Funziona la contraccezione ormonale maschile

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Il “pillolo” maschile supera il primo esame. Ma c’è da aspettare ancora. Un nuovo contraccettivo orale maschile ha passato i primi test di sicurezza e tollerabilità in un gruppo di uomini in buona salute. Ma per trovarlo in farmacia c’è ancora da aspettare. I risultati della sperimentazione sono stati appena presentati alla Endo 2019, la conferenza annuale della Endocrine Society a New Orleans.

OGGI la contraccezione ormonale è una questione tutta al femminile. Ma forse è arrivato il momento di condividere la responsabilità anche con gli uomini. La comunità scientifica cerca da tempo una possibile soluzione, un “pillolo”, che dia la possibilità anche agli uomini di contribuire a una pianificazione familiare consapevole. E all’orizzonte cominciando a vedersi i primi risultati. Uno studio di Fase 1, appena presentato durante la conferenza annuale Endo 2019 della Endocrine Society a New Orleans, ha dimostrato infatti la sicurezza e la tollerabilità di un nuovo farmaco anticoncezionale orale maschile. La strada, comunque, è ancora lunga perché bisogna dimostrarne l’efficacia. Secondo i ricercatori è ormai solo questione di tempo: entro 10 anni, prevedono gli autori dello studio, il pillolo sarà quasi certamente realtà.Funziona la contraccezione ormonale maschile

Gli uomini sono pronti?

Se la ricerca ha ancora qualche anno di lavoro davanti a sé, a che punto è la società? Sembrerà strano, forse, ma molti uomini non hanno più riserve all’idea di utilizzare un contraccettivo orale. Secondo uno studio pubblicato ormai qualche anno fa su Human Reproduction, il 55% degli uomini che hanno una relazione stabile sarebbe disposto a utilizzare il cosiddetto pillolo. Più di recente, un sondaggio online realizzato dalla società di YouGov ha evidenziato che oltre il 70% degli uomini intervistati vede di buon occhio questo cambiamento culturale all’interno della coppia.

Il nuovo “pillolo”

Il contraccettivo sperimentale si chiama 11-beta-Mntdc ed è una forma modificata di testosterone, nel quale sono state combinate le attività di un ormone maschile, l’androgeno, e di un progesterone. “I nostri risultati suggeriscono che questa pillola, che combina due attività ormonali in una, ridurrà la produzione di spermatozoi preservando la libido”, spiega l’autrice dello studio Christina Wang del Los Angeles Biomed Research Institute (LA BioMed), in California. Questo nuovo contraccettivo sperimentale, precisano gli autori della ricerca, è un “composto fratello” del dimetandrolone undecanoato, o Dmau, una pillola anticoncezionale maschile presentata dallo stesso team di ricercatori lo scorso anno sempre durante la conferenza Endo 2018. “Il nostro obiettivo è trovare il composto che ha il minor numero di effetti collaterali ed è il più efficace”, aggiunge il co-autore Stephanie Page dell’Università di Washington. “Stiamo sviluppando due farmaci per via orale in parallelo nel tentativo di compiere un importante passo in avanti nel mondo della terapia contraccettiva”.

Lo studio

Per testare l’efficacia e la sicurezza della nuova pillola, i ricercatori hanno coinvolto 40 uomini sani, di cui dieci hanno ricevuto un placebo, mentre ai restanti 30 è stata somministrata la 11-beta-Mntdc in due dosi diverse: a 14 partecipanti è stata data una quantità di 200 milligrammi e agli altri 16 una di 400 milligrammi. Ai partecipanti, infine, è stato chiesto di assumere le due dosi del farmaco o il placebo una volta al giorno durante un pasto, per 28 giorni consecutivi.

Testosterone al minimo

Al termine dello studio, i ricercatori hanno osservato che tra gli uomini che hanno ricevuto la pillola, il livello di testosterone e di due ormoni necessari per la produzione di sperma (Lh e Fsh) si è ridotto significativamente rispetto agli uomini del gruppo placebo. Inoltre, gli effetti collaterali del farmaco sono stati pochi e lievi, e comprendono affaticamento, acne e mal di testa. Solamente cinque uomini hanno riportato una diminuzione del desiderio sessuale, e due hanno presentato una lieve disfunzione erettile. “Gli effetti collaterali dovuti al basso livello di testosterone sono minimi”, spiega Page. “Infatti, 11-beta-Mntdc imita l’azione del testosterone nel resto del corpo, ma non è abbastanza concentrato nei testicoli per supportare la produzione di spermatozoi”.

Ok per la sicurezza. Ma l’efficacia?

I risultati dello studio mostrano quindi che il farmaco sperimentale è sicuro e ben tollerato. Tuttavia, i dati sono preliminari e non sappiamo ancora quanto 11-beta-Mntdc sia effettivamente efficace nel bloccare una produzione di spermatozoi sufficiente a prevenire una gravidanza. “Poiché il farmaco necessita di almeno 60/90 giorni per influenzare la produzione di sperma, 28 giorni di trattamento sono quindi un intervallo di tempo troppo breve per osservare la soppressione completa degli spermatozoi”, spiega Wang, sottolineando che una volta dimostrata la sicurezza del farmaco sugli esseri umani, saranno condotti ulteriori studi a lungo termine e più ampi.“Prevediamo che una contraccezione ormonale maschile sicura e con un effetto reversibile potrebbe essere disponibile entro 10 anni”, conclude Wang.

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