Un nuovo manifesto per una rete internet migliore e libera

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Tim Berners-Lee, il papà di internet, ha un piano per cambiare il Web. Tim Berners-Lee, considerato il “papà” del World Wide Web, ripete che la Rete non funziona più da diversi anni ormai. Senza un cambio netto di direzione, dice, l’umanità rischia di finire in quella definisce una “distopia digitale”. E questo cambio di direzione potrebbe essere proprio il Contract for the Web, un documento (pubblicato sotto forma di sito web, naturalmente) che riassume una serie di princìpi che tutti dovremmo impegnarci a seguire. I punti, nello specifico, sono nove: tre per i governi, tre per le aziende e tre per i privati cittadini. Eccoli:

  • Governi

    • Principio 1: assicurarsi che chiunque possa connettersi a internet.
    • Principio 2: mantenere internet sempre disponibile integralmente.
    • Principio 3: rispettare e proteggere i diritti fondamentali delle persone su privacy e dati online.
  • Aziende

    • Principio 4: rendere internet economica e accessibile a chiunque
    • Principio 5: rispettare e proteggere la privacy e i dati personali degli utenti per sviluppare un rapporto di fiducia online.
    • Principio 6: sviluppare tecnologie che supportano il meglio dell’umanità e mettono in difficoltà il peggio.
  • Cittadini

    • Principio 7: essere creatori e collaboratori sul Web.
    • Principio 8: creare community forti che rispettano il discorso civile e la dignità umana.
    • Principio 9: combattere per il Web.

Ogni principio si suddivide ulteriormente in clausole, per un totale di 72.

Il responso iniziale dalle aziende del settore è stato da subito molto positivo: oltre 150 società hanno espresso il proprio supporto – tra cui i colossi come Google e Facebook, che Berners-Lee aveva indicato in precedenza come grande fonte di preoccupazione – e che nel frattempo hanno continuato a collezionare denunce, multe e indagini per violazione della privacy e altri comportamenti scorretti. Tra gli assenti illustri, vale la pena segnalare Amazon.

Purtroppo, immaginiamo che convincere gli altri due settori sarà molto più complicato: in varie parti del mondo i governi continuano a censurare internet (uno dei casi più lampanti è la Cina, ma non è certo il solo), e sperare che l’intera umanità scelga semplicemente di comportarsi bene in Rete sembra quasi una barzelletta. Ma intanto, la Francia, il Ghana e la Germania hanno firmato. E questo è un passo avanti importante, anche se il tempo gioca contro di noi: “non è che abbiamo 10 anni per agire, dobbiamo cambiare le cose adesso“, è il monito dell’informatico.

Fonte: Contract for the Web

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