Fine del mondo sarà a causa dell’eruzione di un supervulcano

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Fine del mondo sarà a causa dell'eruzione di un supervulcano
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Il supervulcano Yellowstone potrebbe distruggere il pianeta. Non solo: potrebbe anche portare all’estinzione del genere umano. E se a distruggere il pianeta e far estinguere la razza umana ci pensasse un “supervulcano“? Niente è impossibile quando si parla di natura, anche perché a quanto pare ci sono dati che vanno proprio in questa direzione. Numerosi esperti infatti hanno più volte espresso questa opinione.

Come riporta il Corriere della sera, geologi e sismologi di tutto il mondo hanno identificato circa venti luoghi lungo la crosta terrestre che potrebbero dare vita ad una eruzione spaventosa, come non se ne verificano da 100.000 anni. Una distruzione tale che porterebbe anche all’estinzione del genere umano. Nel caso in cui il cielo fosse totalmente oscurato dalla cenere tanto che per anni nessun raggio di sole potrebbe filtrare dall’atmosfera, è stato infatti calcolato che le scorte alimentari mondiali basterebbero per 74 giorni.

I fortunati che hanno visitato il Parco Nazionale di Yellowstone, tra il Wyoming, il Montana e l’Idaho negli Stati Uniti, hanno ammirato la magnificenza della natura locale, compresi i canyon e i geyser. Sotto Yellowstone c’è un’enorme camera magmatica che è responsabile dei getti di acqua bollente e delle sorgenti termali.

Questa viene sempre più spesso alla ribalta dei media americani ogni volta che uno scienziato pubblica nuovi dati preoccupanti sullo stato delle cose, rivelando come il parco stesso sia una delle più grandi minacce naturali per tutti gli Stati Uniti occidentali e per la civiltà umana. La comunità scientifica parla di “supervulcano”.

La soluzione quale potrebbe essere? Raffreddare il magma grazie all’acqua. Un vulcano delle dimensioni di Yellowstone genera oltre 10 GW di calore, il 65% dei quali si disperde poi nell’atmosfera insieme ad altri gas. L’acqua che filtra sotto terra viene a contatto con il magma, lo raffredda leggermente, si trasforma in vapore che arriva in superficie in forma di geyser o di fumarole. Il resto del calore invece continua ad accumularsi all’interno del magma e, superando una certa soglia, questo può provocare un’eruzione esplosiva con cui scaricare le pressioni interne. Se si potesse quindi diminuire il calore nella sua camera magmatica – la NASA stima che basterebbe abbassarlo del 35% – Yellowstone non rappresenterebbe più una minaccia.

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