In Italia è alto il pericolo di malattie sessualmente trasmissibili

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#dilloatuasorella, la campagna per una contraccezione consapevole. Il 2019 sarà l’anno della contraccezione consapevole: informazione, passaparola, responsabilizzazione.

IL 2019 sarà l’anno della contraccezione consapevole: informazione, passaparola, responsabilizzazione e pianificazione queste le parole chiave per questa campagna educativa promossa da Bayer che con l’aiuto di La Pina, di radio dj, ma soprattutto del suo puppet-clone, cercherà di ribadire alcune informazioni sui metodi contraccettivi, la loro efficacia e affidabilità, passando attraverso le abitudine dei milllenials italiani. Perché purtroppo i dati del  rapporto Censis Bayer ci parlano di una conoscenza dei metodi contraccettivi poco sopra il 60%  ma ancora una grande assenza degli stessi duranti i rapporti sessuali.  Il 63,3% dei rispondenti ha avuto almeno un rapporto completo non protetto e solo il solo il 21,6% ha sempre utilizzato contraccettivi. Dati sconcertanti se si pensa che l’attività sessuale completa riguarda circa il 78% delle persone intervistate.dilloatuasorellaSembra che aleggi un’aria di deresponsabilizzazione e fatalismo generale rispetto alla salute sessuale, con motivazioni che rimangono a volte in superfice, anche facendo il confronto con 20 anni fa. Si parla di una non disponibilità al momento (22,5%), di decidere di correre il rischio (18,1%), non pensare che ci fossero grandi probabilità di una gravidanza (17,9%); oppure, anche se in misura minore,  il fatto che l’altro si è rifiutato di usare contraccettivi (3,8%). Si sceglie di prendere il rischio invece di pianificare in maniera consapevole, per non farsi trovare impreparati di fronte ad un aspetto così importante della propria vita. Perché la sessualità è un aspetto fondamentale del benessere generale e prova ne è anche il dato di soddisfazione che esce da questa indagine: il repertorio sessuale si è ampliato, grazie anche alla diffusione delle tecnologie che mediano incontri e opportunità, ed offrono una vasta gamma di alternative valide a contrastare l’abitudine nemica del desiderio.

La soddisfazione sessuale è maggiore della soddisfazione della propria vita generale, dato trasversale all’età e al genere, come a dimostrare che la sessualità svolge un aspetto ludico, ricreativo e probabilmente anche ristoratore rispetto alle frustrazioni della vita di ogni giorni. La conclusione logica che deriviamo da questa indagine va proprio nella direzione di lavorare per diffondere una cultura di promozione della salute sessuale, dato che non deve essere mai scontato ma che per rimanere tale ha bisogno di attenzione, cura e soprattutto la messa in atto di comportamenti che aiutano a mantenere nel tempo un bene prezioso. Ben vengano quindi campagne come #dilloatuasorella che sollecitano l’attenzione su un aspetto specifico, la contraccezione, che riguarda tutte le persone coinvolte in una attività sessuale attiva.

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