I Segni dei Tempi: Il viaggio oltre tombale del Faraone Silvio Berlusconi

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Un antico passato in numeri che tenta di emergere con l’Intelligenza Artificiale? Il massone Silvio Berlusconi.

Il Fratello Silvio Berlusconi è stato iniziato dalla loggia massonica del Grande oriente d’Italia Democratico, come attesta la lettera aperta del 26 luglio 2010 del suo leader Gioele Magaldi e fa riferimento all’interesse che Berlusconi nutre per l’esoterismo in generale. Il massone, quindi, elenca in punti gli aspetti del Silvio Segreto cominciando dalla “natura iniziatica e massonica del complesso di Villa Certosa in Sardegna” e del mausoleo funebre presente all’interno di Villa San Martino ad Arcore.

Il massone Magaldi continua rivelando gli interessi del Presidente del Consiglio per l’astrologia e cita alcune letture del mondo massonico a cui Berlusconi si sarebbe ispirato per utilizzare le televisioni al fine di condizionare le masse di spettatori. L’ultimo punto, invece, riguarda la gestione del potere imprenditoriale, mediatico e politico che, stando alla lettera, “è stata scandita da rapporti e relazioni con precisi personaggi, cenacoli e logge dell’establishment massonico mondiale”1.IL VIAGGIO OLTRETOMBALE DEL FARAONE SILVIO BERLUSCONI

Il Mausoleo, per Berlusconi è come una piramide alla stregua di quelle che si facevano erigere gli antichi faraoni d’Egitto, per far da loro sacelo tombale, similmente ad una barca per il viaggio per la sua rinascita stellare e del fatto che il loro “ka” sarebbe diventato un “Luminoso” della Duat, come una stella della costellazione di Orione.

Il “ka” è l’energia vitale e impersonale. Tramandata da genitori a figli, sopravviveva alla morte della persona e doveva essere nutrita per permettere al defunto di vivere nell’aldilà.

Il primo segno. Ad Apricena la prima Via Silvio Berlusconi: l’annuncio ufficiale

Apricena, in Puglia, nella provincia di Foggia, è la prima città a intitolare una sua strada a Silvio Berlusconi, scomparso il 12 giugno scorso all’età di 86 anni. A dare l’annuncio ufficiale della decisione presa è stato il sindaco del comune nel Foggiano, Antonio Potenza.

L’annuncio del sindaco di Apricena sulla strada intitolata a Berlusconi

Il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, eletto nel 2019 in una lista civica vicina al centrodestra, ha spiegato in alcune dichiarazioni riportate dall’agenzia ‘AGI’: “Come comunità nazionale, abbiamo assistito al tripudio di affetto nei confronti del Presidente Silvio Berlusconi, a poche ora dai suoi funerali di Stato e dalla proclamazione del lutto nazionale dopo la scomparsa nella giornata di lunedì”.

Poi l’annuncio sull’omaggio della città a Silvio Berlusconi: “La nostra città ha deciso di cristallizzare quest’ondata di affetto nei confronti dello statista, imprenditore, leader politico e presidente del Consiglio che più di ogni altro ha fatto parlare di sé in tutto il mondo e che tanto ha fortemente contribuito alla storia del Paese intitolandogli una via del nostro centro abitato”.

Il primo cittadino di Apricena, Antonio Potenza, ha infine aggiunto: “La Giunta comunale da me presieduta ha deliberato la reintitolazione dell’attuale ‘Via Modena’ in ‘Via Silvio Berlusconi’. Appena possibile, procederemo con una cerimonia pubblica in cui sarà ufficialmente intitolata questa strada al Cavaliere Berlusconi”2.

