Il semi digiuno aiuta a combattere il tumore al seno

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Tumore al seno: cure più efficaci con il semi-digiuno. Ridurre le calorie non serve solo a prevenire il cancro, ma funziona anche in chi è già malato potenziando gli effetti della terapia ormonale. Lo studio italiano su Nature, intervista al coordinatore.

Alessio Nencioni
Alessio Nencioni

Gli effetti del digiuno nel prevenire i tumori li studiamo da anni. Oggi scopriamo che ridurre le calorie aiuta anche chi malato lo è già. I risultati sono preliminari, riguardano un piccolo numero di donne con il cancro al seno e i ricercatori (quasi tutti italiani) raccomandano di evitare il fai da te. Ma la ricerca pubblicata oggi da Nature, quanto di più prestigioso ci sia nell’editoria scientifica, apre un sentiero che, se confermato, potrebbe aiutarci nella lotta contro la malattia. “Parliamo di 5 giorni al mese di semi-digiuno” spiega Alessio Nencioni, geriatra e oncologo dell’università di Genova e del policlinico San Martino, coordinatore dello studio, sostenuto da Fondazione Airc. “Il primo giorno con 1.100 calorie, i quattro successivi con 600 o 700”. Ovvero l’equivalente di un pasto magro per le intere 24 ore. La sperimentazione ha riguardato 36 donne per sei mesi, in parte a Genova e in parte all’Int (Istituto Nazionale dei Tumori) di Milano. Avevano tutte un tumore al seno trattato con la terapia ormonale, indicata per tre quarti delle pazienti con questa malattia e seguita al momento da 400 mila persone in Italia.

“I cicli di semi-digiuno riducono vari fattori di crescita nell’organismo – spiega Nencioni – i fattori di crescita sono ad esempio l’insulina o la leptina, proteine che circolano nel sangue e inducono le cellule a proliferare”. Normalmente non producono danni, ma di fronte alle cellule tumorali si comportano come benzina sul fuoco. “Applicato ai topi, il digiuno ha reso la terapia ormonale più efficace”. Ha ridotto anche i casi di resistenza: il fenomeno che avviene quando un farmaco, per ragioni sconosciute, inizia a non funzionare più. “L’effetto andrà ora misurato su gruppi di pazienti più ampi, perché 36 volontarie non sono sufficienti per trarre conclusioni certe – è cauto Nencioni – ma stiamo cercando di organizzare i nuovi test in tempi rapidi”.

Obesità fattore di rischio

Gli esperimenti sul digiuno applicati ai malati di tumore sono ancora rari: appena una manciata in pochi anni. Un precedente olandese di un mese fa, pubblicato da Nature Communications su donne con il cancro al seno sottoposte a chemioterapia, mostra risultati simili a quelli italiani di oggi. Ma di diete estreme – testate più sulle cavie animali che sugli uomini in realtà – si parla in medicina da più di vent’anni. E i risultati nel prevenire tumori, diabete e malattie cardiovascolari sono abbastanza assodati. “Il meccanismo di azione è simile, sia nelle persone sane che in quelle con tumore – spiega Nencioni – l’insulina è essenziale per tenere sotto controllo gli zuccheri nel sangue, ma ha anche la funzione di stimolare la proliferazione dei tessuti. La leptina invece è un ormone prodotto dal tessuto adiposo, cioè dal grasso. E sappiamo che l’obesità è un fattore di rischio per il cancro”.

Zuppe e frutta a guscio

Tumore al seno: cure più efficaci con il semi-digiunoL’alimentazione seguita dalle pazienti del San Martino e dell’INT nei giorni di semi-digiuno era a base soprattutto di brodi, zuppe vegetali e frutta a guscio. Al San Martino è stata somministrata una dieta commerciale sviluppata da Valter Longo, biologo e nutrizionista dell’Ifom (Istituto Firc di Oncologia Molecolare) di Milano, firmatario anche lui di questo studio. All’Int di Milano, invece, prescrivevano un regime dietetico ipocalorico disegnato da loro e che le pazienti eseguivano autonomamente, pur sotto attento monitoraggio. “Virtualmente esclusi gli zuccheri, poche proteine – aggiunge Nencioni – erano previsti integratori di vitamine e ioni. Era mantenuta poi una buona percentuale di grassi, soprattutto di origine vegetale. Tra una fase di digiuno e l’altra, prescrivevamo un regime alimentare personalizzato (un po’ più ricco in calorie e proteine del normale) per permettere all’organismo di “recuperare” dal digiuno  e fornivamo indicazioni su come fare esercizi per rafforzare la muscolatura. Nel complesso, le donne hanno trovato il regime accettabile. Alcune si sentivano deboli, altre invece riferivano di provare un benessere superiore al normale e un senso di maggiore energia. C’era in ogni caso soddisfazione nel contribuire alla cura con il proprio comportamento e stile di vita”.

La perdita di peso

Tra le grandi incognite del digiuno per combattere il cancro, però, c’è il rischio di una perdita di peso eccessiva. E’ una delle tendenze nei malati di cancro e il motivo per cui i ricercatori sconsigliano nella maniera più netta il fai da te. “Per la sperimentazione siamo stati molto attenti a scegliere pazienti senza problemi di malnutrizione e ci rendiamo conto di quanta attenzione dovremo riservare a questo fattore” prosegue Nencioni. Ma sia pure con cautela, gli studi proseguiranno, includendo più pazienti e confrontando le terapie ormonali date “da sole” con le stesse terapie abbinate al semi-digiuno, per vedere in maniera più chiara che vantaggi dia quest’ultimo. “E’ improbabile che il semi-digiuno funzioni per tutti i tipi di cancro. Ma riteniamo che i benefici non siano limitati al tumore della mammella”. Aperto il sentiero, i test proseguiranno. “E’ troppo presto per trarre conclusioni – riassume Nencioni – ma è una strada che va esplorata seriamente”.

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