Monito dell’Europa all’Italia per il pericolo del debito pubblico

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Il richiamo di Draghi: “Un Paese perde la sovranità se ha il debito troppo alto”. Il governatore della Bce conferma che “i rischi alle prospettive economiche si sono mossi verso il ribasso”, ma l’Eurotower può usare “altri strumenti nella cassetta” degli attrezzi se le cose andassero “molto male”. Per affrontare le crisi “serve anche sostegno pubblico Ue”. In tempi di pulsioni sovraniste, puntuale arriva il monito del governatore della Bce, Mario Draghi: “Un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto”, perché a quel punto “sono i mercati che decidono”, e ogni decisione di policy “deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico”.

Draghi è intervenuto al Parlamento Ue, al quale ha ribadito: “Il debito viene prodotto da decisioni politiche dei Governi”, e “la sovranità viene persa a causa di politiche sbagliate”. Il corto-circuito del debito è presto servito: “Quando il debito diventa così alto che ogni azione del governo deve essere scrutinata dal mercato”, è troppo tardi, ha spiegato aggiungendo che ci può essere “risentimento” per questo, “ma ciò è parte della vita, è una situazione prodotta da decisioni prese dai governi”.

ll governatore Draghi (reuters)
ll governatore Draghi (reuters)

Ripercorrendo quanto sostenuto soltanto giovedì scorso, al termine della riunione di politica monetaria dell’Eurotower, il governatore ha ricordato che “i rischi alle prospettive economiche si sono mossi verso il ribasso” ma la Bce può usare di nuovo “altri strumenti nella cassetta” degli attrezzi se le cose andassero “molto male”. L’aspettativa dei mercati è che la Banca centrale rimetta in pista le aste di liquidità agevolata (le Tltro) per le banche nei prossimi mesi.

Quanto all’Italia, come già certificato dal taglio alle previsioni da parte di Bankitalia e Fmi, il presidente della Bce ha ricordato che “l’Italia cresce meno rispetto al passato e significativamente meno rispetto alle aspettative”: un rallentamento che “vale anche per altri ma è più marcato in Italia. Tuttavia, vista la già difficile approvazione della Manovra dopo la trattativa con Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione, è ancora “prematuro ipotizzare la necessità di rettificare il bilancio, non abbiamo ancora i dati”.

Interessante il passaggio nel quale ha esortato l’Unione a dare una risposta comune alla prossima crisi, che per l’ineluttibilità dei cicli si ripresenterà. “Per affrontare le future crisi cicliche” sono necessari “i due livelli di protezione dagli shock: la diversificazione del rischio attraverso il sistema finanziario privato, da un lato, e il sostegno anticiclico pubblico attraverso strumenti fiscali a livello nazionale ed europeo dall’altro”, ha spiegato ricordando che i due livelli “devono interagire in un modo completo ed efficiente”. Per questo serve completare le riforme e l’Unione economica e monetaria: “Raggiungere queste riforme non è idealistico, né utopistico se lavoriamo insieme. Al vertice di dicembre, i leader hanno rinnovato il loro impegno politico per rafforzare l’Unione economia e monetaria, se vogliamo realizzare appieno i benefici dell’euro, dobbiamo capitalizzare questo impegno e tradurlo in azioni politiche concrete”, ha concluso.

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