Presto il dispiegamento delle vele solari di LightSail 2

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Primo contatto da LightSail 2, il prossimo passo è dispiegare le vele. L’ultimo microsatellite della Planetary Society è uscito dal carrier Prox-1, che l’ha portato in orbita, e ha inviato al centro di controllo il segnale di “tutto ok”. Fra pochi giorni si procederà all’atteso dispiegamento delle vele solari, ripreso in diretta da Prox-1, a cui seguirà un anno di navigazione.

Selfie allo specchio dei membri del team LightSail 2 davanti alla stringa in codice Morse ricevuta dal microsatellite e che conferma il suo stato di salute. Crediti: Dave Spencer / The Planetary Society
Selfie allo specchio dei membri del team LightSail 2 davanti alla stringa in codice Morse ricevuta dal microsatellite e che conferma il suo stato di salute. Crediti: Dave Spencer / The Planetary Society

LightSail è un progetto della Planetary Society, finanziato da semplici appassionati, per inviare in orbita terrestre un piccolo veicolo spaziale azionato esclusivamente dalla luce solare, dotato di pannelli fotovoltaici e di una grande vela solare. La sonda LightSail 2è stata portata in orbita a 720 chilometri di quota il 25 giugno 2019 da un razzo Falcon Heavy all’interno di Prox-1, un satellite progettato e realizzato da studenti del Georgia Technology Institute, tra i 24 trasportati dal vettore della Space X.

Il 2 luglio scorso, LightSail 2 ha lasciato il veicolo di trasporto Prox-1 e, come pianificato, ha inviato i primi segnali di ritorno al controllo missione al Politecnico della California di San Luis Obispo, un’università pubblica statunitense. Palpabile la soddisfazione fra i giovanissimi membri del team, che hanno ricevuto la stringa in codice Morse ‘WM9XPA’, corrispondente a “tutto ok”, e che passeranno questa settimana a verificare il corretto funzionamento di tutti i sistemi sistemi di LightSail 2, provando il giroscopio del veicolo spaziale e prendendo immagini di prova prima e dopo il dispiegamento dei pannelli fotovoltaici del CubeSat. Dopo la positiva conclusione di questi test, il team comanderà l’apertura della vela solare, un sottilissimo lenzuolo argentato di 32 metri quadri.

La Planetary Society renderà presto disponibile un sito in cui seguire la telemetria di LightSail2 e calcolare il passaggio sopra una determinata posizione: con la vela aperta la sonda sarà infatti visibile da terra a occhio nudo. Per i radioamatori interessati ad ascoltare la trasmissione della sonda, viene consigliato di consultare la sezione See and Track di sail.planetary.org.

Una volta issata la vela, LightSail 2 inizierà la navigazione, verso e contro il Sole in maniera alternata, sospinta solamente dalla tenue forza dei raggi provenienti dalla stella. L’obiettivo è quello di alzare l’orbita della sonda di una quantità misurabile nel corso di un mese. Dopo di che, il perigeo – il punto più basso dell’orbita di LightSail 2 – raggiungerà un punto in cui la spinta dalla vela solare risulterà inferiore alla resistenza atmosferica. Si prevede che la sonda possa rimanere in orbita circa un anno prima di rientrare nell’atmosfera, bruciando.

Guarda il video LightSail 2 Animation della Planetary Society:

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