Sulla stazione spaziale ISS a 60 anni per la microgravità

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Paolo Nespoli è in orbita. Per la terza volta nella sua carriera l’astronauta Paolo Nespoli è nello spazio.

Paolo Nespoli è partito alle 17:41 ora italiana dal cosmodromo di Baikonur e in 6 ore arriverà sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La navicella Soyuz sulla quale sta viaggiando assieme al russo Sergej Rjazanskij e all’americano Randy Bresnik è partita in orario e regolarmente e la parte più turbolenta della missione, gli 8 minuti di accelerazione iniziale si è già conclusa e ora l’equipaggio della Expedition 52-53 sta sperimentando la microgravità.

L’ASTRONAUTA EUROPEO PIÙ ANZIANO. Intorno alla mezzanotte italiana la Soyuz raggiungerà la ISS e si aggancerà. Inizierà ufficialmente la missione VITA dell’Agenzia Spaziale Italiana: un programma di esperimenti volti ad analizzare sia gli effetti della microgravità sul corpo umano, sia potenziali cure. Questi studi, nei quali il sessantenne Paolo sarà sia ricercatore che “cavia”, avranno a loro volta ricadute sia sulla medicina terrestre, sia sull’uso di uomini nei viaggi spaziali di lunga durata.

Nelle immagini della diretta sembra rilassato e contento. Ha persino mandato un bacio alla telecamera, “so italian” ha commentato l’astronauta Luca Parmitano, “l’avrei fatto anche io”.

CHI È PAOLO NESPOLI. La storia di Paolo Nespoli sarebbe appassionante anche se non fosse un astronauta. Milanese, 60 anni (uno degli astronauti più anziani ad andare in orbita), prima di diventare un astronauta dell’ASI e dell’ESA era un paracadutista dell’esercito italiano.

Istruttore di paracadutismo alla Scuola Militare di Pisa, ha fatto parte del contingente di pace italiana a Beirut, in Libano, negli anni ’80. Rientrato in Italia si è appassionato all’aviazione e all’ingegneria spaziale. Con grande determinazione e caparbietà si è messo a studiare, ha ripreso l’università, si è a laureato all’estero e ha iniziato a collaborare come addestratore con l’ESA.

Nel 1998 è stato selezionato come astronauta. La sua prima missione risale al 2007, a bordo dello Space Shuttle Discovery, in un’importante missione per consegnare e assemblare il Nodo 2 della Stazione Spaziale Internazionale, all’epoca in costruzione.

Nel dicembre del 2010 Nespoli è nuovamente partito per lo spazio, per una delle prime missioni di lunga permanenza sulla ISS (159 giorni).

Questa è la terza missione per Nespoli.

LA MISSIONE VITA. La missione di Paolo Nespoli è una missione dell’Agenzia Spaziale Italiana. E presenta moltissimi esperimenti, concentrati soprattutto sull’aspetto medico-fisiologico.

CORM (dell’Università di Firenze) analizzerà i danni subiti dalle cellule della retina in microgravità, testando su di esse le proprietà anti-apoptotiche del coenzima Q10. Sulla Terra, queste conoscenze saranno utili negli studi contro il glaucoma e la degenerazione maculare senile.

MyoGravity (dell’Università di Pescara) porterà in orbita cellule muscolari di Paolo, e ne studierà altre a Terra in microgravità simulata. Si potranno così distinguere le cause della degenerazione cellulare degli astronauti, ma anche di chi è affetto da atrofia muscolare.

NANOROS (dell’Istituto Italiano di Tecnologia), analizzerà le cellule cardiache in orbita e cercherà di capire se le nanoparticelle di ossido di cerio possano guarirle.

SERISM (del Campus Biomedico di Roma) ricaverà tessuto osseo dalle cellule staminali presenti nel sangue, e lo studierà in orbita, analizzandone la capacità di rigenerarsi, importante per chi soffre di osteoporosi.

L’esperimento ARAMIS (di Thales Alenia Space e Altec, entrambe di Torino) ha invece sviluppato una app di realtà aumentata per iPad grazie alla quale Paolo potrà compiere operazioni di manutenzione sulla ISS riducendo i tempi e aumentando le ore da dedicare agli esperimenti.

In-SITU (dell’Università di Bologna), porterà sulla ISS un lettore di 9 diversi parametri fisiologici estratti dalla saliva (tra i quali il livello di cortisolo, che indica lo stress dell’astronauta a bordo). La salute di Paolo potrà essere monitorata da remoto semplicemente attraverso la masticazione di un pezzo di cotone.

Orthostatic Tolerance (dell’IRCCS San Raffaele Pisana Roma), è un esperimento su fluidi corporei, soprattutto sul sistema cardiocircolatorio. Ha studiato un protocollo di allenamento a bordo che consente agli astronauti di mitigare i disturbi legati alla microgravità, e al successivo ritorno a Terra.

PERSEO (dell’Università di Pavia e Thales Alenia Space) farà provare a Nespoli una giacca riempita di acqua, che altro non è che un dimostratore tecnologico di uno scudo contro le radiazioni cosmiche, da usare in caso di brillamento solare. L’acqua sarà inserita nella giacca direttamente sulla ISS, e poi riciclata.

L’esperimento ARTE (di Argotec e Politecnico di Torino), portarà sulla stazione uno scambiatore di calore che utilizza 4 diversi fluidi non tossici per regolare temperatura di alcuni ambienti. A Terra potrebbe essere utilizzato per non far ghiacciare le ali degli aerei.

MINI-EUSO (dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) è invece un telescopio puntato verso Terra per mappare il nostro pianeta nell’ultravioletto, studiare micrometeoriti e detriti spaziali, e osservare il “mare latteo” generato dal plancton.

LIDAL (dell’Univerisità di Tor Vergata di ROMA e Infn), darà l’idea del flusso di radiazioni cosmiche che investiranno la ISS durante la permanenza di Paolo a bordo.

Infine, Multi-Trop (dell’Università Federico II di Napoli con la partecipazione degli studenti di un liceo scientifico di Portici) un esperimento educational, studierà dove si dirigono le radici delle piante una volta germinate da un seme, se crescono in microgravità. A bordo potrebbero andare in qualsiasi direzione, oppure verso l’acqua, o verso l’acqua con nutrienti. Saperlo potrebbe rivelarsi fondamentale in vista di future coltivazioni su Marte.

Sulla Stazione Paolo Nespoli ritroverà la macchina per il caffè ISSpresso. Non si tratta soltanto di un modo per bere un buon espresso italiano anche in assenza di gravità, ma anche una sperimentazione importante per il futuro dei viaggi spaziali.

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