Agenzia svizzera propone fondi d’investimento legati ai Bitcoin

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Pronto il primo fondo indice sulle Cryptovalute con passaporto Ue. Arriva da una società Fintech svizzera, ma ha avuto il via libera dall’Autorità di vigilanza finanziaria svedese, la prima gamma di Etp (Exchange Traded Products) che replicano l’anadamento di Bitcoin & co, le nuove Cryptovalute che sono state il fenomeno nascente degli ultimi anni. Grazie al via libera svedese gli Etp che investono in strumenti digitali di Amun ag dispongono infatti ora di un passaporto europeo. Il primo passo per poi chiedere anche la quotazione nelle borse dell’Unione, Piazza Affari compresa.

E’ di oggi infatti la notizia che “Il consiglio di amministrazione dell’emittente svizzero, Amun ag, è lieto di annunciare che Finansinspektionen, l’Autorità di vigilanza finanziaria svedese ha approvato il Prospetto di base presentato da Amun ag. Amun ag è il primo emittente di prodotti d’investimento passivi totalmente collateralizzati alle cripto valute sottostanti. L’emittente rispetta così i suoi ambiziosi piani di espansione nell’Unione Europea della gamma di Exchange Traded Products (Etp) di asset digitali confermando la sua missione di casa prodotto di investimento leader in cripto valute e Blockchain”, si legge nella nota della società Amun ag.Stack of cryptocurrencies“La nostra missione è chiara. Rendiamo il trading delle cripto valute più sicuro, facile ed efficace attraverso i nostri Etp. Siamo stati bravi e fortunati ad aver completato questo processo entro il periodo di tempo dichiarato “, ha dichiarato la presidente Ophelia Snyder di Amun, che ha aggiunto: “Riconosciamo che il quadro normativo in Svezia ha supportato tali iniziative e accogliamo con favore la sua delibera. La crescente domanda di cripto valute in Svezia tra investitori privati e istituzionali accanto alla nostra offerta di Etp saranno il nostro passaporto per l’Italia e tutta l’Unione Europea”.Nella nota di Amun si specifica che: “L’emittente si impegna a proseguire i suoi obiettivi sempre con gli standard di professionalità più elevati e attende con impazienza di continuare il suo rapporto collaborativo con partner nuovi ed esistenti in Svezia e nel resto dell’Unione Europea”. Con una precisazione: “L’approvazione del prospetto di base non deve essere intesa come un’approvazione da parte del Finansinspektionen dei titoli offerti o ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato. I potenziali investitori devono leggere il prospetto di base e le relative condizioni definitive prima di prendere una decisione di investimento al fine di comprendere i potenziali rischi associati alla decisione di investire in titoli”. Non manca anche un’ulteriore avvertenza: “Stai per acquistare un prodotto non è semplice e può essere difficile da capire”.

Fondata nel 2018, Amun ag, con sede a Zugo e uffici a Zurigo, Berlino e New York, ha lanciato diversi primati globali, tra cui il primo indice di cripto valuta (Hodl) quotato in borsa a novembre 2018. Amun ag ha lanciato complessivamente 9 Etp su cripto valute con oltre 55 milioni di dollari di raccolta. Dalla società spiegano: “Con Amun ag, investire in cripto valute è facile come acquistare azioni da una banca o con un broker tradizionale: gli investitori possono facilmente investire in cripto valute utilizzando una struttura Etp tradizionale e in un quadro regolamentato dal Six Swiss Exchange, BX Swiss e Börse Stuttgart”.

Intanto la quotazione della Cryptovaluta più famosa, il Bitcoin, resta in una fase di stallo senza che ci siano segni di un rally di Natale. Oggi la quotazione si attesta a 7.300 dollari, più del doppio di un anno fa, quando l’11 dicembre 2008 trattava a 3.400 dollari. Ma lontana dagli 11.154 dollari toccati il 27 giugno 2019. Dietro questa volatilità estrema il fatto che è un asset class scarsa che non può ancora contare su chiari modelli di valutazione, oltre a essere fondamentalmente illiquida. Ingredienti ideali per creare bolle e successive correzioni.

Già in passato le correzioni avevano seguito rally importanti, facendo del Bitcoin uno degli strumenti più volatili del mercato in una fase in cui invece la volatilità è bassa per bond e azioni. I massicci interventi delle banche centrali hanno di fatto anestetizzato i mercati azionari e obbligazionari, che nel 2019 hanno registrato performance da record. Ma questo non sembra vero per il Bitcoin, che ancora sfugge da chiari modelli di comportamento. A ogni nuovo crollo quindi la memoria va alla famosa bolla dei tulipani, quando nei Paesi Bassi la domanda di bulbi di tulipano raggiunse un picco così alto che ogni singolo bulbo di tulipano raggiunse prezzi monstre per l’epoca. Ma alla risalita folle seguì un crollo che lasciò in miseria molti risparmiatori dell’epoca.

Un caso unico che fece scuola nel mondo dell’economia. Tuttavia in quel caso ci fu una sola bolla, seguita a un crollo. Mentre nel caso del Bitcoin rally e cadute si stanno susseguendo nel corso degli ultimi anni. E questo crea non pochi interrogativi. A partire dal fatto che è difficile stabilire un criterio con cui valutare questa valuta, che fonda il suo valore sul fatto che produrla ha un costo tale da far sì che acquisti lo status di bene scarso, come accade a oro e diamanti. Mentre le valute possono essere emesse dalle Banche Centrali senza un limite fissato. Certo valutare la logica con cui si muovono i miners non è semplice e quindi fare stime su fin dove potrà scendere questa volta il prezzo del Bitcoin è un’impresa ardua.

Ma è così, in parte, anche per gli unicorni di Wall Street. Quelle imprese dell’economia digitale che sono state quotate, quando i loro conti erano ancora in perdita, come scommessa sui futuri guadagni. Le prime hanno avuto successo, mentre nell’ultimo periodo gli investitori si sono mostrati più cauti. E forse lo stesso sta accadendo al Bitcoin, che paga il prezzo della maggiore prudenza presente sui mercati all’avvicinarsi del nuovo anno. Dopo un rally da record la tentazione di portare a casa le performance e mettersi alla finestra è alta, nel timore che il 2020 possa essere un nuovo 2018 in cui l’economia rimbalza, come effetto della generosità dei banchieri centrali, ma gli investitori inizino a vendere spaventati dall’incertezza legata alle trattative sul commercio, dal timore che l’inflazione non riparta e dalla lunga campagna elettorale Usa. Tuttavia, nonostante questa fase di stallo del mercato, l’industria del Fintech si muove per cavalcare il fenomeno e non stupisce che il nuovo passo riguardi proprio un prodotto dell’asset management, ossia una gamma di Etf ad hoc.

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