L’iniziativa cinese di Ponte Valentino per auto elettriche e ibride

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La Cina investe 300 milioni nel Sannio per produrre auto elettriche e ibride. Non è un contratto vero e proprio, ma l’accordo di cooperazione è pur sempre un balzo in avanti, significativo. Benevento, con la sottoscrizione di tale atto da parte dei presidenti di TJ Innova Engineering & Technology Co., Lei Yu Cheng, e dell’Asi, Luigi Barone, ha «messo il cappello» sull’ipotesi di mega investimento a Ponte Valentino per la produzione di auto ibride ed elettriche.

Aver messo penna in carta, pur su una lettera di intenti, attesta comunque che l’area industriale beneventana ha sbaragliato una concorrenza agguerrita, visto che le città concorrenti per l’aggiudicazione del progetto erano Modena, in grado di offrire una grande tradizione automobilistica (dista pochi chilometri dalle sedi di Ferrari e Lamborghini), ma soprattutto Torino, tenuto conto della sua storia di città automobilistica e la presenza più massiccia di Fiat Chrysler Automobiles. Ma il colosso cinese (impiega più di 1500 dipendenti) si è orientato su Benevento che, può vantare una posizione baricentrica, ed è punto nodale del triangolo delle fabbriche Fca di Cassino, Melfi e Pomigliano.

benevento zona industriale ponte valentino nestlè (foto saverio minicozzi)
Benevento zona industriale ponte valentino nestlè (foto saverio minicozzi)

L’iniziativa di Ponte Valentino coprirebbe un’area di 250mila metri quadrati ed ospiterebbe un nuovo stabilimento per la produzione di autoveicoli a propulsione elettrica ed ibrida termico/elettrica. Da realizzare, anche motori a benzina tradizionali e veicoli elettrici multi-power puri e Suv di nuova generazione di alto livello, nonché coupé a 5 e 3 posti. 200.000 veicoli la produzione totale: la prima fase, con produzione annua di 100.000 veicoli, è di 4 tipologie. 30.000 dovrebbero essere venduti in Italia, gli altri 70.000 esportati in Paesi europei e in Medio Oriente, con la creazione di 300 posti di lavoro e lo sviluppo di importanti programmi di ricerca. Una produzione su larga scala, che comporta un investimento da 300 milioni.

«Indubbiamente spiega Gianpaolo Varchetta, presidente del laboratorio pubblico-privato Marea che assiste TJ Innova supportato da Arkadiusz -, si tratta di un programma di investimenti importante. La sottoscrizione dell’accordo consolida il rapporto avviatosi a settembre, con la visita della delegazione cinese nel Sannio e, dopo il rallentamento connesso alla pandemia, speriamo di rimetterci in moto e recuperare il tempo perso». Lo scorso novembre, peraltro, TJ Innova e Marea Scarl stipularono un accordo sulla mobilità sostenibile, uno dei 15 accordi bilaterali tra centri di ricerca, università e imprese italiane e cinesi firmati a Pechino al cospetto dei ministri italiano e cinese. La Regione, inoltre, ha già garantito disponibilità al progetto, a sostenerlo economicamente dovrebbe essere Invitalia, società per azioni partecipata al 100% dal ministero dell’Economia, catalizzatore degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

«Il primo passo è fatto: la Tj Innova ha definitivamente scelto Benevento per proporre un Contratto di sviluppo».

Così, il presidente Asi Luigi Barone. Che ne sottolinea i vantaggi. Per il territorio, tra l’altro in un momento difficilissimo, è un’ottima notizia perché pone Benevento e la sua area industriale al centro di un progetto di sviluppo strategico per l’automotive e in particolare per il futuro delle auto elettriche ed ibride. «La compattezza delle istituzioni locali, l’appeal di un sindaco come Clemente Mastella, la disponibilità della Regione, con il presidente De Luca e l’assessore Marchiello pronti a sostenere il territorio sannita, ha fatto sì che Benevento scavalcasse altre città italiane. È stato un lavoro continuo, non semplice, reso possibile grazie ad una sinergia tra tutti gli attori coinvolti, in primis Giampaolo Varchetta, che dall’inizio ha creduto nella possibilità di poter arrivare alla scelta di Benevento per l’insediamento. Ho informato subito il sindaco Mastella che si è tenuto costantemente informato sull’evoluzione delle trattative ed i colleghi del comitato direttivo, ad iniziare da Antonio Affinita, il primo, essendo un importante imprenditore dell’automotive, a credere nel progetto.

Il prossimo passo conclude Barone – sarà quello di tenere con Affinita, Grasso, Iannace e Supino una riunione per deliberare l’opzione suolo in favore della TJ Innova, che nel frattempo costituirà una società italiana, affinché possa presentare il progetto per il Contratto di sviluppo».

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