Il secondo segno riportato sulla carta topografica di Apricena

Un triangolo aureo la chiave geometrica della piramide egizia di Cheope

Figura 1: Estratto della mappa di Apricella (Foggia). La via di Berlusconi è come l'albero di una vela di una barca e corrisponde al segno regale di un triangolo all'insegna della Sezione Aurea.
Figura 1: Estratto della mappa di Apricella (Foggia). La via di Berlusconi è come l’albero di una vela di una barca e corrisponde al segno regale di un triangolo all’insegna della Sezione Aurea.
Figura 2: Dal triangolo aureo ABC si ricava il triangolo ACD , la sagoma della Piramide di Cheope.
Figura 2: Dal triangolo aureo ABC si ricava il triangolo ACD , la sagoma della Piramide di Cheope.

Il potere della parabola nella Grande Piramide

C’è propensione che la piramide di Cheope della piana di Giza d’Egitto, col suo intero complesso, costituisca un ideale modello di una prodigiosa macchina energetica rivolta ad una probabile rigenerazione vitale di natura metafisica. Infatti il suo scopo era di costituire il sacello tombale del faraone Cheope per renderlo immortale, anche se in effetti non si è mai trovato alcuna prova in merito, nel sarcofago della Camera cosiddetta del Re posta in sede della torre dello Zed.Il potere della parabola nella Grande Piramide

Dunque se la piramide è una ipotetica “macchina” deve pur rientrare in una concezione che possa essere formulata in termini matematici e naturalmente essere intravista con l’ausilio di una ipotetica geometria. Oltre a tutto ciò non si può trascurare il fatto che la piramide non è stata mai posta in relazione con una barca trovata in una fossa sul lato sud di essa dagli archeologi nel 1954.

Figura 3: La barca solare di Cheope.
Figura 3: La barca solare di Cheope.

(fig. 3) Racchiusa in una camera ermeticamente sigillata, la barca era scomposta in 1224 pezzi, il cui legno si è conservato intatto per più di 4600 anni. In proposito sono state formulate due ipotesi sulla valenza religiosa dell’oltretomba egizio di questa barca: la prima, quella più antica e risalente alla I dinastia, descrive una rinascita stellare del sovrano e del fatto che il suo “ka” sarebbe diventato un “Luminoso” della Duat, come una stella della costellazione di Orione; la seconda espone, invece, il nuovo credo religioso, che indicava l’oltretomba ad occidente, dove ogni giorno il Sole personificato nel Dio Atum che tramonta. È evidente che i testi delle piramidi risentono della teologia di Ra e del credo che il sovrano, dopo la sua rinascita, avrebbe seguito l’orbita del Sole in processione dietro le barche sacre degli dei5.

Traducendo ora questa simbolica barca solare in una ideale concezione geometrica, relativa ad un’altrettanta ipotesi di natura metafisica, potremmo immaginare che il complesso piramidale siffatto cheopiano, poggia su una base a mo’ di una sorta di barca che viaggia idealmente nel tempo. A ragione di ciò, dunque, non scandalizza intravedere il complesso piramidale unito ad una parabola geometrica sottostante, così come è stata considerata dal punto di vista della geometria dellla fig. 4 con la quale immagino delle correlazioni funzionali con le due Camere del Re e della Regina al suo interno.

Figura 4: Piramide di Cheope. Sezione trasversale.
Figura 4: Piramide di Cheope. Sezione trasversale.

A sostegno di questa ipotesi, che in effetti non ha riscontri reali in sede della base strutturale, è la presenza in loco di una barca ritenuta del faraone Cheope che, ovviamente costituisce il simbolo per la supposta barca metafisica per viaggiare dopo la sua morte verso la rinascita corporea, secondo la religione del suo tempo, accennata in precedenza.

Di qui, in un lampo, ecco disporsi le cose in merito, associate alla ipotetica energia circolante nella piramide (su cui molti studiosi sono concordi), e tutto per merito di una prodigiosa parabola, reale configurazione geometrica della barca osiderea. Ma c’è di più sull’apporto di questa parabola, considerato che la piramide-macchina è “solare” e deve in qualche modo captare le energie solari del dio Ra e convertirle al suo centro focale, in sede della Camera della Regina, naturalmente la dea Iside.

