Produzione robotica di maiali clonati in Cina

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Dalla Cina arrivano i primi maiali clonati interamente dai robot. Degli scienziati cinesi hanno clonato dei maiali senza l’ausilio umano: l’obiettivo è rendere il Paese indipendente dalle importazioni estere di carne suina il prima possibile.

Un team di scienziati cinesi dell’Università di Nankai a Tianjin ha clonato per la prima volta dei maiali solo utilizzando robot: lo riporta il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, che sottolinea come questo successo sia fondamentale per permettere al Paese di raggiungere l’autosufficienza nella produzione di carne suina e l’indipendenza dalle importazioni estere.

Dalla Cina arrivano i primi maiali clonati interamente dai robotLa clonazione ha avuto luogo lo scorso 7 marzo, quando una madre surrogata ha dato alla luce sette maialini. L’intero processo è avvenuto in modo automatizzato, senza il minimo intervento umano: i robot hanno esportato il nucleo di un ovulo e l’hanno sostituito con una cellula somatica (capace, cioè, di produrre qualunque tipo di tessuto animale, in modo da facilitare la clonazione). Questo procedimento, chiamato trasferimento del nucleo di cellule somatiche (somatic cell nuclear transfer, SCNT), è molto complesso: l’intervento umano rischia spesso di danneggiare o contaminare le cellule somatiche, che sono molto delicate.

Più precisi. L’intervento dei robot non solo risparmia un lavoro lungo e faticoso agli scienziati, ma aumenta le probabilità che la clonazione vada a buon fine, poiché le macchine non commettono errori e non danneggiano le cellule durante il procedimento: dall’inizio delle sperimentazioni nel 2017, il processo di clonazione tramite robot è infatti passato da un tasso di successo del 21% al 27,5% attuale; le clonazioni effettuate dall’uomo vanno invece a buon fine solo il 10% delle volte.

Il processo di clonazione è molto faticoso per gli scienziati: lo conferma Pan Dengke, un ex ricercatore che nel 2005 aiutò a creare il primo maiale clonato in Cina e arrivò a realizzare a mano oltre 1000 clonazioni al giorno, con pesanti conseguenze sulla salute della sua schiena. © ART STOCK CREATIVE | Shutterstock
Il processo di clonazione è molto faticoso per gli scienziati: lo conferma Pan Dengke, un ex ricercatore che nel 2005 aiutò a creare il primo maiale clonato in Cina e arrivò a realizzare a mano oltre 1000 clonazioni al giorno, con pesanti conseguenze sulla salute della sua schiena. © ART STOCK CREATIVE | Shutterstock

Clonata o sintetica? La carne clonata non è uguale alla carne “sintetica”, preparata in laboratorio: mentre la prima è prodotta dalle cellule originali di un vero maiale, la seconda viene creata da cellule coltivate in laboratorio.

Perché clonare maiali? Il motivo dietro al desiderio di implementare l’uso di questa tecnica innovativa è principalmente economico: la Cina è la maggiore consumatrice di carne suina al mondo, con circa 30-35 kg di consumo annuo pro capite. Ogni anno, il Paese è costretto a importare milioni di tonnellate di carne, e questo ha costi altissimi: con la clonazione, i cinesi sperano di diventare autosufficienti e non dipendere più dall’estero, alla luce anche delle possibili restrizioni alle importazioni dagli USA e da altri Paesi Occidentali. L’obiettivo della Cina è, entro massimo dieci anni, riuscire a produrre internamente il 95% del maiale consumato nel Paese.

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