Le sigarette elettroniche non sono più dannose delle sigarette tradizionali

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Sigarette elettroniche, passo indietro dell’OMS: ha modificato la pagina sui rischi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è stata travolta da un’ondata di critiche per aver pubblicato una serie di domande e risposte legate alle sigarette elettroniche piena di inesattezze, errori palesi e informazioni parziali. Criticata anche da illustri scienziati, l’OMS è stata costretta a stravolgere la pagina iniziale correggendo il tiro.

Lo scorso 20 gennaio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato una nuova pagina con domande e risposte – le classiche Faq – dedicata ai rischi legati all’utilizzo delle sigarette elettroniche, tuttavia è stata costretta a modificarla rapidamente e ad arricchirla con nuove informazioni poiché letteralmente travolta dalle critiche. Tra informazioni palesemente errate, assenza di riferimenti alle fonti scientifiche e diverse altre inesattezze, si sono scagliati contro l’iniziativa dell’OMS anche numerosi scienziati, tra i quali il professor Riccardo Polosa, direttore del CoEHAR, il Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo, che in un post su Facebook ha espresso tutto il proprio rammarico e la propria incredulità innanzi a un simile scivolone di un ente così prestigioso. “Ci risiamo! La OMS conferma la sua allergia per la sigaretta elettronica, e produce uno dei report più scadenti mai letti nella storia della riduzione del rischio. Praticamente tutte le affermazioni fatte dalla OMS sono inesatte e fuorvianti”, si legge nell’incipit di fuoco del suo post. Ma cosa c’era scritto esattamente nella pagina del 20 gennaio? E come è stata aggiornata il 29? Ecco cosa c’è da sapere.

Nel più classico stile delle Faq, la nuova pagina presentata dall’OMS con una campagna sui social network è caratterizzata da una serie di domande e risposte di rapida e semplice consultazione. Fra esse vi sono (e in alcuni casi vi erano): “le sigarette elettroniche e gli altri prodotti per lo svapo sono pericolosi?”; “le sigarette elettroniche causano danni ai polmoni?”; “gli ENDS creano dipendenza?”; “gli ENDS (Electronic Nicotine Delivery Systems) vanno vietati?”, “Le sigarette elettroniche sono più pericolose delle sigarette tradizionali?”, e via discorrendo.

Pur affermando che studi scientifici sono ancora in corso per valutare l’impatto dei prodotti per lo svapo, l’OMS aveva dichiarato nella prima versione della pagina che essi “comportano chiari rischi per la salute e non sono affatto sicuri”, e che l’eventuale, maggiore pericolosità delle sigarette elettroniche rispetto alle tradizionali sarebbe dipeso da numerosi fattori, come la concentrazione di nicotina e altri componenti tossici nei liquidi riscaldati.

Questa prima risposta è stata totalmente stravolta nell’aggiornamento. Nella nuova versione l’OMS afferma che risulta “difficile generalizzare il rischio per la salute degli ENDS rispetto alle sigarette o ad altri prodotti con tabacco, poiché ciò dipende da una serie di fattori”, e che “i livelli di rischio associati all’uso di ENDS e/o prodotti del tabacco dipenderanno probabilmente da una serie di fattori, alcuni relativi ai prodotti utilizzati e altri al singolo utente”. Fra i fattori indicati, tipo e caratteristiche del prodotto, il modo in cui i prodotti vengono utilizzati, la frequenza d’uso, il modo in cui i prodotti vengono fabbricati, chi li utilizza e se le caratteristiche del prodotto vengono manipolate dopo la vendita. Ciò, naturalmente, è molto diverso dall’affermare che gli ENDS comportano rischi per la salute chiari.

Tra le sostanze tossiche citate nella prima versione della pagina vi era addirittura un riferimento al “glicole, utilizzato per fare l’antigelo”; incredibilmente, il redattore dell’OMS avrebbe confuso il glicole etilenico degli antigelo col glicole propilenico, un solvente utilizzato nei preparati farmaceutici, come umettante per cosmetici e additivo alimentare. Si tratta di una sostanza presente anche nei liquidi degli ENDS. Questa affermazione è stata prontamente cancellata dalla nuova versione del documento.

Un’altra parte completamente rivista dall’OMS è quella relativa ai danni polmonari legati all’uso delle sigarette elettroniche e allo svapo. Il riferimento è alla misteriosa EVALI (E-cigarette, or Vaping, product use Associated Lung Injury) emersa negli Stati Uniti, una patologia che ha ucciso decine di persone e che si manifesta con dolori al petto, respiro sibilante, tosse, vomito e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi può precipitare fino a condizioni critiche, con la necessità di ventilazione assistita in ospedale e rischio di morte. Nella prima versione si indicava che gli ENDS possono determinare questi gravi danni polmonari; nella seconda sono stati aggiunti diversi dati dei CDC americani, con riferimenti al THC e alla vitamina acetato E, sostanze immesse in liquidi manipolati e illegali, che non hanno nulla a che vedere con quelli presenti nei negozi europei. Anche i CDC americani, del resto, come affermato dal professor Polosa, hanno “eliminato la raccomandazione di astenersi dall’uso di sigarette elettroniche come annunciato dopo lo scoppio del caso EVALI”, proprio perché si è scoperto che i casi di EVALI sarebbero legati a prodotti alterati e illegali venduti negli USA, e non ai prodotti regolari.

Alcune domande sono state invece direttamente tagliate (come quella sul possibile divieto delle sigarette elettroniche) e integrate in altre, un completo stravolgimento resosi necessario dopo la pioggia di critiche iniziali. Studi sulla sicurezza delle sigarette elettroniche sono ancora in corso, e benché alcune indagini abbiano trovato associazioni con sostanze cancerogene, ancora non è chiaro quale sia l’impatto sulla salute. Il professor Polosa sostiene che per chi non riesce o non vuole smettere con le sigarette tradizionali, “le sigarette elettroniche rappresentano la soluzione meno dannosa per ridurre i danni da fumo. A testimoniarlo sono gli studi indipendenti provenienti da ogni parte del mondo e le testimonianze di migliaia di pazienti che afferiscono ai centri antifumo”.

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