno quando, una volta separatasi dal modulo di servizio, la navicella con a bordo i due astronauti si è orientata con lo scudo termico verso l’atmosfera terrestre.

Ammaraggio perfetto. Quindi, come da programma, l’equipaggio ha acceso i motori della capsula per circa 11 minuti al fine di frenarne la discesa prima del contatto con l’atmosfera terrestre che si è verificato alle 20:36.

Quindi, la navicella ha attraversato l’atmosfera: la fase più delicata del rientro, compiuta in alcuni minuti e in completo silenzio radio. A causa dell’attrito con l’atmosfera, infatti, la navicella Crew Dragon è rimasta avvolta da uno strato di plasma che ha bloccato le trasmissioni radio. Poi, una volta nell’atmosfera, si sono aperti i i 4 paracadute e come ai tempi delle missione Apollo la capsula è ammarata nel Golfo del Messico.

Nel giro di pochi minuti i due astronauti sono stati raggiunti dalle unità di appoggio e portati sulla nave “Go Navigator”  che li attendeva in prossimità del luogo di arrivo.

La prima missione di una Dragon-2 costruita anche per il trasporto di uomini non poteva andare meglio.

Ora la prima vera missione. È già pronto il nuovo equipaggio che a settembre darà il via alla prima vera missione di una Dragon, in quanto quella appena conclusasi è considerata una missione di prova, e in questi giorni è già stato annunciato l’equipaggio della seconda missione che lascerà la Terra per la ISS nella primavera del 2021. A bordo quattro astronauti (uno in più rispetto alla Soyuz russa) tra cui Tomas Pesquet, astronauta francese dell’Esa.

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