Blocco alla circolazione delle criptovalute in Russia

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La Russia propone il ban di bitcoin. In Russia il parlamento ha proposto alcuni emendamenti per emettere un ban su bitcoin e sulle criptovalute, che renderebbero illegale il commercio di criptovalute, con pene fino a sette anni di carcere.

Lo riferisce la fonte locale RBC.ru secondo cui alla Duma di Stato sono stati proposti una serie di progetti di legge relativi alla circolazione e all’emissione di criptovalute con pesanti pene per le eventuali violazioni.

Queste proposte però non sono ancora state votate, ma, per ora, sono state solamente inviate al Ministero dello Sviluppo Economico, tanto che il capo del comitato sui mercati finanziari, Anatoly Aksakov, ha dichiarato che il testo definitivo in realtà non è ancora stato concordato.

Second Dmitry Kirillov, avvocato senior della Bryan Cave Leighton Paisner che insegna alla scuola digitale di Mosca, l’adozione di questa legge di fatto implicherebbe la cessazione della circolazione delle criptovalute in Russia. 

Inoltre, con il ban le criptovalute e Bitcoin non potrebbero nemmeno essere venduti, scambiati o minati.

Sarebbero consentiti solo possesso, ricezione e trasferimento, ma solo previa dichiarazione. Inoltre per le imprese private ​​e le persone giuridiche sarebbe vietato anche effettuare operazioni con valute digitali, ad esempio per accettarle come pagamento di beni o servizi.

Le pene sul il ban di bitcoin in Russia

Per quanto riguarda le pene proposte, vi sarebbero delle ammende per che organizzasse scambi o transazioni, o fornisse servizi per l’emissione di asset digitali utilizzando siti registrati in Russia o hardware situati in Russia, da un minimo di 50 mila ad un massimo di 1 milione di rubli (14.000 $).

Per chi invece dovesse usare criptovalute come mezzo di pagamento sarebbe prevista la confisca dei beni, ed un’ammenda compresa tra 20 mila e 400 mila rubli (5.600 $).

In caso di grave danni causati a cittadini, organizzazioni o enti pubblici, o se le azioni illecite portassero ad un arricchimento su larga scala sarebbero previste anche pene detentive comprese tra uno e sette anni di reclusione.

Secondo  il direttore generale di OrderCom LLC, Dmitry Galushko, l’adozione di questo disegno di legge metterebbe fine all’economia crypto del Paese.

“Se la Federazione Russa prevede di creare un’economia digitale, è necessario un approccio completamente diverso: non vietare, ma offrire l’opportunità di sviluppare idee e progetti innovativi, tecnologie”. 

Questa proposta di legge sembra davvero troppo stringente per immaginare che possa realmente essere approvata.

Innanzitutto l’esempio cinese mostra come, anche in presenza di leggi così stringenti imposte da uno Stato autoritario, spesso i cittadini continuino lo stesso ad usare ed a scambiare criptovalute, semplicemente utilizzando strumenti esterni.

Inoltre, è difficile immaginare che la Russia voglia tagliarsi fuori dal mondo crypto, proprio ora che Cina e USA sembrano invece fare sempre più sul serio.

Infatti, si tratta solo di una proposta di legge, per la quale non è chiaro quali siano le reali probabilità di essere approvata.

In Russia a dire il vero sembra proprio esserci un clima avverso alle criptovalute, soprattutto da parte della politica, ma visto che tecnicamente è di fatto impossibile impedire che i cittadini le usino, lo Stato potrebbe finire per fare la stessa figura di quello cinese, che prima ha provato a bloccarne l’utilizzo e poi è stato di fatto costretto a ripensarci.

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