In Abruzzo un nuovo esoscheletro per tornare a camminare

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Il San Raffaele di Sulmona entra nella storia della riabilitazione robotizzata grazie ad Ekso, l’esoscheletro riabilitativo robotizzato per la deambulazione di persone con deficit motori alle gambe. In particolare il sofisticatissimo dispositivo serve a rimettere in piedi persone con gravi problemi di movimento.

Ekso, il robot che fa tornare a stare in piedi. La clinica San Raffaele entra nella storia della riabilitazione con l’esoscheletro: vedi la presentazione.

Paraplegico cammina con l’esoscheletro. La dimostrazione al San Raffaele di Sulmona sulla funzionalità del robot indossabile Ekso (video di Vittorio Perfetto)

L’esoscheletro è stato presentato  in un incontro che ha visto la partecipazione del governatore Marco Marsilio e dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì. L’Unità spinale della casa di cura San Raffaele è la prima della Regione ad adottare il gioiello della tecnologia a supporto e integrazione dei percorsi riabilitativi tradizionali.

«I robot indossabili», spiega Giorgio Felzani, primario della struttura abruzzese, «sono strumenti altamente innovativi in campo riabilitativo finalizzati a favorire la riorganizzazione del controllo motorio dopo lesioni cerebrali o midollari favorendo una intensità di esercizio che coniuga la capacità di pianificare il movimento con l’allenamento cardiovascolare».

Ekso è un dispositivo in acciaio e carbonio che si attiva per mezzo di quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie. Dei sensori invece captano e riconoscono l’assetto posturale del paziente fornendo informazioni (calcolo e modulazione della forza da impegnare, ampiezza e durata delle attività motorie) che un computer elabora e traduce in tempo reale al fine di assistere il paziente nella stazione eretta, nel bilanciamento e nella deambulazione passiva o attiva assistita.

Il suo utilizzo consente di reimpostare movimenti degli arti inferiori alterati o impossibili da eseguire consentendo una verticalizzazione precoce e sicura così come una riattivazione muscolare e articolare per mezzo di esercizi ripetitivi finalizzati alla riprogrammazione del ciclo del passo. In più, consente di migliorare i tempi di ripresa e la capacità di camminare anche di pazienti colpiti da ictus in fase subacuta, non deambulanti.

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