Unibo, agricoltura urbana, agricoltura sostenibile: parte il progetto Susturbanfoods

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Il Centro Studi e Ricerche in Agricoltura Urbana e Biodiversità dell’Alma Mater dà il via a un nuovo studio che punta a fornire strumenti e dati a sostegno delle economie locali e verdi

Orti urbani, orti comunitari, persino piccole aziende agroalimentari: la rivoluzione verde nelle città continua a crescere e a dare frutti. E ora l’Università di Bologna scende in campo per studiare e migliorare la sostenibilità di questi nuovi spazi agricoli che si aprono tra case e palazzi. Per farlo, il Centro Studi e Ricerche in Agricoltura Urbana e Biodiversità dell’Alma Mater ha lanciato SustUrbanFoods, nuova azione Marie Sklodowska-Curie dedicata a quantificare la sostenibilità delle innovazioni sociali e tecnologiche nei sistemi agroalimentari urbani.

“In città come Bologna – spiega Esther Sanyé-Mengual, ricercatrice Unibo che segue il progetto – l’agricoltura urbana si sta espandendo sfruttando terreni liberi nel centro urbano, aree disponibili nella periferia o spazi non utilizzati tra gli edifici e negli edifici. Questi sistemi agroalimentari urbani sono comunemente associati a benefici ambientali, sociali ed economici e SustUrbanFoods mira a sviluppare un quadro metodologico interdisciplinare per valutarne la sostenibilità”.

Il progetto, infatti, si concentra sulla valutazione dei tre aspetti della sostenibilità: l’ambiente, la società e l’economia, tutti influenzati dai sistemi agroalimentari urbani. L’obiettivo principale è quello di fornire strumenti e dati per sostenere le politiche e le decisioni di supporto a economie locali e verdi: uno schema, insomma, in grado di analizzare sia gli impatti che i benefici dei sistemi agroalimentari urbani.

Per arrivare a questo risultato saranno analizzati dodici casi di studio in quattro paesi europei che esemplificano diverse innovazioni sociali e tecnologiche. A Bologna saranno interessati l’orto comunitario sul tetto dei palazzi di edilizia popolare di via Gandusio, lo Spazio Battirame in Zona Roveri e la Cooperativa Arvaia (sistemi di agricoltura supportata dalla comunità): tutti esempi di nuovi sistemi agroalimentari urbani basati su innovazioni sociali. Altri sistemi che saranno oggetto di studio includono innovazioni tecnologiche, come serre ad alta tecnologia che utilizzano bioenergie, o la produzione all’interno degli edifici (indoor farming) con illuminazione a LED.

 Il progetto “SustUrbanFoods: Integrated sustainability assessment of social and technological innovations towards urban food systems” è sviluppato da Esther Sanye-Mengual, ricercatrice post-dottorato del Centro Studi e Ricerche in Agricoltura Urbana e Biodiversità (ResCUE-AB) dell’Università di Bologna, e coordinato dal docente Unibo Giorgio Prosdocimi Gianquinto.

 

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