Intanto, con la fig. 4 sono mostrati i dati geometrici della fig. 3, utilizzando la concezione del rapporto aureo su cui c’è concordanza:

y² = 2 p x, dove p = 1 (equazione della parabola)

ya = √ [2 / (1 + √5)] = 0,786151377…

xa = ya² / 2 = 0,309016994…

Figura 5: Geometria della piramide di Cheope con l'ausilio di una piramide particolare, il tutto all'insegna della sezione aurea.
Figura 5: Geometria della piramide di Cheope con l’ausilio di una piramide particolare, il tutto all’insegna della sezione aurea.

phi = 38,17270763…°

180° – 4phi = 27,30916948…°

yi = tang (180° – 4 phi) = 0,516341175…

xi = yi² / 2 = 0,133304104…

d = yR = 0,080615621…

xR = d²/ 2 = 0,003711446…

La luminosità è un requisito fondamental delle gemme preziose e le loro studiate sfaccettature moltiplicano i giochi di luce scomposta nei suoi colori, cosiddetti dell’iride, all’interno per sprigionarsi in modo sfolgorante all’esterno (fig. 6). Nulla allora che meravigli, dunque, vedere la piramide di Cheope come uno speciale cristallo e costatare subito una particolare proprietà dovuta a un ipotetico raggio di luce che interagisce in esso.

Figura 6: Taglio di una pietra preziosa. Gioco di luce con la scomposizione nei colori dell’iride.
Figura 6: Taglio di una pietra preziosa. Gioco di luce con la scomposizione nei colori dell’iride.

Dalle illustrazioni 2 e 3 si può capire di seguito cosa si tratta. Il raggio IP è normale alla parabola e si imbatte di ritorno sulla parete C’B’ riflettendosi in Q della parete opposta C’A’. Prosegue da qui la riflessione luminosa, supposta energetica, in modo verticale fino in fondo sulla parabola in R. Si sa che tutti i raggi verticali confluenti su una parabola si riflettono convergendo nel fuoco relativo, che nel nostro caso è il punto F. Naturalmente si è capito che il punto I di partenza del supposto raggio luminoso è unico in modo che la sua inclinazione riferita alla verticale sia 180° – 4 phi come indicato sulle figure 15 e 16. Phi è il semi-angolo al vertice della piramide. Il simbolo di phi è φ.

Nessun commento su questo raggio salvo a vedere ora il raffronto con lo spaccato della piramide di Cheope (fig. 7), in cui si vedono i vari elementi che vi fanno parte: la tomba del Re e della Regina, la Grande Galleria ed altro.

Figura 7: Lo scettro di Osiride e dei faraoni.
Figura 7: Lo scettro di Osiride e dei faraoni.

Ed ecco il fatto meraviglioso che spiega il titolo di questo capitolo: Una parabola per il mistero della Grande Piramide! Due cose in una: il fuoco F della parabola di arco A’OB’, su cui è posta la piramide A’B’C’, coincide con un certo punto della tomba della Regina e il raggio verticale QR della ipotetica luce, all’interno della piramide in questione, coincide con l’asse della tomba del Re, lo Zed (fig.7).

In merito allo Zed (fig. 8) e alla funzione piezoelettrica del sistema dei ranghi di basalto, ritenuti la fonte di energia circolante nella piramide, in relazione al potere che serve per la rigenerazione vitale alla base del potere che vi deriva, mi fa pensare alla spiegazione in che modo le ossa si rigenerano.

Il modo con cui molti organismi viventi usano la piezoelettricità è molto interessante: le ossa agiscono come dei sensori di forza. Applicando una forza, le ossa producono delle cariche elettriche proporzionali alla loro sollecitazione interna.

Figura 8: sezione trasversale dello Zed.
Figura 8: sezione trasversale dello Zed.

Queste cariche stimolano e causano la crescita di nuovo materiale osseo, rinforzando la robustezza della struttura ossea in quelle zone in cui la deflessione interna è più elevata. Ne risultano strutture con minimo carico specifico e, pertanto, con eccellente rapporto peso-resistenza6.

