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Torna Maker Faire, artigiani tech: 700 progetti che ci cambieranno la vita

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Alla sua quarta edizione, la manifestazione per addetti ai lavori e family-friendly unisce scienza, fantascienza, tecnologia, divertimento e business.

Sei padiglioni, 700 progetti selezionati tra i 1500 raccolti nelle varie ”Call”, più di 40 Paesi coinvolti, oltre 100mila metri quadrati totali per oltre 55mila metri quadrati di superficie coperta: quasi il triplo rispetto all’anno scorso. I numeri dell’edizione che si svolge dal 14 al 16 ottobre alla Fiera di Roma parlano da soli. “E pensare che abbiamo iniziato nel 2013 senza sapere se sarebbe venuta gente”, ha affermato Massimo Banzi, co-founder di Arduino e curatore dell’evento da quattro anni insieme a Riccardo Luna, Digital champion Italiano.

Maker Faire Rome, edizione europea di Maker Faire, è organizzata da Innova Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma per l’Innovazione (già Asset Camera) la cui mission è mettere la città di Roma al centro del dibattito sull’innovazione. “Ero scettico all’inizio, qualche anno fa”, ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, “ma oggi Maker Faire Rome rappresenta una grande ricchezza per il nostro territorio”.

“Nell’ultima edizione c’è stato un salto di qualità: alla manifestazione hanno iniziato a partecipare gli imprenditori, anche piccoli, perché nelle nuove tecnologie si trovano grandi opportunità anche per quanto riguarda le piccole imprese artigiane” ha dichiarato il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti.

“Si tratta di un modo di reinterpretare uno degli elementi fondamentali della nostra economia, che è il made in Italy, usando nuove tecnologie in un mondo globale. Questa può essere una strada per riaggiornare il sistema produttivo italiano ed è anche il motivo per cui siamo andati alla Fiera di Roma, che è il luogo dove si incontrano gli imprenditori e si vedono le novità in base a cui riorientano il loro business”.

Non è solo un evento per addetti ai lavori, ma un evento family-friendly per maker, appassionati di tutte le età e curiosi che vogliono conoscere e sperimentare nuove invenzioni, pensate per risolvere problemi della vita quotidiana o per divertire, in tutti i settori: scientifico, tecnologico, manifattura digitale, clima, internet delle cose, biomedicale, alimentazione, automazione e anche nuove forme di arte, musica, spettacolo e artigianato. In programma: live performance, workshop, conferenze, seminari e tante sorprese soprattutto per i più piccoli.

I sei padiglioni a tema

Life: dedicato alla vita in tutte le sue forme, a partire da quella umana con tanti progetti sul tema della salute, della qualità della vita e della disabilità. Protagoniste anche la vita animale e quella vegetale con un’ampia area di progetti di agricoltura e giardinaggio. Inoltre, una vasta zona dedicata all’alimentazione, dove saranno presenti anche “OffiCucina”, un ibrido tra una cucina e un’officina dove si alterneranno 15 talenti mondiali, e “Food Tech Jungle”, il ristorante del futuro, dove il cibo sarà cucinato in modo rivoluzionario.

Move: riservato ai droni volanti, acquatici e terrestri, ma anche ai mezzi di trasporto: dalle biciclette alle soluzioni innovative per la mobilità urbana. Poi sono presenti i robot e in generale la tecnologia animata, ospita una vasca d’acqua e due voliere: la più estesa misura 800 metri quadrati al chiuso ed è tra le più grandi al mondo. La voliera più piccola sarà dedicata al “battesimo del volo”, anche il pubblico potrà far volare i propri droni.

Interaction: dedicato all’elettronica, ai giochi, alla domotica, alle invenzioni interattive, a scienza, wearable, arte e musica. Nell’area Maker Music si alterneranno sul palco artisti selezionati tra i più rappresentativi e maker dedicati a progetti musicali che hanno suscitato interesse di sponsor e addetti ai lavori di tutto il mondo.

Fabrication: riservato al futuro della manifattura, con artigiani innovativi, stampanti 3D, bracci robotici per l’industria, macchinari di digital fabrication, progetti di riciclo e riuso. Nell’area riservata alla New Manifacturing sono proposte aziende che stupiscono per la loro creatività e soprattutto per la capacità di rispondere, al tempo stesso, alle esigenze del mercato.

Young makers: qui sono protagonisti le scuole e i maker under 20. Le scuole selezionate per esporre alla Maker Faire Rome sono 56 (40 istituti secondari e ITS italiani e 15 provenienti dai Paesi UE), quasi il doppio rispetto al 2015, scelte tra le 186 candidate che hanno partecipato con 285 progetti alla Call for Schools, realizzata in collaborazione con il Miur. Questo padiglione contiene tutte le attività per i più piccoli, con decine di workshop per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni. L’Area Kids quest’anno è molto più grande, 8mila metri quadrati con laboratori tecnologici, tour guidati, isole didattiche a tema: elettronica, robotica, making, coding.

Universities: per le università italiane e internazionali che portano i progetti di ricerca e quelli dei propri studenti. Sono presenti, assieme al CNR, tutte le università pubbliche romane (Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata), le più importanti università italiane (i Politecnici di Milano e di Torino, gli Atenei di Firenze, Napoli, Siena e Trento, solo per citarne alcuni) e anche l’Università di Pechino e l’Università di Coburgo. Un totale di 40 tra Università e Centri di ricerca italiani e stranieri.

Il percorso dei visitatori sarà arricchito dalla presenza di attrazioni di forte impatto visivo ed emotivo, come Watly, il primo computer termodinamico al mondo, e R1 – Your Personal Humanoid, il primo robot appositamente pensato per operare in ambienti domestici e professionali, realizzato dall’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia.

La grande novità dell’edizione 2016 della Maker Faire Rome è il R.O.M.E. PRIZE (Rome Outstanding Maker of Europe). Un’importante giuria presieduta da Neil Gershenfeld (professore americano del MIT, Massachusetts Institute of Technology e fondatore del Centre For Bit&Atoms), Bruce Sterling (famoso autore di fantascienza e saggista) e Simona Maschi (cofondatrice e direttore dell’Istituto di Copenaghen di Interaction Design) selezionerà, tra dieci finalisti, il miglior progetto maker che si aggiudicherà il premio da 100mila euro lordi messo a disposizione dagli sponsor. Due i criteri di valutazione: l’impatto sociale del progetto (diffusione ed efficacia sul maggior numero di persone) e la sua sostenibilità economica (possibilità concreta di affermarsi e svilupparsi).

Maker Faire Rome quest’anno ha anche lanciato una campagna di crowdfunding che consentirà ai suoi visitatori di vivere ”Maker Faire 3D experience”. Un momento di aggregazione collettiva per assistere alla proiezione di un contenuto esclusivo che accompagnerà gli utenti in un’esperienza nel mondo delle nuove tecnologie digitali, smart cities e della robotica, attraverso gli occhi digitali del visore 3D Bobo VR, sistema tridimensionale che amplifica lo schermo del telefonino. I visitatori saranno immersi in un’atmosfera che richiama le grandi pellicole “Matrix”, “Minority Report” e “Oblivion”.

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