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Nuova Legge per il diritto al rimborso delle bollette pazze

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Nuova Legge per il diritto al rimborso delle bollette pazze
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Addio ai maxi conguagli di luce, gas e acqua: bollette prescritte in due anni. La norma, contenuta nella legge di bilancio, prevede anche lo stop al pagamento di bollette pazze emesse in seguito a pratiche scorrette e il diritto a ottenere entro tre mesi un rimborso delle somme versate ingiustamente.Giro di vite contro i maxi conguagli nelle bollette dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua. Le fatture ora si prescriveranno in due anni e non più in cinque. In caso di bollette pazze, inoltre, i pagamenti saranno sospesi. Le novità sono contenute in un ddl presentato dal deputato Simone Baldelli, già approvato alla Camera, e ora inserito nella legge di Bilancioper assicurarne l’approvazione da parte del Senato entro fine legislatura. Le nuove norme, che dovrebbero entrare in vigore entro marzo, si attueranno subito per le bollette elettriche non ancora scadute. Mentre si potranno applicare alle fatture del gas solo tra un anno (purché abbiano scadenza successiva al primo gennaio 2019) e all’acqua tra due (scadenza di pagamento dopo il primo gennaio 2020).

Due anni per pagare. La legge, fortemente voluta dalle associazioni dei consumatori e invocata anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato in un’audizione alla Camera nel settembre scorso, varrà per utenti domestici, microimprese (con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo entro i 2 milioni di euro) e studi professionali. Il testo prevede che per le bollette di luce, gas e acqua, il diritto al pagamento del corrispettivo si prescriva entro due anni. Per i contratti di energia elettrica il termine vale sia nei rapporti tra consumatore e venditore, ma anche tra distributore e venditore.

Stop ai conguagli ingiusti. In caso di bollette per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni e nell’eventualità in cui l’Antitrust abbia aperto un procedimento per violazioni del codice del consumo, l’utente, previo invio di un reclamo, ha diritto a ottenere uno stop del pagamento finché non si accerti che la pretesa della compagnia sia legittima.

Toccherà al distributore di energia comunicare all’utente l’avvio del procedimento nei suoi confronti e informarlo sui suoi diritti.

Fino a oggi invece non si praticava alcuna sospensione per il pagamento di bollette pazze e maxi conguagli, emessi in conseguenza di pratiche giudicate scorrette dall’Antitrust, né esisteva il diritto a rimborsi automatici delle somme versate ingiustamente. Invece ora, all’esito della verifica sulla legittimità della condotta della compagnia, i consumatori avranno diritto all’indennizzo dei pagamenti effettuati a titolo d’indebito conguaglio entro tre mesi. A meno che non sia stato lo stesso utente a non comunicare, o trasmettere in modo errato i dati di consumo sulla base dei quali sono stati effettuati i calcoli della bolletta.

Maggiore trasparenza. Entro il primo gennaio 2020 i consumatori potranno accedere gratis ai dati riguardanti i propri consumi tramite il Sistema informatico integrato (SII), una banca dati istituita nel 2010 per la gestione dei flussi informativi relativi ai mercati dell’energia elettrica e del gas. L’Aeegsi, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, introdurrà nuove misure per incentivare l’autolettura. Infine l’Agcom stabilirà le modalità postali per assicurare la certezza della data di spedizione alle bollette agli utenti.

Le reazioni dei consumatori. Consumi presunti, errori di calcolo, conguagli e richieste di arretrati sono da anni i problemi principali riscontrati dai consumatori in tema di energia. Pertanto soddisfazione è stata espressa dalle associazioni dei consumatori le cui istanze sono state accolte: “L’approvazione della proposta di legge è per noi motivo di orgoglio. Ci auguriamo che il ricorso al coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella stesura di disposizioni a loro tutela diventi prassi consolidata” afferma Carlo De Masi, presidente di Adiconsum – . Manifesta parziale perplessità, invece, l’Unione nazionale Consumatori: “Restano alcune lacune e alcuni commi che richiederanno un’interpretazione e che ci costringeranno a ingaggiare una battaglia con le compagnie”.

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