Un’altra cosa è possibile suggerire come riscontro ideografico fra i geroglifici egizi, con il raggio energetico verticale QR della fig. 5 sopra analizzato. Mi viene di intravederlo nello Scettro o Wзs nella mano del dio dei morti Osiride e di altri dei egizi, nonché in quella dei faraoni assisi sul trono.

La cima di questo scettro termina con una sorta di maniglia di traverso particolarmente sagomata che può benissimo riferirsi alla parete della piramide dove il raggio si riflette; mentre la parte terminale è munita di una forcina a due punte che potrebbe riferirsi alla riflessione del raggio energetico.

Il terzo segno. La nuova via Berlusconi sostituisce la vecchia via Modena

La nuova via Berlusconi di Apricena sostitusce la vecchia via Modena, come a dare un terzo segno, che vuol dire? Forse il segno va ricercato nell’origine del nome Modena.

La teoria che più colpisce è quella che lega la città di Modena al nome latino Mutina: l’etnico era Mutinenses, Mutinensis o Multinenses. A sua volta è un toponimo che viene messo in relazione ad una divinità etrusca, il dio Math che era il dio etrusco della morte. E così la parola Modena potrebbe derivare da mutanu, ovvero epidemia, tomba.

Dalla tomba di Modena tenta di riemergere la Morte con un popolo di robot dotati di intelligenza artificiale?

Intelligenza artificiale: i 10 rischi più pericolosiL’intelligenza artificiale è un argomento estremamente dibattuto in questo periodo, sia per le opportunità che offre, sia i rischi ad essa associata. Vediamo nel dettaglio quali sono questi ultimi.

Sempre più spesso si sente parlare di intelligenza artificiale e dei rischi che essa comporta per l’uomo. Per esempio non molto tempo fa un gruppo di esperti, tra cui Elon Musk, ha pubblicato una lettera su Future of Life dove era chiesta l’interruzione momentanea dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, così da permettere a chi di dovere di regolamentarla e mitigarne i rischi.

Ancora oggi molte persone non sono in grado di identificare questi rischi in maniera chiara. Ma conoscerli e comprenderli è fondamentale per limitare le possibilità che questi si concretizzino. Vediamo quali sono alcuni tra quelli considerati più pericolosi.

Intelligenza artificiale: i 10 rischi più pericolosi

Quali sono i rischi più pericolosi collegati all’intelligenza artificiale? Alcuni tra questi è più probabile che si concretizzino, mentre per altri la possibilità è più remota. A tutti questi e a quelli che nasceranno in futuro, comunque, è necessario prestare grande attenzione e – se possibile – provare a limitarli.

1) Dipendenza
Affidarsi eccessivamente all’intelligenza artificiale può rappresentare un grande rischio per l’umanità, poiché essa potrebbe perdere la capacità di pensare e trovare soluzioni creative. Se la civiltà umana è stata in grado di crescere e svilupparsi in maniera così esponenziale nel corso degli anni, una grande parte del merito lo deve alla sua capacità di pensare in maniera critica e spontanea.

Lasciare all’intelligenza artificiale la possibilità di «pensare» al posto dell’uomo potrebbe portare la società a perdere la sua capacità di escogitare soluzioni creative, fondamentali per lo sviluppo e la sopravvivenza della società umana.

2) Perdita del lavoro
Questo è forse uno dei rischi più concreti e anche più discussi nell’ultimo periodo. Molti esperti temono fortemente che l’intelligenza artificiale possa portare un grandissimo numero di persone a perdere il loro posto di lavoro e ad essere sostituite dalle macchine.

Effettivamente questo rischio si è in parte già concretizzato: oggi molti chatbot svolgono compiti di assistenza alla clientela che un tempo erano ad esclusivo appannaggio delle persone.

Il rischio, in questo caso, non è che il normale progresso della tecnologia porti alcuni lavori a diventare obsoleti, ma che questo avvenga troppo rapidamente facendo perdere il lavoro a molte persone nello stesso periodo e rendendo complesse le pratiche di reintegrazione nel mondo del lavoro.

