Scompenso nascite fra maschi e femmine a causa di aborti selettivi

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Scompenso nascite fra maschi e femmine a causa di aborti selettivi
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Aborti selettivi: mancano all’appello 23 milioni di bambine. Le interruzioni di gravidanza volontarie per favorire la nascita di figli maschi hanno sbilanciato il naturale rapporto tra i generi: le conseguenze delle politiche sociali attuate in alcuni Paesi.

Gli aborti selettivi in base al genere praticati negli ultimi decenni hanno causato una distorsione imprevista nel rapporto numerico tra maschi e femmine. È quanto emerge da uno studio quinquennale su genere dei nuovi nati e popolazione mondiale, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Statisticamente, ogni 100 neonate nascono 103-107 neonati maschi (non è ancora chiaro, dal punto di vista scientifico, il perché il rapporto sia sbilanciato). Le analisi dei ricercatori hanno però rilevato che dagli anni ’70 in poi si è delineato uno sbilanciamento ben poco naturale nel genere dei nuovi nati, a favore dei maschi, in 12 Paesi del mondo.

Pregiudizi, povertà, controllo demografico: i fattori che più di tutti hanno favorito il ricorso delle famiglie ad aborti selettivi in base al genere.|Shutterstock
Pregiudizi, povertà, controllo demografico: i fattori che più di tutti hanno favorito il ricorso delle famiglie ad aborti selettivi in base al genere.|Shutterstock

In cerca di un erede. In alcune società la nascita di un figlio maschio è considerata preferibile a quella di una figlia, e questi pregiudizi, insieme all’adozione di specifiche linee di politica sociale, hanno fatto crescere il numero di famiglie che sceglie di abortire feti femmine, nella speranza di concepire poi almeno un maschio.

Un gruppo di ricercatori della National University of Singapore ha passato al setaccio i registri delle nascite e i dati demografici di 202 Paesi, 12 dei quali noti per aver attraversato una fase di forte pressione sociale sulle famiglie a favore di figli maschi. Gli squilibri di genere che sono subito saltati all’occhio riguardano principalmente Cina e India.

(non) selezionate. Nel 2005, l’anno in cui il rapporto neonati/neonate è apparso più squilibrato, ci sono state in Cina circa 100 nascite di bambine ogni 118 nascite di maschi. L’impatto di queste scelte inizia a vedersi ora che i ragazzi di quella generazione stanno raggiungendo l’età riproduttiva: nonostante la politica del figlio unico sia stata ufficialmente abolita nel 2013, la popolazione stenta a crescere per la carenza di donne dalle quali avere figli. Dal 1970 al 2017 le “ragazze mancanti” perché mai nate sono state, in Cina, 11,9 milioni; in India, 10,6 milioni.

Ritorno all’equilibrio? Considerando anche gli altri Paesi con un surplus di maschi (Albania, Armenia, Azerbaijan, Georgia, Hong Kong, Corea del Sud, Montenegro, Taiwan, Tunisia e Vietnam) le bambine che mancano all’appello nel mondo sono 23,1 milioni. Fatta eccezione per l’India e per il Vietnam, negli ultimi anni il rapporto tra neonati e neonate sta gradualmente ritornando alla norma in tutti i Paesi analizzati. Tuttavia, sarà necessario tenere a mente di questo squilibrio, nelle prossime stime sul futuro della popolazione mondiale.

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