La pandemia ha spinto molte imprese verso il business online

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Osservatorio GoDaddy: le Pmi italiane hanno imboccato il percorso della transizione digitale. Una su due ha modificato il proprio modello di business. Nello sviluppo di nuove aree di business battute Germania e Francia.

Quasi una Pmi su due nel 2020 ha modificato il proprio modello di fare business per passare alle regole imposte dal digitale. Anzi un 20% nei mesi della pandemia ha ideato e sviluppato nuove aree di business. C’è poi chi ha aperto una propria area per l’e-commerce o altri canali di vendita online. Questa la fotografia che scatta l’Osservatorio di GoDaddy, società di consulenza che fornisce nuovi percorsi e strategie per l’online.

Secondo l’Osservatorio GoDaddy il 46% delle Pmi italiane è riuscita a modificare il proprio modello di business e addirittura nel 20% dei casi a sviluppare nuove aree, con una percentuale migliore rispetto al 17% della Germania e al 14% della Francia, per adeguare il business alle nuove esigenze imposte dalla pandemia e dalle limitazioni messe in atto. Le imprese hanno implementato nuovi prodotti e servizi per rispondere alla crisi economica, espandendo soprattutto le proprie competenze tecnologiche e incrementando l’utilizzo di soluzioni digitali.

Osservatorio GoDaddy: le Pmi italiane hanno imboccato il percorso della transizione digitale.L’Osservatorio è stato realizzato da Kantar su un campione di circa 5.100 piccole e medie imprese con un numero di addetti tra 1 e 49, distribuite equamente tra Italia, Germania, Francia e Spagna, con un focus particolare sull’impatto che la pandemia ha avuto sul business di queste imprese. Per quanto riguarda il commercio online un terzo delle Pmi italiane usa i social per promuovere prodotti e servizi ma solo il 12% utilizza un marketplace.

Si tratta di un trend recente perché un terzo delle aziende prese in esame ha infatti iniziato a vendere online negli ultimi due anni. Sotto la spinta della pandemia il 13% delle piccole aziende italiane ha aperto o sviluppato ulteriormente il proprio e-commerce o i propri canali di vendita online, contro il 7% della Germania e l’8% della Francia, e con la Spagna che si assesta al 12%. «Durante il lockdown abbiamo assistito a una accelerazione dell’utilizzo degli strumenti digitali a tutti livelli – per lo smart working, la didattica a distanza, l’e-commerce – che ha permesso all’Italia di recuperare un gap tecnologico che scontava da anni, soprattutto nei confronti di altri paesi europei. Sebbene i dati mostrino che le chiusure forzate hanno danneggiato il fatturato di molte imprese, l’Italia è stato il mercato in cui abbiamo notato una risposta più proattiva da parte degli imprenditori per trovare nuove aree di business ancora inesplorate» spiega Gianluca Stamerra, Regional director di GoDaddy per Italia, Spagna e Francia.

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