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Test salivare per iscriversi al Registro donatori di midollo osseo

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Test salivare per iscriversi al Registro donatori di midollo osseo
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Donare il midollo osseo: il regalo che può salvare la vita. Solo una persona su 100 mila potrebbe essere quella giusta: per iscriversi al registro donatori basta un semplice test salivare sul quale, una volta spedito in laboratorio, viene effettuata la tipizzazione, cioè l’analisi genetica. Se si è compatibili con il paziente, si viene contattati.

“Mi sono ammalato quando avevo 13 anni. I medici dissero che l’unica soluzione era il trapianto di midollo osseo: bisognava quindi trovare un donatore compatibile”, racconta, in occasione del Xmas Lunch di Admo – Associazione Donatori Midollo Osseo, Filippo, 21 anni, colpito nel 2011 da leucemia linfoblastica acuta. Ma la compatibilità è estremamente rara: tra fratelli e sorelle si verifica solo una volta su quattro (25%) e mai tra genitori e figli o tra zii e cugini. Tra individui non consanguinei, solo una persona su 100 mila potrebbe essere quella giusta.

“Mia sorella non era geneticamente compatibile – dice – e così i miei dati sono stati inseriti nella banca dati internazionale. Nel 2012, grazie a un donatore tedesco pienamente compatibile, ho potuto fare il trapianto. Purtroppo però non è andato bene, ma il mio donatore è stato così disponibile che ha deciso di aiutarmi per la seconda volta. Ora, dopo quasi 7 anni posso dire che il secondo trapianto mi ha salvato la vita”.  È un vero e proprio gioco di squadra: non bisogna, infatti, dimenticare che, se da una parte c’è il donatore, dall’altra c’è il paziente per il quale l’arrivo della sacca rappresenta, in un certo senso, l’arrivo della vita.provetta trapianto midollo osseo

Donare con un prelievo da midollo osseo

Il midollo osseo, da non confondere assolutamente con il midollo spinale, è un tessuto costituito da cellule staminali emopoietiche, cioè cellule capaci di riprodurre le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Ma come avviene la donazione? Esistono due modi: il midollo osseo si può prelevare direttamente dal bacino, precisamente dalla cresta iliaca posteriore, oppure dal sangue periferico. Nel primo caso il donatore è sottoposto a un’anestesia generale o epidurale. L’intervento dura circa 45 minuti e dopo il prelievo il donatore è tenuto sotto controllo per altre 24-48 ore prima di essere dimesso. In ogni caso il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in poco più di una settimana.

Donare con un prelievo di sangue

Nel secondo caso, invece, viene effettuato un prelievo di sangue ma, dal momento che le cellule emopoietiche si trovano nelle ossa, bisogna fare in modo che dalle ossa arrivino nel sangue. Così, nei 5 giorni prima della donazione, al donatore viene somministrato un farmaco che è un ‘fattore di crescita’. L’obiettivo è promuovere la crescita delle cellule staminali nel midollo osseo e facilitare il loro passaggio dalle ossa al sangue periferico.

“Questo tipo di prelievo, definito aferesi, utilizza un macchinario che è un separatore cellulare”, spiega Nicoletta Sacchi, responsabile del laboratorio di Istocompatibilità/IBMDR degli Ospedali Galliera. “Il sangue prelevato da un braccio, attraverso un circuito sterile, arriva in una centrifuga dove le cellule staminali emopoietiche vengono isolate e raccolte in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso nel braccio opposto. Questo tipo di prelievo dura circa 3-4 ore ed è il metodo di donazione più frequente, utilizzato in circa 8 casi su 10”.

Come iscriversi al Registro Donatori

“Quest’anno abbiamo superato i 49 mila donatori iscritti nel Registro Donatori Midollo osseo – afferma Sacchi – e ci sono state circa 280 donazioni in Italia. Di queste, per la prima volta un numero significativo, quasi 80, sono state fatte all’estero. Inoltre, il numero di trapianti da donatori non familiari continua a salire”. Per iscriversi al Registro basta un semplice test salivare: indolore, veloce e sicuro. Con una spatolina che ha piccoli dentini, il donatore strofina l’interno della guancia da entrambi i lati per raccogliere un po’ di mucosa. A questo punto effettua uno sciacquo con uno speciale colluttorio che è uno stabilizzatore cellulare in grado di raccogliere tutte le cellule della mucosa orale. Il materiale viene, poi, spedito il prima possibile in laboratorio dove viene effettuata la tipizzazione, cioè l’analisi genetica. Quasi tutti possono donare: basta avere tra i 18 e i 35 anni, pesare almeno 50 kg e godere di buona salute.

Se compatibili, si viene richiamati

Una volta iscritti nel Registro Donatori, qualora si presentasse il caso in cui il proprio profilo genetico risultasse compatibile con quello di un paziente in attesa di trapianto, si viene ricontattati entro 14 giorni. Il donatore individuato viene sottoposto a vari esami che valutano il suo stato di salute per decidere se procedere o meno alla donazione. “Appena ho compiuto 18 anni mi sono iscritta al Registro – racconta Emma, studentessa bolognese di 22 anni – e dopo pochi mesi sono stata chiamata perché ero risultata compatibile con un paziente in attesa del trapianto. Ho donato con un semplice prelievo di sangue e dopo qualche ora sono tornata a casa. Si tratta davvero di uno sforzo minimo che può cambiare totalmente la vita di qualcuno. Molti mi chiedono se conosco la persona a cui ho donato il midollo, ma io credo che non ha senso conoscere nome e cognome del paziente: è solo una forma di gratificazione personale molto lontana dal concetto di donazione”. La legge italiana impone l’anonimato ma c’è la possibilità di un contatto tra il donatore e il paziente, che può avvenire attraverso il centro donatori o il centro trapianti.

Assenza di limiti geografici

“Il trapianto da donatore non familiare – spiega Massimo Cardillo, Direttore del Centro Nazionale Trapianti – ha come limite proprio la compatibilità. Per questo, più sono i donatori, maggiore è la probabilità di trovare quello ‘adatto’. La banca è mondiale, cioè tutti i registri internazionali sono collegati: il più grande è quello tedesco. Il nostro conta circa 500 mila iscritti”. Se il donatore è italiano è meglio. “Il motivo è esclusivamente genetico”, precisa Fabio Ciceri, Presidente del Gruppo Italiano Trapiantologi Midollo Osseo. “I cromosomi si ereditano e quelli italiani hanno una loro identità: per questo, trovare un donatore compatibile italiano può offrire migliori risultati clinici. Il donatore compatibile – afferma Ciceri – è un vero e proprio fratello genetico che, al pari di un familiare, rende possibile il trapianto, unica possibilità di cura per gravi malattie del sangue. Ogni donatore in più può quindi fare la differenza”.

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