Insieme per una internet migliore, rendiamo il web più sicuro

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Safer Internet Day, ragazzi rendiamo il web un luogo sicuro. “Together for a Better Internet”, è questo il motto della Giornata mondiale per la sicurezza in rete istituita e promossa dalla Commissione Europea. Quest’anno l’appuntamento sarà l’11 febbraio. “TOGETHER for a Better Internet”. Insieme affinché Internet sia migliore. È questo il motto del Safer Internet Day (SID), la Giornata mondiale per la sicurezza in rete istituita e promossa dalla Commissione Europea a partire dal 2004, e che quest’anno ricorre l’11 febbraio. Un appuntamento annuale a cui istituzioni, scuole, associazioni e tutti quelli che hanno attività da promuovere per sensibilizzare a un uso più responsabile e consapevole della rete, sono chiamati a presentarsi. Destinatari e protagonisti della giornata sono i giovani. Insieme a chi li può guidare a raggiungere il fine di questa ricorrenza.

Safer Internet Day - "Together for a Better Internet"

Conoscere internet

Perché insieme si può fare. È solo confrontandosi, favorendo la conoscenza delle potenzialità e dei rischi che può offrire la rete che la si può rendere un ambiente migliore e sostenibile per tutti. Un’educazione digitale, quindi, è necessaria, già a partire dai primi anni di vita, quando iniziano i primi approcci con gli strumenti tecnologici che permettono di navigare. Non è infrequente infatti che i device vengano dati già nelle mani dei bambini (glieli si può intestare, con tanto di Sim, già a partire dagli 8 anni).

Non lasciare mai soli i bambini piccoli

Il consiglio dei pediatri è quello di non fare maneggiare mai questi strumenti ai figli al di sotto dei due anni e di utilizzarli solo sotto la stretta supervisione dei genitori per non più di un’ora al giorno. Dopo i cinque anni il suggerimento degli esperti è quello di aumentare il tempo a due ore, ma sempre e solo in presenza di un adulto. A mio avviso, il cellulare e tanto meno la possibilità di accedere alla rete, non andrebbero mai dati ai bambini al di sotto dei 9-10 anni, e andrebbe fatto solo ed esclusivamente se mamma e papà li ritengono pronti a padroneggiarli.  Altrimenti è come dare loro un coltello: sappiamo che taglia e che può essere uno mezzo utile ad affettare qualcosa che abbiamo nel piatto o che richiede una preparazione, ma se non insegniamo loro a usarlo correttamente, potrebbero farlo male, di fretta, con poca consapevolezza. Il rischio è quello che si feriscano, anche in modo grave. E lo stesso accade con un uso irresponsabile della Rete.

I consigli per migliorare il web

In sostanza, come si fa a rendere Internet un luogo migliore, in un mondo che sta diventando sempre più digitale? Insegniamo fin da bambini il valore della privacy. Capita molto spesso che si scambino foto di sé, magari intime, con troppa non curanza. Se fatto da minori, potrebbe avere risvolti molto pericolosi. Il corpo ha un valore, dovremmo tornare a riflettere sul senso di questo valore. Ai genitori, il consiglio è quello di partecipare alla vita online dei figli: sappiamo che piattaforme frequentano, cosa guardano, che strumenti di messaging usano? Cosa ci trovano dentro? Perché piacciono loro così tanto? Non giudichiamoli a priori, ma ascoltiamoli con curiosità. Cerchiamo di capire quali sono gli interessi dei nostri figli. Utilizziamo lo strumento del parental control.

Niente foto di minori sui social

Tentiamo di non pubblicare foto dei minori sui social. Parliamo della tecnologia ai ragazzi, cerchiamo di indagare se sono consapevoli dei potenziali rischi e ricordiamo loro che tutto ciò che è stato condiviso può rimanere all’interno di un cloud qualcuno. Anche cose che non vorrebbero fossero viste quando saranno adulti. Questo non vuol dire intimidirli ma renderli consapevoli appunto, e invitarli a condividere con noi adulti azioni sospette (e, quando necessario, segnalarle alla Polizia Postale, o fugare i dubbi con le Istituzioni o le Associazioni che si occupano di queste tematiche).

Chiedere ai ragazzi di prestare attenzione a quali canali si iscrivono (in Italia non ci si può iscrivere a un’app prima dei 14 anni, in alcuni casi 13). Attenzione, inoltre, ai vari banner che circolano sulle app di intrattenimento free: si potrebbero dare dei dati sensibili, per errore, o per fretta di ritornare a quello che si stava facendo sull’applicazione senza volerlo. Spetta ai grandi, agli adulti, trasmettere ai più piccoli come rendere insieme Internet un posto migliore.

*psicoterapeuta, presidente Ass.ne Naz.le Di.Te. (Dipendenze tecnologiche, GAP e Cyberbullismo)

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