L’Inghilterra propone una criptovaluta come moneta Mondiale

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Una maxi valuta digitale al posto del dollaro: la proposta della Banca d’Inghilterra. L’idea del governatore Mike Carney: una nuova moneta globale sul modello di Libra che contrasti l’egemonia del biglietto verde e l’ascesa dello yuan. Alle spalle però servirebbe il sostegno delle banche centrali.

Una nuova moneta digitale globale per contrastare l’egemonia del dollaro come riserva globale e l’ascesa dello yuan. È la proposta lanciata da Jackson Hole dal governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, secondo cui a prendere il posto del biglietto verde potrebbe essere una valuta virtuale stile Libra, nata però con il supporto di una rete di banche centrali.Dollaro e sterlina

Per Carney la dipendenza del mondo dal dollaro Usa “non regge” più e deve essere sostituita da un nuovo sistema monetario e finanziario internazionale, basato su più valute globali. Secondo quanto riporta il Financial Times, Carney avrebbe chiesto al Fondo monetario internazionale di farsi carico di un nuovo sistema valutario internazionale, che garantisca le economie emergenti dai deflussi di capitali distruttivi in dollari e che rimuova la necessità di costituire riserve in biglietti verdi.

A più lungo termine, il Fmi, secondo Carney, potrebbe “cambiare le regole del gioco” costruendo un sistema multipolare. Una simile soluzione, sostiene, è meglio che aspettare che il renminbi, la moneta cinese, sfidi il dollaro. Per questo, Carney ha suggerito di focalizzare l’attenzione sulla creazione di una valuta elettronica globale che potrebbe fungere da “valuta egemonica sintetica” fornita “forse attraverso un network di banche centrali”.

Ciò, aggiunge, potrebbe “limitare l’influenza dominante del dollaro Usa sul commercio globale”, il che significa che gli choc statunitensi non si ripercuoterebbero in tutto il mondo come fanno ora.  “Le carenze del sistema monetario e finanziario internazionale – sostiene Carney – sono diventate sempre più forti. Anche una vaga conoscenza della storia monetaria ci dice che la centralità (del dollaro, ndr) non regge”.

Gli Stati Uniti rappresentano solo il 10% del commercio globale e il 15% del Pil globale, ma in compenso la metà delle fatture commerciali e i due terzi delle emissione globale di titoli, spiega il governatore della BoE, avvengono in dollari. Di conseguenza, “mentre l’economia mondiale viene riordinata, il dollaro Usa mantiene la stessa importanza che aveva quando è crollato Bretton Woods” nel 1971.

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