La ricchezza la si eredita pochi i miliardari self-made

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La ricchezza si eredita: oltre 1.000 miliardari trasferiranno ai loro figli 5.200 miliardi di dollari. Il report di Ubs. La maggior parte dei miliardari ha aumentato la propria ricchezza attraverso l’eredità e non grazie all’imprenditorialità.

È questo il punto più importante emerso dalla nona edizione dell’UBS Billionaire Ambitions Report, nel quale, per la seconda volta, sono stati intervistati i clienti miliardari di Ubs in tutto il mondo sulle sfide e le opportunità uniche che devono affrontare in qualità di detentori di grandi patrimoni.

“Il tema emerso nel report, è un trend che ci aspettiamo di vedere sempre più spesso nei prossimi 20 anni, dato che oltre mille miliardari passeranno ai loro figli una cifra stimata di 5.200 miliardi di dollari”, ha dichiarato Benjamin Cavalli, head of strategic clients di Ubs Global Wealth Management.

“La prossima generazione ha una visione nuova del business, degli investimenti e della filantropia e sta reindirizzando grandi patrimoni privati verso nuove opportunità di business derivanti dai tempi in cui viviamo. Per organizzare una successione fluida, i fondatori e le loro famiglie dovranno agire in modo diverso, scoprendo più che mai i valori e gli obiettivi comuni, per trovare una via d’uscita che soddisfi tutte le generazioni e consenta loro di continuare a costruire la propria eredità”, ha aggiunto Cavalli.

La ricchezza si eredita

Nell’ultimo anno, in 53 hanno ereditato un totale di 150,8 miliardi di dollari, superando il totale di 140,7 miliardi di dollari degli 84 nuovi miliardari self-made. Con l’avanzare del grande trasferimento di ricchezza, ogni generazione ha una propria visione dell’eredità. Il 68% dei miliardari intervistati con ricchezza ereditata ha dichiarato di voler continuare e far crescere ciò che i genitori hanno raggiunto in termini di business, brand o asset.

Credendo nel proseguimento dell’attuale eredità familiare, il 60% degli eredi vuole consentire alle generazioni future di beneficiare del proprio patrimonio e intende continuare a seguire gli obiettivi filantropici predefiniti dai genitori (32%).

La via degli eredi

Gli eredi sono consapevoli di dover rimodellare e riposizionare il proprio patrimonio per dar seguito all’eredità familiare. Nel momento in cui ereditano le aziende familiari, gli investimenti e le fondazioni dei genitori, cercano di concentrarsi maggiormente sulle principali opportunità e sfide economiche odierne, come le tecnologie innovative, la trasformazione dell’energia pulita e l’impact investing.

I miliardari di prima generazione ne sono consapevoli: il 58% afferma che la loro sfida più grande sarà quella di tramandare agli eredi i valori, l’istruzione e l’esperienza necessari per avere il controllo sul futuro.

Anche gli eredi hanno le loro opinioni sui rischi per il business e su come questo dovrebbe essere posizionato per il futuro. Per esempio, il 66% dei miliardari di prima generazione considera la potenziale recessione degli Stati Uniti la loro preoccupazione principale, seguita dalle tensioni geopolitiche (62%).

Gli eredi, comunque, sono preoccupati per le pressioni inflazionistiche (57%), per la disponibilità e per il prezzo delle materie prime (52%). Tuttavia, tutti concordano sulle opportunità e sui rischi dell’intelligenza artificiale generativa (“IA”) e il 65% ritiene che l’IA offra una delle maggiori opportunità commerciali per il proprio business operativo nei prossimi 12 mesi. Mentre la tecnologia acquista sempre più importanza, il 58% ritiene che il rischio maggiore sia rappresentato da una minaccia informatica o da un hacking.

Per quanto riguarda gli investimenti, il 43% dei miliardari di prima generazione intende aumentare la propria allocazione al private debt nei prossimi 12 mesi e il 38% prevede di aumentare le partecipazioni in obbligazioni dei mercati sviluppati. Gli eredi prediligono il private equity, con il 59% che intende raccogliere investimenti diretti in private equity e il 55% che intende investire maggiormente in fondi di private equity.

