Nel futuro vivremo in una realtà virtuale aumentata

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Non solo Meta: chi sta scommettendo milioni di dollari sul “metaverso”. Oltre a Meta anche altre società tecnologiche stanno puntando al metaverso per riuscire a essere le prime a farcela.

Meta è il nuovo nome della società che controlla Facebook, WhatsApp, Instagram e Oculus. Il cambio è avvenuto per trasmettere che la società non rappresenta più soltanto Facebook e per veicolare gli investimenti che la società sta facendo per raggiungere il suo prossimo scopo: stabilire il “metaverso”, una nuova versione di Internet dove le esperienze virtuali saranno complesse e molto simili a quelle reali grazie all’ausilio della realtà virtuale.

Il metaverso, però, non è un progetto che ha richiamato a sé soltanto Meta: sono molteplici le società che stanno attivamente investendo milioni di dollari per creare un ecosistema che possa in futuro essere visto come il primo metaverso e quindi rappresentare la base per il consolidamento dello stesso metaverso.

Cos’è il metaverso, la versione 2.0 di Internet che fa sognare Facebook, Nvidia ed Epic Games

Bisogna infatti comprendere che, a differenza di un social network, che è una piattaforma proprietaria e quindi chiusa e subordinata alle dinamiche di una sola società, il metaverso è un terreno neutrale. Ciò significa che non sarà controllato da una sola società e, come l’attuale Internet, dovrà rappresentare l’equivalente di una grande area vuota sopra a cui chiunque possa edificare.

La sfida commerciale è quindi a chi per prima riuscirà a realizzare un simile terreno virtuale neutrale solido ed efficiente.

Oltre a Meta, ci stanno provando altre affermate realtà: Epic Games, produttore del videogioco Fortnite; Nvidia, nota per le schede grafica per computer; e Roblox, piattaforma dove chiunque può creare esperienze virtuali per gli altri utenti (come YouTube, ma per i videogiochi).

Non solo Meta: chi sta scommettendo milioni di dollari sul "metaverso"Queste quattro società sono quelle che più di frequente stanno parlando del metaverso quando chiudono un turno di finanziamenti. Non è un caso che molte di queste abbiano una forte relazione con i videogiochi: i giochi online, che oggigiorno ospitano persino concerti e anteprime dei trailer cinematografici, sono una forma embrionale del metaverso per dinamiche, economica e socialità.

Lo scorso aprile Epic Games ha annunciato di aver raccolto un miliardo di dollari a supporto dello sviluppo del metaverso. Fra gli investimenti c’era anche il gruppo Sony. Per altro, Epic sta già chiamando Fortnite un metaverso nei suoi comunicati ufficiali a dimostrazione sia di quanto voglia spingere i suoi prodotti in quella direzione sia del fatto che già oggi Fortnite è una primissima versione del futuro metaverso (perlomeno come viene immaginato).

Pur essendo un videogioco Fortnite infatti include molte delle dinamiche che oggi vengono affiancate a un possibile futuro metaverso: le persone che giocano fanno parte di una comunità che si trova in un mondo virtuale per vivere esperienze come la commemorazione di Martin Luther King Jr; seguire il concerto di Ariana Grande o vedere dei cortometraggi dell’orrore.

Epic Games ha acquisito ArtStation e Sketchfab, piattaforme dove i creatori di contenuti possono caricare le loro produzioni creative, come immagini 2D e 3D. Inoltre, ha annunciato MetaHuman Creator, strumento basato sul motore grafico Unreal Engine 5 grazie a cui creare delle versioni digitali delle persone credibili. Nel potenziale metaverso servirà poter creare rapidamente nuove esperienze virtuali: MetaHuman Creator e Unreal Engine 5 sono gli strumenti di Epic Games per farlo.

Roblox è una piattaforma molto usata dagli utenti di età inferiore ai 16 anni e anch’essa racchiude un elemento centrale nel metaverso: la possibilità di creare esperienze virtuali più o meno per qualunque cosa.

Per esempio, la popolarità di Squid Game, serie TV di Netflix, ha spinto molte persone a riproporre i giochi visti nella serie TV in Roblox, che offre un’apposita piattaforma, Roblox Studio, per creare micromondi in cui interagire. Inoltre, questi contenuti possono essere monetizzati e a oggi 1,3 milioni di persone ci stanno riuscendo, secondo i dati comunicati dalla società.

Roblox è un’azienda quotata in borsa e oggi vale 46 miliardi di dollari.

Recentemente Roblox ha anche annunciato una serie di novità per rendere il suo mondo di gioco, caratterizzato da uno stile a blocchi, un po’ più realistico a livello visivo.

Anche in Roblox, come in Fortnite, si sono tenuti molti concerti e alcune società hanno creati degli appositi minigiochi per sponsorizzare il proprio marchio.

Questo tipo di esperienze rappresentano l’attuale visione del metaverso, in cui le aziende che vogliono fare pubblicità potranno creare autonomamente o tramite un terza parte delle esperienze virtuali attraverso cui le persone potranno rivivere l’esperienza che il marchio vuole trasmettere.

Nvidia sta sviluppando invece Omniverse, piattaforma costruita “per la collaborazione virtuale e simulazioni fisicamente precise in tempo reale” si legge sul sito ufficiale. Alla base di queste simulazioni ci sono tecnologie che Nvidia ha integrato nelle sue schede grafiche, come il ray tracing in tempo reale, tecnica che consente di innestare una gestione dell’illuminazione molto realistica nelle simulazioni e nei videogiochi.

Una delle simulazioni di Omniverse permette ai produttori di auto di effettuare una simulazione della guida autonoma dei veicoli al posto di mettere per strada un’auto e valutare il suo stato in un ambiente più complesso e allo stesso tempo limitato: una simulazione permette di ottenere i vari scenari in meno tempo.

Il metaverso, in ogni caso, per ora resta un tormentone finanziario poco pratico. Al di là di valutare quanto le attuali sperimentazioni siano vicine alla visione originale del termine – nato nel romanzo “Snow Crash” di Neal Stephenson nel 1992, per altro con una forte componente distopica – nessuno sa dire concretamente come sarà.

Ci sono dei punti fermi abbastanza condivisi: servirà una forma di fruizione virtuale avanzata, come un dispositivo da indossare, che possa far percepire la presenza fisica all’interno di un mondo virtuale; sarà necessario che ogni cosa nel metaverso sia interconnessa, come se fosse un grande centro commerciale dove puoi uscire da un’esperienza ed entrare subito in un’altra; servirà un’economia totalmente digitale e in questo caso potrebbero essere sfruttati la blockchain e le criptovalute e potenzialmente anche i Non Fungible Token (NFT), oggetti virtuali unici la cui proprietà viene certificata proprio tramite la blockchain.

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