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Il 26 aprile del 1890 il “Tombstone Epitaph” pubblicò un articolo in cui veniva riferito che in Arizona due cow-boy avevano inseguito ed ucciso un’enorme creatura alata, dalle ali senza piume, come quelle di un pipistrello, e dall’aspetto simile ad un alligatore. A quanto pare, questo articolo era corredato da una foto che ritraeva l’animale ucciso con le ali distese ed alcuni uomini accanto. Purtroppo oggi non resta alcuna copia di questa fotografia, per quanto alcune persone, tra le quali il noto criptozoologo Ivan Sanderson, abbiano dichiarato di averla avuta in loro possesso, ed oramai si tende a considerare tutta questa storia come una leggenda metropolitana.

Tuttavia va ricordato che un animale simile a quello descritto nell’articolo è ben presente nelle tradizioni tribali dei Nativi americani, nelle quali viene chiamato thunderbird, o uccello del tuono, a causa del rumore che provocherebbe il battito delle sue enormi ali, e la cui immagine si trova spesso incisa sui loro totem.

Oltretutto, notizie di avvistamenti o di attacchi da parte di queste creature, o di altre simili ad esse, sono tutt’altro che rare in tutti gli States.

Il 10 aprile del 1948 tre persone scorsero ad Overland, in Illinois, un oggetto volante che all’inizio scambiarono per un piccolo aereo; poi, però, notarono il battito delle ali e si resero conto di stare vedendo un essere vivente in volo. Poche settimane dopo, ad Alton, sempre in Illinois, un uomo e suo figlio osservarono un’enorme creatura alata che volava a circa 150 metri da terra, grande quanto un piccolo aereo da passeggeri e con un corpo a forma di siluro.

Più o meno nello stesso periodo il sindaco della vicina Saint Louis, nel Missouri, ricevette diverse lettere allarmate da parte dei suoi concittadini, che gli chiedevano di fare qualcosa riguardo ad alcuni enormi uccelli avvistati nei cieli della città. Il caso si considerò chiuso quando furono trovate tracce di aironi blu su un’isola in mezzo al fiume Meramec.

Molto più drammatici furono gli incontri con questi enormi volatili negli anni ’70, ad iniziare dai numerosi avvistamenti di quello che divenne noto come il “big bird”, nel sud del Texas. Il 26 dicembre 1975 una capra lasciata legata all’esterno di una stalla a Raymondville fu trovata completamente dilaniata, senza che intorno si potessero rinvenire tracce degli aggressori. Pochi giorni dopo, la sera del 14 gennaio 1976, sempre a Raymondville, un certo Armando Grimaldo venne aggredito da un volatile che descrisse della sua stessa altezza (circa 1 metro e settanta), con un’apertura alare di più di 3 metri, una pelle marrone o nerastra priva di penne ed enormi occhi rossi, riuscendo a stento a scampare dalla sua presa. La stessa creatura, od una dello stesso tipo, fu avvistata poco tempo dopo nella vicina Brownsville da Alberico Guajardo, che ne descrisse le ali da pipistrello e gli occhi rossi fiammeggianti. Sempre nella stessa località e nello stesso periodo le sorelle Libby e Deany Ford  videro un grande uccello nero, dal muso di pipistrello, nei pressi di uno stagno. Infine, il 24 febbraio, tre maestri elementari che si recavano al lavoro in auto, a San Antonio, osservarono un enorme uccello nero, dalla spropositata apertura alare di 5-6 metri, volare a bassa quota sopra di loro; in lontananza videro un altro uccello enorme volteggiare intorno ad una mandria di bestiame.

Dopo questo evento, per diversi anni il “big bird” sembrò essere scomparso dal Texas meridionale, ma già l’anno successivo l’Illinois fu nuovamente interessato dalla presenza di grandi volatili: infatti, il 25 luglio 1977, verso le 21.00, tre ragazzi che giocavano in un cortile vennero improvvisamente aggrediti da due enormi uccelli neri, con un anello di piume bianche al collo, dall’apertura alare di circa 3 metri. Due dei bambini riuscirono a fuggire incolumi, ma il terzo, il decenne Marlon Lowe, venne afferrato alle spalle da uno degli animali, che lo sollevò a circa 60 centimetri dal suolo e lo trascinò con sé per qualche tempo; per fortuna Marlon riuscì a sfuggire alla presa del volatile ed a mettersi in salvo.

Il 14 settembre 1982 una grande e sconosciuta bestia volante fu nuovamente avvistata in Texas meridionale, presso la città di Harbinger: alle 3.55 del mattino un certo James Thompson vide in cielo ciò che all’inizio scambiò per un aeromodello, ma che in realtà era un volatile dalla pelle ruvida, nera o grigiastra, senza penne, e che in seguito riconobbe simile alla figura di uno pterodattilo.

Più recentemente, nuovi avvistamenti di animali simili a rettili volanti sono avvenuti in Alaska, nel 2002 (la bestia avrebbe avuto un’apertura alare di circa 4 metri) e di nuovo nei dintorni di San Antonio, in Texas meridionale, nel luglio del 2007.

L’effettiva esistenza ai nostri giorni di uno pterodattilo, o di un animale molto simile ad esso, è senza dubbio molto difficile da sostenere. Sembra praticamente impossibile che una bestia di tali dimensioni possa solcare i cieli degli Stati Uniti senza essere quasi mai osservata, anche se molti degli avvistamenti sono accaduti di notte o poco prima dell’alba, lasciando intendere che abbia abitudini prevalentemente notturne (d’altro canto, si potrebbe obiettare che nelle ore di minore luminosità è più facile travisare la vista di un animale magari di grandi dimensioni, ma appartenente a qualche specie ben nota). Le aree maggiormente interessate dalla presunta presenza di questi mostri sembrano essere la valle del Rio Grande, dove le descrizioni puntano decisamente verso uno pterodattilo, e le sponde del Mississippi tra Illinois e Missouri, dove invece i testimoni oculari parlano di uccelli più simili a giganteschi condor, il che porterebbe ad ipotizzare la presenza di ben due specie di animali volanti ancora sconosciute.

Per quel che riguarda la possibilità o meno che un animale preistorico possa esser sopravvissuto sino ad oggi, voglio ricordare un racconto riportato dallo storico greco Erodoto, che parla di serpenti volanti che ai suoi tempi sarebbero vissuti nei deserti dell’Arabia, e dei quali egli stesso disse di aver visto gli scheletri; questi erano di piccole dimensioni, ed effettivamente l’ordine degli Pterosauri comprendeva tanto esemplari giganteschi quanto altri molto più piccoli. Il racconto in sé non contiene nulla di particolarmente eclatante, anzi è piuttosto ordinario, e non si vede perché Erodoto debba esserselo inventato di sana pianta.

Fatto ancora più intrigante, fino al XIX secolo, incisa su una roccia nei pressi di Alton, luogo di uno degli avvistamenti, era possibile vedere la figura di un piasa, gigantesco uccello dagli occhi rossi e dalla lunga coda di cui si parla nelle leggende dei Dakota.

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Informazioni su Roberto Conte 23 articoli
Nato a Taranto il 30/10/1966, laureato in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Lecce, membro dell'Associazione Culturale ACSI/Prometeo Video Lab, autore del saggio storico-biografico "Giovanni delli Ponti, un d'Artagnan tarantino", edito nel 2012 da Scorpione Editrice. Appassionato di Criptozoologia, Archeologia e di tutto ciò che ha a che vedere con il mistero.

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