Dalle sonde Voyager le prime immagini 3D dell’eliosfera solare

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Dalle sonde Voyager le prime immagini 3D dell'eliosfera solare
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Le prime immagini del vero aspetto del Sistema Solare. Questo strano organo alieno, che sembra provenire dalle viscere di uno Xenomorfo, è un’immagine del nostro Sistema Solare, o almeno della bolla magnetica che lo circonda. È una rappresentazione dell’eliosfera, una cavità nello spazio interstellare provocata dall’intensa emissione del Sole.

Il problema principale nel misurare le dimensioni dell’eliosfera è che noi siamo al suo interno. I suoi bordi sono a circa 16 miliardi di chilometri da noi, ed è solo grazie alle sonde Voyager che abbiamo qualche dato sullo spazio fuori dal nostro sistema solare. Il Voyager 1 ha lasciato l’eliosfera ed è entrato nello spazio interstellare nell’Agosto 2012, mentre il Voyager 2 ha fatto lo stesso nel Novembre 2019.

Il modello è chiamato "il croissant sgonfio".
Il modello è chiamato “il croissant sgonfio”.

Ci sono alcune missione dedicate allo studio dell’eliosfera, come NASA’s IBEX o Interstellar Boundary Explorer. Ci sono delle interazioni complesse tra i confini del sistema solare e lo spazio interstellare, in una regione chiamata eliopausa. IBEX studia gli atomi neutri energetici, creati quando i raggi cosmici provenienti dallo spazio esterno incontrano gli atomi all’interno del sistema solare. Questi atomi forniscono una misura delle dimensioni dell’eliosfera.

Uno studio pubblicato all’inizio di quest’anno ha presentato nuovi risultati e scoperte riguardo l’eliosfera. Gli scienziati credevano che questa struttura fosse simile alle comete, quando il sistema solare si muove nello spazio, l’emissione del sole incontra il mezzo interstellare e crea uno shock curvo con una coda alle sue spalle. Questa nuova ricerca, che sfrutta i dati di IBEX, Cassini e New Horizons, suggerisce che l’eliosfera abbia una forma diversa e con due strutture a jet. Sono fondamentali gli studi sul vento solare per comprendere il funzionamento l’eliosfera.

Ci sono due fluidi mischiati insieme. Abbiamo una componente fredda e una calda, i pick-up ions,” spiegano gli autori. “Se prendi un fluido freddo e un fluido caldo, e li metti insieme nello spazio, questi non si mischiano ed evolvono separatamente. Quello che abbiamo fatto è stato separare le due componenti del vento solare e abbiamo modellato la forma 3D dell’eliosfera.”

Invece di una carina, rotondeggiante forma sferica, abbiamo questa struttura. Invece di una sfera con una coda, abbiamo uno strano croissant. L’immagine è molto interessante non solo graficamente ma anche dal punto di vista scientifico, a causa dell’importante ruolo dell’eliosfera.

I raggi cosmici, prodotti all’esterno del Sistema Solare, sono molto pericolosi e l’eliosfera si comporta come uno scudo ed è in grado di assorbire circa il 75% delle radiazioni in arrivo. In particolare sono pericolosi per i dispositivi elettronici e per la salute degli astronauti, ma ci sono evidenze che un aumento dei raggi cosmici ha portato ad estinzioni nel passato.

Una migliore comprensione della nostra eliosfera può migliorare la nostra capacità di capire l’abitabilità degli esopianeti. Una nuova missione della NASA ci aiuterà, si chiamerà IMAP (Interstellar Mapping and Acceleration Probe) e partirà nel 2024, con lo scopo di mappare le particelle che si muovono tra i confini del Sistema Solare e la Terra.

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