Aumento del costo per l’energia causa problemi a centrali nucleari

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Edf: problemi alle centrali nucleari in Francia, energia più cara. I prezzi di elettricità e gas sono impazziti dopo una pioggia di notizie negative, prima tra tutte l’allerta nucleare in Francia: un rischio non solo per la sicurezza, ma anche per le esportazioni di energia dal Paese, in gran parte dirette verso l’Italia.

Edf ha comunicato che Framatome (l’ex Areva, ora nel suo perimetro) ha individuato saldature e altre componenti difettose nei reattori di alcune centrali: un annuncio arrivato a sorpresa, in seguito al quale il titolo della società, che in Italia controlla Edison, è crollato in Borsa a Parigi di oltre il 7%. Edf ha avvertito l’Autorità francese per l’energia atomica e assicura di aver già avviato analisi approfondite per individuare eventuali rischi. Fino a ieri nessun impianto era stato fermato, ma l’allarme ha provocato un’impennata dei prezzi dell’energia elettrica in tutta Europa.

gazpromSul mercato del giorno prima del Gme il Prezzo unico nazionale (Pun) si è spinto fino a 59,26 euro per Megawattora, anche se poi ha ripiegato a 48,37, in calo rispetto alla seduta precedente.
Tensioni maggiori si sono verificate – in tutta Europa – sui mercati forward, per le consegne di elettricità nel prossimo trimestre, con picchi di rialzo superiori all’8%.

Ancora più netta l’impennata del gas, non solo perché il combustibile dovrà sopperire alle carenze di nucleare nella generazione elettrica, ma anche perché il mercato ha ricevuto altre due notizie negative, una relativa alle forniture dall’Olanda e l’altra relativa al gas russo.

Il prezzo spot al Ttf olandese è salito del 14,5% a 10,90 €/MWh (un valore che comunque resta storicamente moderato). Rialzi a doppia cifra percentuale anche al Psv italiano, dove il gas si è spinto a 14,50 €/MWh.

Il governo olandese ha deciso di fermare del tutto le estrazioni a Groningen a partire dal 2022, otto anni prima di quanto inizialmente preventivato in seguito a terremoti nella zona. Dal maxi-giacimento, che 2013 produceva quasi 54 miliardi di metri cubi di gas all’anno, ad agosto sono arrivati soltanto 1,26 Bcm (16,37 Bcm finora nell’anno termico, che si concluderà a fine mese).

Quanto alla Russia, la Corte di giustizia europea ha assestato un duro colpo a Gazprom contestandole il diritto di utilizzare tutta la capacità di Opal: un gasdotto che si riconnette al Nord Stream, la linea verso la Germania di cui la società sta costruendo il raddoppio. La sentenza costringerà la Russia a inviare più gas attraverso l’Ucraina, con cui però il contratto di transito scade a fine anno.

Si tratta di una vittoria della Polonia, che insieme a Lettonia e Lituania aveva fatto ricorso contro una decisione presa nel 2016 dalla Commissione europea, per esentare Gazprom dall’obbligo di aprire il gasdotto Opal a terzi. Tale decisione – ha affermato la Corte di giustizia, dando ragione a Varsavia – «viola il principio di solidarietà energetica» tra Paesi Ue.

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