Usa e Turchia bloccano i pagamenti in criptovalute

Vinci tutto supernealotto e giochi Sisal

Usa e Turchia bloccano i pagamenti in criptovalute
Usa e Turchia bloccano i pagamenti in criptovalute
Condividi l'Articolo
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
INSTAGRAM

Doppio colpo sul Bitcoin: la Turchia blocca i cripto-pagamenti, voci di stretta Usa. E il prezzo scende. La decisione della Banca centrale di Ankara arriva in un momento di grande difficoltà per la lira locale, con l’inflazione che galoppa. Lo stop riguarda i pagamenti di beni e servizi: scatterà dal 30 aprile. La regina delle criptovalute cede anche per le voci di stretta dal Tesoro Usa.

C’è un “potenziale rischio nella regolamentazione” per l’industria delle criptovalute. Le parole che Brian Armstrong, co-fondatore e ceo di Coinbase, la piattaforma di scambio delle valute digitali che ha fatto ingresso a Wall Street con una quotazione da record, ha pronunciato a poche ore dal via delle contrattazioni al Nasdaq si sono rivelate in qualche misura profetiche. Un assaggio di quel che può frenare la corsa del Bitcoin, che è parsa inarrestabile negli ultimi tempi, è arrivato dalla Turchia. Un Paese che sta vivendo una fortissima tensione sulla sua moneta, dopo che Erdogan ha cacciato il governatore – reo a suo modo di vedere di avere alzato i tassi per raffreddare l’inflazione – aprendo a una fase di ribassi della lira turca.

Doppio colpo sul Bitcoin: la Turchia blocca i cripto-pagamenti, voci di stretta Usa. E il prezzo scendeLa Banca centrale, affidata poi a Sahap Kavcioglu, ha bandito l’uso delle critpovalute come strumento di pagamento per l’acquisto di beni e servizi, pubblicando un apposito regolamento nella Gazzetta ufficiale che mette fuori gioco tutti gli asset digitali basati su infrastrutture decentrate e quindi sfuggenti al controllo monetario dell’istituzione centrale. La decisione ha provocato la reazione politica interna, con Kemal Kilicdaroglu, presidente del Partito popolare repubblicano (Chp), principale formazione politica di opposizione al governo guidato da Recep Tayyip Erdogan, a criticare la decisione che sarà attiva dal 30 aprile: su Twitter, Kilicdaroglu ha sottolineato che il bando è arrivato “con il favore delle tenebre”, osservando come ormai le istituzioni compiano le loro “follie” sempre di notte.

Non è un caso che il freno a Bitcoin&CO. sia arrivato proprio in un momento di stress per la valuta ufficiale. Molti cripto-convinti hanno sottolineato come in queste settimane gli asset digitali siano diventati particolarmente interessanti per i turchi, proprio come una forma di protezione dall’inflazione galoppante (16% nell’ultimo mese) e dal deprezzamento della lira. Nel caso turco, in pratica, si stava materializzando quella promozione del Bitcoin a “riserva di valore” o “nuovo oro” che alcuni vedono come evoluzione del percorso di maturazione della divisa digitale.

I rischi indicati dalla Banca centrale di Ankara includono una mancanza di regolamentazione e supervisione, l’impossibilità di ‘recuperare’ le perdite per le parti delle transazioni e il possibile utilizzo per scopi illegali. Proprio questa settimana, annota la Reuters, Royal Motors, il distributore di Rolls-Royce e Lotus nel Paese, era diventato il primo ad accettare i cripto-pagamenti, sulla scia di quel che ha annunciato Elon Musk per la sua Tesla. Per l’agenzia, per altro, è difficile mettere in pratica questi bandi e già in passato i cripto-scambi sono riusciti a eludere simili stop.

La notizia si è fatta sentire sulle quotazioni della regina delle criptovalute, che aveva accarezzato i 65 mila dollari in attesa del debutto di Coinbase ed è tornata in area 60 mila venerdì sera, con un calo di oltre 4 punti percentuali.

Come non bastasse, nel fine settimana le vendite sul Bitcoin sono proseguite e la valuta digitale è arrivata in area 55 mila dollari, dopo aver toccato un minimi di 51 mila in Asia. In questo caso, spiega Bloomberg, diverse pubblicazioni online attribuiscono il crollo alle indiscrezioni secondo cui il Tesoro Usa potrebbe avviare un giro di vite sul riciclaggio di denaro sporco attraverso il mercato delle criptovalute. Si tratta di report non circostanziati, secondo gli esperti citati dall’agenzia finanziaria, dietro i quali ci potrebbero essere più semplicemente prese di profitto dopo il recente rally spinto dall’uso della leva. Ether, la seconda maggiore valuta digitale dopo il Bitcoin, è arrivata a cedere quasi il 18% prima di pareggiare le perdite.

Condividi l'Articolo
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
INSTAGRAM

Ricerca in Scienza @ Magia

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Inviami gli Articoli in Email:

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.