Sextortion online agli iscritti a sito pornografico

Accetta pagamenti in oltre 45 criptovalute
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Truffa a luci rosse: i pirati ricattano gli iscritti a un sito pornografico. Nell’email i ricattatori sostengono di avere un video “compromettente” della vittima e chiedono di pagare 2.900 dollari per non diffonderlo.

Nessun complicato cyber-attacco o sofisticato malware, ma una semplice email che prende di mira gli iscritti a un sito pornografico chiedendogli di pagare un riscatto di 2.900 dollari per evitare che un loro video venga inviato ad amici, parenti e colleghi.

A prima vista la truffa sembra ridicola, ma a renderla molto più credibile è il fatto che i criminali in questione allegano nel messaggio username e password della vittima.

“Sembra che (password della vittima) sia la tua password. Probabilmente non mi conosci e ti chiedi come mai stai ricevendo questa email, giusto?” è l’esordio della lettera.

Nel testo, il truffatore sostiene di aver violato il computer della vittima e di aver avuto accesso allo schermo e alla webcam, oltre che ai contatti di Messenger, Facebook ed email.

“Ho creato un video a doppio schermo. La prima parte mostra il video che stavi guardando … la seconda contiene la registrazione della tua webcam” prosegue il messaggio.

Ecco il testo dell’email pubblicato su Twitter da SecGuru, che è riuscito a procurarsene un esemplare.
Ecco il testo dell’email pubblicato su Twitter da SecGuru, che è riuscito a procurarsene un esemplare.
La richiesta di riscatto, da pagare ovviamente in Bitcoin, è accompagnata dalla minaccia di inviare il video in questione a tutti i contatti rastrellati attraverso il malware.

Malware che, ovviamente, non esiste e non è mai esistito. Come spiega SecGuru in un’intervista riportatat da Lawrence Abrams su Bleeping Computer, i truffatori si sono limitati a usare le credenziali di accesso rubate al sito in questione per contattare gli iscritti, usando le password come “spauracchio” per rendere più credibile la minaccia.

Non è escluso, però, che il trucchetto possa funzionare. Nel messaggio, infatti, i truffatori si preoccupano di mettere la massima pressione possibile alla loro vittima, imponendogli di effettuare il pagamento entro 24 ore e diffidandoli dal chiedergli prove. “Se hai bisogno di prove, rispondi all’email con “Sì!” e manderò il video a sei dei tuoi contatti”.

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