Un team europeo per la difesa dai cyberattacchi

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L’Unione Europea propone un team congiunto per la sicurezza informatica. Già proposto dalla Presidente Ursula von der Leyen nella sua Agenda, entrerà in gioco per garantire la sicurezza europea contro gli attacchi su larga scala.

Non è un mistero che la cybersecurity sia un tema sempre più critico, non solo per le imprese di ogni ordine e grado, ma anche per gli stati e le istituzioni. Al punto che, secondo alcuni, si tratta a tutti gli effetti di un teatro di guerra, in cui attacchi, difese, tattiche e contromisure diventano sempre più raffinate.

Allo stesso modo non è un mistero che la vecchia Europa è cronicamente indietro sui temi legati al digitale e all’innovazione. Ma la costituzione di un team congiunto sulla sicurezza informatica potrebbe essere un interessante passo avanti.

Per la verità in passato ci sono state già diverse iniziative coordinate, per esempio il sito No More Ransom per la lotta ai ransomware più diffusi. Ma la creazione di una Joint Cyber Unit segna senza dubbio un passo avanti nella creazione di una visione comune.

Difendere l’Europa dai cyberattacchi

Lo scopo è dichiarato nelle prime righe della comunicazione ufficiale: affrontare il numero sempre crescente di minacce che colpiscono i servizi pubblici, ma anche le aziende e i cittadini europei. L’Unione Europea, insomma, riconosce la necessità di dare risposte sempre più tempestive ed efficaci a minacce che hanno una scala sempre più grande e conseguenze sempre più gravi.

Difendere l’Europa dai cyberattacchiSecondo la manifestazione di intenti espressa dall’Unione Europea in un documento piuttosto corposo, la Joint Cyber Unit dovrebbe essere costituita da una piattaforma fisica (una sorta di quartier generale, per dirla con un linguaggio televisivo), ad uso degli esperti per gestire le operazioni e per condividere le proprie conoscenze, e una piattaforma virtuale per collaborazione e condivisione delle informazioni.

Il team congiunto dovrebbe lavorare a due livelli: tecnico e organizzativo e, sempre secondo le informazioni pubblicate sul sito ufficiale, dovrebbe vedere la luce entro il 31 dicembre 2022 nella sua forma minimale, per poi coinvolgere partner privati entro giugno del 2023.

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