3) Crescita delle disuguaglianze
L’intelligenza artificiale potrebbe contribuire ad aumentare le disuguaglianze nella società. Per capire come, è possibile pensare al medesimo strumento in mano ad una persona normale oppure in mano ad una grande azienda: una persona comune potrà sicuramente trarre dei vantaggi dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma questi saranno sicuramente insignificanti rispetto a quelli che potrebbe avere una grande azienda tech, i cui introiti potrebbero crescere in maniera ben più vertiginosa grazie all’impiego di queste tecnologie.

4) Privacy
Un altro aspetto che preoccupa molti esperti è quello della privacy. Ad oggi molti dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati quotidianamente dalle persone sono alimentati con grandi masse di dati presi da internet in maniera pressoché casuale, il che può comportare anche gravi violazioni della privacy delle persone.

5) Perdita dei rapporti umani
L’avere un accesso eccessivo all’intelligenza artificiale e soprattutto ai chatbot può rivelarsi molto dannoso per le persone, poiché potrebbe portarle a perdere la connessione con la realtà.

È già capitato in passato che persone in situazioni difficili si affidassero a dei chatbot per trovare conforto nelle difficoltà, talvolta anche arrivando a scambiarli per persone vere. Questo fenomeno, specialmente nei casi più gravi, può spingere le persone a isolarsi e a confondere ciò che è realtà con ciò che non lo è3.

Una lancia spezzata in favore del Cavalier Silvio Berlusconi

Syracusis muliercula senectutis ultimae, cum omnes Dionysii tyranni exitium, propter nimiam morum …

A Siracusa, mentre tutti richiedevano per mezzo di suppliche la morte del tiranno Dionigi4 – per via dell’eccessiva asprezza delle maniere e per i gravami insopportabili – una donnicciola di estrema vecchiaia pregava gli dèi ogni giorno da sola, di mattina, affinché Dionigi fosse incolume e le sopravvivesse.

Quando il tiranno apprese ciò, stupito dell’affetto, che non gli era dovuto, mandò a chiamare la donnicciola e chiese: Perché, o per quale mio merito tu fai ciò? Allora quella rispose: La ragione del mio intendimento è precisa; da fanciulla, infatti, poiché avevamo un crudele tiranno, desideravo che ne restassimo privi.

Dopo che costui era stato ucciso, un secondo, molto peggiore, era già in procinto di occupare la rocca. Desideravo molto che venisse posta fine anche al dominio di quello; come terzo governante abbiamo avuto te, molto peggiore dei predecessori.

E così io offro la mia vita in cambio della tua salvezza, affinché, quando tu sarai morto, uno peggiore non succeda al posto tuo. Dionigi si vergognò di punire una sfrontatezza tanto arguta5.

Non è il caso del “faraone” Berlusconi, deceduto di recente, che così molti lo hanno definito per la sua arroganza in politica, tuttavia per certi versi la vecchietta può essere intravista nella “quasi” sposa di fatto, l’ultima fiamma del Cav. Berlusconi Marta Antonia Fascina. Ella è stata la donna che ha raccolto la sua eredità, quella di un ideale “Cavaliere”, di un Italia da lui governata.

Si dice che l’albero si giudica dai frutti… e l’ultimo albero a cui il ‘Cavaliere’ ha teso la sua mano per cogliere il frutto, è stato quello di Marta Antonia Fascina.
E “quando un’anima ha in sé la vita dello spirito, produce buoni frutti e diviene un albero divino.”

Ma cosa deve aver determinato questa trasformazione animica nel ‘Cavaliere’ per virtù dell’amore concessogli da Marta Antonia Fascina?