Tra gli eredi miliardari si riscontra un forte tema imprenditoriale e molti vedono opportunità alternative all’ingresso nei vertici del business familiare. Più della metà dei 53 eredi intervistati sta scegliendo di allontanarsi da questa strada, optando per carriere più adatte alle proprie ambizioni, competenze e circostanze.

Aumentano anche gli eredi che diventano filantropi e guidano l’innovazione sostenibile, creando nuove iniziative imprenditoriali o basandosi su quelle esistenti con un focus sulla sostenibilità e sulla filantropia.

La ricchezza dei miliardari si riprende parzialmente dal calo post-pandemia

A livello globale, la ricchezza dei miliardari si è parzialmente ripresa nel periodo 2022/2023, grazie a quelli a capo di business nei settori consumer e retail in Europa, dopo essere diminuita di quasi un quinto nei 12 mesi precedenti. Complessivamente, nell’ultimo anno il numero di miliardari è aumentato del 7% a livello globale, passando da 2.376 a 2.544 e la loro ricchezza è aumentata del 9%, passando da 11.000 miliardi di dollari a 12.000 miliardi di dollari.

Mentre i miliardari con aziende innovative nei settori della tecnologia e dell’healthcare hanno accumulato le maggiori ricchezze nell’ultimo decennio, si registrano i primi segnali di miglioramento (+15%) per i miliardari con aziende del settore industriale, che probabilmente continueranno a crescere grazie alla transizione energetica e all’aumento della spesa per la difesa in diversi Paesi.La ricchezza si eredita: oltre 1.000 miliardari trasferiranno ai loro figli 5.200 miliardi di dollari. Il report di UbsAmeriche

Il 63% dei miliardari nelle Americhe prevede di aumentare la propria esposizione agli investimenti diretti in private equity nei prossimi 12 mesi, seguiti da vicino dai fondi di private equity (44%). L’intelligenza artificiale è la tecnologia che offre le maggiori opportunità commerciali per il business operativo (71%) e per i portafogli (65%) nei prossimi 12 mesi, mentre le crescenti minacce informatiche e l’hacking sono considerati i rischi maggiori (80%).

A dimostrazione di un forte orientamento verso il mercato domestico, il 68% ritiene che il Nord America offra le maggiori opportunità di rendimento nei prossimi 12 mesi, ma il 70% è preoccupato per una potenziale recessione negli Stati Uniti.

Europa, Medio Oriente e Africa (inclusa la Svizzera)

Il 50% dei miliardari in Europa, Medio Oriente e Africa (“EMEA”) prevede di aumentare l’esposizione alle obbligazioni dei mercati sviluppati, seguite a breve distanza dagli hedge fund (46%). Il 45% ritiene che il Nord America offra le maggiori opportunità di rendimento nei prossimi 12 mesi, ma nel complesso il 61% è preoccupato per le tensioni geopolitiche e il 44% per le prospettive dell’inflazione. L’intelligenza artificiale è la tecnologia che offre le maggiori opportunità commerciali per il business operativo (65%) e per i portafogli (60%) nei prossimi 12 mesi, ma le nuove tecnologie che sconvolgono o distruggono il modello operativo esistente del loro business sono considerate il rischio maggiore (56%).

Asia-Pacifico

I miliardari intervistati nell’area Asia-Pacifico hanno un orientamento verso il mercato domestico, con il 50% che considera la regione come la maggiore opportunità di rendimento nei prossimi 12 mesi. Il 44% dei miliardari di questa zona prevede di aumentare l’esposizione alle obbligazioni dei mercati sviluppati nei prossimi 12 mesi, seguiti dalla liquidità (39%), potenzialmente alla ricerca di un rifugio in presenza delle tensioni geopolitiche (53%).

L’intelligenza artificiale è la tecnologia che offre le maggiori opportunità commerciali per il business operativo (57%) e per i portafogli (71%) nei prossimi 12 mesi. Il 59% ritiene che il rischio maggiore sia rappresentato dalle nuove tecnologie che possono sconvolgere o distruggere il modello operativo esistente del loro business.

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