E’ successo prima

Amicizia ed Incontri in Web Cam

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Oggi è il compleanno di mio fratello Michael a Sketch York, su Plenu, a casa mia. E io sono qui in Italia bloccato su un treno, Almeno grazie a dio a formaggio siamo parti! Cazzo!
Qui sulla Terra il tempo non passa proprio se aspetti qualcosa.
Il treno scorre ora, viaggia tranquillo, Posso fare quasi quello che mi pare. Cerco sempre di arrivare a questo punto, non avere un cazzo da fare e nell’arrivarci mi stresso un sacco e una sporta pieni che non so mai dove buttare o riciclare. Affacciato al finestrino grido. Un signore tre posti più in la mi dice di aprirlo. Mi mostra come si fa e raccolte le sue cose, forse per il freddo, forse preoccupato esce dal vagone, lasciandomi finalmente e completamente solo. Io sono tranquillo. Mi sono tolto il giubbotto e anche levato l’ansia del controllore prima di salire.

L’ho visto sul marciapiede il tizio dei biglietti. Scarno e alto. Con il cappello cincischiava da solo, così gli sono andato incontro trascinando lo zaino e la valigia senza ruote. Il tizio era verde oliva di pelle e indossava un cappotto nero e aperto che lo mangiava e lo curvava in avanti sulle spalle, come pesanti rifiuti tossici che non sapeva dove smaltire. Quel tizio mi ricordava la prima pelliccia che ho usato anni fa nel mio primo viaggio qui. Sulla camicia azzurra del controllore, il fischietto si era intrecciato agli occhiali, che incastrati, ciondolavano a ogni passo sul petto color cielo. L’uomo vedendomi che lo chiamavo e trascinavo le mie cose, quasi apprensivo mi è venuto incontro, lui anche ciondolando come le cose sulla sua divisa. Gli ho mostrato il biglietto e lui lo ha guardato come per dire, è per me? poi ha sorriso. Lo ha timbrato e me lo ha riconsegnato Solo allora gli ho detto, vedi di non rompermi il cazzo e lasciami dormire stanotte, poi sono salito. Non c’entrava niente il povero tizio, lo so. Gli ho scaricato la colpa di un fatto accaduto due anni fa proprio su uno di questi ItaliaTreni, nel mio primo viaggio qua e su cui ho scritto un articolo. Per quell’articolo sono ancora indagato e non posso parlarne. Però il tizio mi ricordava me stesso e questo fa incazzare. Anche perché sono ancora un po’ così: scarno, alto, e curvo dentro. Povero tizio. Ora mi sta ancora più sul cazzo. Prima di scendere gli faccio cascare il cappello e gli pesto le dita quando lo raccoglie. Magari si sveglia.

Vagone vuoto e con il controllore lontano, ascolto Tommy Guerruero e pubblico roba vecchia. Queste erano per un concorso di micro storie di sei anni fa.
“Non hai vinto per poco!” lo hanno scritto a tutti quelli che hanno perso.
Auguri Michael!

Trovate altro sul blog.

Primo “Cus cus di arabo”

Il resto è già scritto.
Che giornata di sole. Pensa Abdul.
Ieri lo hanno promosso Chef e oggi c’è il sole.
La moglie Jasmine è all’ospedale e in grembo ha un bimbo che attende solo Abdul per uscire. E anche lei lo aspetta. Ansiosa. Ha paura.
Abdul sta attraversando la piazza quando lo chiamano.
Tra poco Jasmine allatta il piccolo Rakib per la prima volta.
Ecco le nuvole. Il resto è già scritto.
La moglie ha una fitta improvvisa e si ritrova in rianimazione.
Abdul poco prima, colmo di felicità ha gridato “Allah è grande!”.
La gente in piazza gridava.
Tutti delusi.
Anche i poliziotti sparavano di felicità.

Secondo “Cotoletta di milanese”

Pier è un uomo di città e ha un solo amore: Sandra.
Pier in strada cammina di fretta.
La vicina ficcanaso lo ha chiamato sul telefono dell’ufficio.
Questa volta per tempo. Questa volta basta.
Pier apre il portone e chiama l’ascensore.
Per la tromba delle scale sente una donna a cui piace qualcosa. Tanto.
Quindi Pier percorre una, due, tre volte la stessa rampa, ogni volta con porte diverse.
Batte i gradini di corsa e le chiavi gli inciampano sulla soglia.
Ansima di piacere tutto il condominio intanto.
All’ingresso Pier calcia una scarpa da uomo. Sparse ci sono mutande rosse e una camicia bianca pende dalla maniglia. Si sente ridere. Poi un letto, parolacce, e sospiri.
Pier Luigi si lancia sulla porta.
Sandra ha in bocca il telecomando di nuovo e scodinzola felice.
Il porno in TV è in play.
Fanculo Sandra e picchia il cane.

Dessert “Farfalle operaie”

Un pazzo mi chiama e mi blocca per strada.
Ti conosco, dice.
Poi insiste.
Ero un drago dei fili d’erba con occhi arancioni e neri sulle ali e sono fuggito. Come te.
Dice, lavoro in un formicaio ora e anche io rivoglio le mie ali.
Farfalla operaia tieni duro! Grida.
Che alati di seta e carta, e insieme a flotte di piccioni urbani e Guttalax faremo la rivolta. Una la lotta alle regine. Per pisciargli nel miele e liberare le api, libere. Liberi.
E tu. Dice.
Occhi da ali gli sbattono.
Tu sei dei nostri senza volerlo. Lo grida.
E gli altri insetti ci guardano.
Sulla schiena, quel che resta delle ali brama la libertà. Ascoltati.
Non ti saresti girata, ne fermata, quando ho chiamato Farfalla.
Farfalla Operaia!
E se ne va.

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About Joe P. Szylak 5 Articles
Salve. Sono Joe P. Szyslak e sono un immigrato rat-alieno. Sono anche uno scrittore e reporter e questo è il mio blog barra quaderno d'appunti che apro su obbligo dello psicologo e dell'editore. Arrivo da uno spazio poco conosciuto che tradotto in lingua umana diventa "Altro Universo n 3". Questo è il mio secondo viaggio sulla Terra (nel 2017 il primo, in Brasile), sono arrivato il 3 ottobre 2019 tramite un agenzia di viaggi specializzata. Sono qui per scrivere l'ultimo capitolo di "Anche gli Dei in Galera", il libro inchiesta sui creatori dei vari universi ed edito da Cani Sciolti Edizioni, con cui lavoro anche al progetto radio Pole Radio Pub. Da quando sono sulla Terra ho anche ripreso a pubblicare per la rivista telematica "Scienza e Magia" per cui avevo già tradotto e pubblicato articoli in passato durante il mio primo viaggio su questo azzurro pianeta. Se ti piace il lavoro, lascia la mancia su: https://it.tipeee.com/joe-szyslak-toy-book

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