Fine anonimato per bitcoin e carte prepagate

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La UE abbassa la soglia delle carte prepagate. La revisione della direttiva anti-riciclaggio della UE impone un abbassamento della soglia per cui si può pagare con una carta prepagata senza fornire le generalità.

Da 250 a 150 euro, è questa la nuova soglia approvata oggi dal Parlamento UE per i pagamenti con le carte prepagate senza fornire le proprie generalità. La misura è inserita nel quadro della revisione della normativa comunitaria anti-riciclaggio che tocca anche le società fantasma, le monete virtuali e la protezione degli informatori. Con questa iniziativa, che gli stati sono obbligati ad implementare entro 18 mesi, la UE cerca di eliminare una forma di riciclaggio di piccole quantità di denaro, usata però su larga scala.

Accesso pubblico alle informazioni sui veri proprietari delle imprese

Conferendo ai cittadini il diritto di accedere alle informazioni sui beneficiari effettivi delle imprese che operano nella UE, le nuove norme potranno aiutare a reprimere l’uso fraudolento delle società fantasma create per riciclare denaro, nascondere patrimoni ed evitare di pagare le tasse, una pratica oggetto di grande attenzione a seguito dei Panama Papers.

Un’ulteriore misura consentirebbe inoltre di fornire, a chi può dimostrare di avere un “interesse legittimo”, i dati sui beneficiari effettivi delle società fiduciarie e di strumenti analoghi. In questo modo, le informazioni sulle società fiduciarie potranno essere messe a disposizione dei giornalisti investigativi e delle organizzazioni non governative (ONG). Gli Stati membri conserveranno inoltre il diritto di concedere un accesso ancora più ampio alle informazioni, qualora fosse previsto nel proprio ordinamento nazionale.

Fine del regime di anonimato per le valute virtuali

Le nuove misure affrontano anche i rischi legati alle carte prepagate e alle valute virtuali. I prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali e i prestatori di servizi di portafoglio digitale per le valute virtuali dovranno applicare, come già succede per le banche, controlli di due diligence e requisiti di verifica sulla propria clientela, per porre fine al regime di anonimato associato alle valute virtuali.

Anche queste piattaforme e questi prestatori di servizi dovranno essere registrati, così come i cambiavalute e gli uffici di incasso degli assegni, nonché i fornitori di servizi per aziende e società fiduciarie.

La revisione prevede anche il potenziamento della protezione degli informatori che segnalano casi di riciclaggio, compreso il diritto all’anonimato.

 

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