Occorre esaminare l’albero di Marta Antonia Fascina, ossia la terra natia dove affondano le sue radici, trascurato in un certo qual modo da lei stessa, ritenendosi napoletana per essere cresciuta a Portici vicino Napoli sin dalla nascita. Invece tutta la sua ‘dote’ animica di pregio, che diremo occulta, perché ignorata da lei stessa, in seguito al suo matrimonio col ‘Cavaliere'(avvenuto quasi per finta, ma nell’interiorità dell’anima ha peso ed equivale ad un reale processo interiore inconscio) gli proviene da Melito di Porto Salvo. Come a immaginare che essa, non essendo stata soppesata, è andata a beneficio del supposto male oscuro che ha minato il suo amato ‘Cavaliere’ – mettiamo – e per evitargli la sofferenza di una vecchiaia crudele. Ma anche, per certi versi, annunciargli l’avverarsi di un’Italia da lui molto amata, di grandi vestigia da venire. Ma questo è riservato al futuro, nemmeno presagito dalla stessa Marta Antonia Fascina.

Prima d’altro va posto in risalto che Melito di Porto Salvo è il comune più a sud della Calabria e dell’Italia, escluso la Sicilia. È la punta estrema dello stivale, come a immaginare che tutto il ‘peso’ dell’Italia è sostenuto da questo paese. Ed ecco una memoria che riemerge con Marta Antonia Fascina per dar vita al presente in affanno.
Ciò che più conta ai fini di una certa Italia storica risorgente è che sulla spiaggia di Melito di Porto Salvo avvenne lo sbarco della spedizione dei Mille che segnò l’inizio delle operazioni dell’esercito meridionale garibaldino sulla parte continentale del Regno delle due Sicilie.

Fu effettuato, nella notte tra il 18 e il 19 agosto 1860, da Giuseppe Garibaldi e da 3.500 camicie rosse con l’obbiettivo di attraversare lo stretto di Messina e risalire la penisola italiana.

Nella zona dello sbarco si opponevano ai garibaldini circa 16.000 effettivi dell’esercito borbonico schierati a difesa della costa calabra.
Marta Antonia Fascino per effetto del suo matrimonio, non secondo il rito ecclesiastico e nemmeno civile, è simile a quello antico mediovale definito morganatico, ed è per questo il dono del mattino. Il morgengabio (morgengabe, morgengab, morgingab), o dono del mattino, era il regalo che secondo il rito longobardo il marito faceva alla propria moglie il giorno immediatamente dopo la prima notte di nozze.

Il Cav. Berlusconi fa il dono del mattino alla sua Marta Antonia Fascino con la sua creazione Forza Italia in prospettiva di una Italia Nuova nel futuro.
Ed ecco dove va ricercato il giusto Faraone e Cav. Berlusconi, in un rinnovato partito di Forza Italia da venire. Ovvero non necessariamente un partito, ma un’idealità nascente di una novella Italia del futuro.

Di Gaetano Barbella

1https://it.wikinews.org/wiki/La_lettera_di_Magaldi_svela_il_%22Berlusconi_Occulto%22
2 https://initalia.virgilio.it/via-silvio-berlusconi-apricena-73798
3Niccolò Ellena – 15 giugno 2023 – https://www.money.it/intelligenza-artificiale-i-10-rischi-che-preoccupano-di-piu
4Dionìsio I o Dionigi di Siracusa, detto il Vecchio o anche il Grande (in greco antico: Διονύσιος, Dionýsios; 430 a.C. – 367 a.C.) è stato un militare e politico siceliota che fu tiranno di Siracusa e tragediografo. Egli riuscì, salendo al potere, ad abbattere la democrazia che si era instaurata in Siracusa nel 465 a.C., anno della morte di Trasibulo, l’ultimo tiranno della dinastia dei Dinomenidi.
5https://www.skuolasprint.it/libro-latino/plane-discere/il-tiranno-e-la-vecchietta-L_91021.html
5 https://it.wikipedia.org/wiki/Barca_solare_di_Cheope
6 http://www.hbm-italia.it/custserv/SEURLF/ASP/SFS/ID.813/MM.4,36,34/SFE/techarticles.htm

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