Fermata al sperimentazione sui macachi dell’Università di Torino

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Il Consiglio di Stato “salva” i macachi: stop alla sperimentazione dell’università di Torino. Gli animali dovevano essere resi ciechi nell’ambito di una ricerca sui deficit visivi umani. In loro difesa petizioni e cortei. Secondo i magistrati tocca agli studiosi “provare che non esistono alternative”. Cattaneo: “La fuga all’estero non stupisca”.

Il Consiglio di Stato ha disposto la sospensione provvisoria della sperimentazione in corso su sei macachi nell’ambito di un progetto delle Università di Torino e Parma sui deficit visivi umani. “E’ l’Ente che sperimenta a dover provare che non esistono alternative a una sperimentazione invasiva sugli animali e foriera di sofferenze che la normativa europea e nazionale sul benessere animale, anche nelle sedi di sperimentazione, prescrive di evitare o ridurre entro rigorosi parametri fisiologici”, è scritto nell’ordinanza 230 adottata dal Consiglio di Stato. A favore dei macachi erano stati organizzati cortei e petizioni da parte delle associazioni animaliste.

Secondo la terza sezione del Consiglio di Stato, è il ministero della Salute che “deve, con massima urgenza, fornire tale prova sull’impossibilità di trovare alternativa ad una sperimentazione invasiva sugli animali nonché depositare una dettagliata relazione sulla somministrazione agli animali oggetto di sperimentazione di liquidi e cibo sufficienti, astenendosi da misure che finiscano per trasformare la doverosa erogazione di cibo e liquidi in forma di premio per asservire la volontà di animali sensibili come i primati”.Sperimentazioni sui macachi

Nulla di più sbagliato per Elena Cattaneo, farmacologa, secondo cui “è già obbligo di legge che i progetti debbano includere la prova dell’assenza di alternative alla sperimentazione animale. Decisioni come quella di oggi, conclude, “ostacolano e bloccano la nostra ricerca”, per cui “non può stupire che tanti ottimi studiosi italiani scelgano di fuggire dall’Italia”.

Nella comparazione degli interessi, dunque, prevale l’interesse della lega antivivisezione Lav (che aveva presentato ricorso anche contro il ministero della Salute) alla tutela degli animali, scrive dunque la Corte che ha condannato il ministero di Lungotevere Ripa e le università a rifondere 3.000 euro di spese legali all’associazione.

La decisione è provvisoria, in quanto adottata in sede cautelare in attesa che si pronunci sul merito il Tar del Lazio, che invece aveva respinto la richiesta di sospendere in via d’urgenza la sperimentazione. Le università di Torino e di Parma hanno emesso una nota congiunta: “In relazione all’ordinanza emessa dal Consiglio di Stato nella quale si dispone la sospensione provvisoria della sperimentazione su sei macachi condotta nell’ambito del progetto LightUp delle Università di Torino e Parma, i due Atenei comunicano che si atterranno a quanto deciso dal Consiglio di Stato rispettandone il pronunciamento e che si riservano di approfondire gli aspetti specifici della vicenda nelle sedi opportune”.

La Lav chiede ora al ministro Roberto Speranza “di revocare l’autorizzazione a questo esperimento che, evidentemente, i funzionari della sua Direzione generale hanno fornito senza le dovute motivazioni, come affermato dal Consiglio di Stato” e “di portare in salvo i macachi che sono stati catturati in natura, trasportati dalla Cina e ingabbiati per un test peraltro già effettuato altre volte in altri Paesi, senza alcun risultato utile per i malati”.

Macachi rinchiusi in un Laboratorio Universitario – Essere Animali

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