La crisi da pandemia fa schizzare in alto il valore dell’oro

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In tempi di crisi la gente vuole oro: in Svizzera la domanda s’impenna. La Confederazione è terza al mondo per consumo del prezioso metallo. Richiesta in netta risalita dopo anni di calo. La Svizzera rimane uno dei maggiori consumatori d’oro al mondo e nel 2020, sulla scia della crisi del coronavirus, la domanda fisica del metallo giallo è notevolmente aumentata: alla fine di settembre era già di 35,5 tonnellate, più che nell’intero 2019.

«Abbiamo notato una forte impennata della domanda in marzo, in particolare da parte di clienti privati facoltosi», spiega all’agenzia Awp Alessandro Soldati, Ceo di Gold Avenue, filiale di MKS Pamp, la cui raffineria ha sede a Castel San Pietro. La richiesta è stata così improvvisa che ha provocato inattese difficoltà di approvvigionamento.

«Il 2020 è stato significativamente migliore del 2019 in termini di domanda di lingotti e monete d’oro in Svizzera», conferma da parte sua Frederic Panizzutti, direttore esecutivo di MKS. A suo avviso l’oro ha svolto pienamente il ruolo di rifugio sicuro di fronte alle incertezze sollevate dalla pandemia. Nel 2019 la domanda era scesa per l’ottavo anno consecutivo a 30 tonnellate – rispetto alle 100 tonnellate del 2011 – ma il 2020 ha segnato un rimbalzo.

In tempi di crisi la gente vuole oro: in Svizzera la domanda s'impennaEspresso in termini di domanda pro capite, il consumo di oro in Svizzera è sceso di quasi un quinto nel 2019 a 3,5 grammi, terzo posto mondiale. Gli Emirati Arabi Uniti (3,6 grammi) si sono aggiudicati il secondo rango, dietro a Hong Kong, che con 5,3 grammi pro capite rimane il leader mondiale indiscusso. La Confederazione è comunque di gran lunga prima in Europa, davanti alla Germania (1,2 grammi). Queste cifre includono peraltro tutte le forme di domanda, compresi i gioielli, dove la richiesta spesso non è locale: se si considera esclusivamente la domanda di prodotti d’investimento come lingotti e monete la Svizzera è ancora più avanti rispetto alla Germania.

Tra il suo minimo annuale di 1’451,50 dollari a metà marzo e il suo massimo storico di 2’073,41 dollari all’inizio di agosto, l’oncia d’oro si è apprezzata di oltre il 43%. Su tutto il 2020, l’aumento è stato del 24%, una tendenza che dovrebbe continuare nel 2021, secondo gli specialisti.

«In un contesto di bassi tassi d’interesse, una lenta ripresa economica, una crescente volatilità dei mercati e un dollaro che si indebolisce, l’oro dovrebbe rimanere un attivo di prima scelta nei portafogli degli investitori», affermano gli esperti di MKS Pamp, che prevedono un nuovo massimo storico di 2300 dollari per oncia. La stabilizzazione dell’economia richiederà certamente tempo e fino a quando l’ottimismo non tornerà sui mercati il metallo giallo dovrebbe continuare a beneficiare del suo status di porto sicuro.

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