Si è staccato il super iceberg di Larsen C

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Il super-iceberg alla fine si è staccato. L’iceberg misura 6 mila km quadrati (poco più della Liguria): c’è timore per le possibili conseguenze sulle condizioni climatiche e sull’ecosistema dell’Atlantico meridionale.

L’avevamo annunciato qualche mese fa e adesso è successo: un’enorme blocco di ghiaccio si è staccato dalla piattaforma antartica Larsen C.
Secondo i dati recentemente forniti dai satelliti CryoSat e Sentinel-1 dell’ESA, quello che si è appena staccato è uno dei più grandi iceberg mai registrati fino a ora. La montagna di ghiaccio avrebbe un’area di circa 6.000 chilometri quadrati, pari a quella della Liguria: è il 9-12% dell’intera superficie della piattaforma Larsen C.
Il satellite Earth Explorer CryoSat dell'ESA, dedicato al monitoraggio dei cambiamenti nello spessore del ghiaccio polare. | ESA / AOES MEDIALAB
Il satellite Earth Explorer CryoSat dell’ESA, dedicato al monitoraggio dei cambiamenti nello spessore del ghiaccio polare. | ESA / AOES MEDIALAB

MISURARE DAL CIELO. I ricercatori hanno fatto le misurazioni utilizzando un altimetro radar del satellite Cryosat: hanno misurato la superficie, e poi calcolato lo spessore e il volume. Noel Gourmelen, dell’Università di Edimburgo, ha dichiarato che l’iceberg potrebbe avere uno spessore di 190 metri sopra il livello dell’Oceano, con circa 1.155 chilometri cubi di ghiaccio – che equivale a una quantità d’acqua sufficiente a riempire 462 milioni di piscine olimpiche.

«Abbiamo anche stimato che la profondità sotto il livello del mare potrebbe essere di 210 metri», ha aggiunto Gourmelen. L’enorme iceberg avrà probabilmente ripercussioni mondiali.

Rappresentazione grafica dell'iceberg: clicca sull'immagine per ingrandirla e avviare l'animazione. | ESA
Rappresentazione grafica dell’iceberg: clicca sull’immagine per ingrandirla e avviare l’animazione. | ESA
PREVISIONI E CONSEGUENZE. A preoccupare i ricercatori sono le sue dimensioni “bibliche”.  Si tratta di uno dei più grandi iceberg tabellari (o tabulari, cioè ampi e piatti) mai registrati finora.

L’incertezza principale riguarda il percorso che intraprenderà: uno studio storico suggerisce che l’enorme blocco di ghiaccio si dirigerà, con molta probabilità, verso nord-est, spinto dalla corrente circumpolare che lo trascinerà fino all’Oceano Atlantico. Sembra invece certo che la massa di ghiaccio non si romperà in tanti piccoli iceberg, come avvenuto in passato.

Comunque sia, «intero o a pezzi, le correnti oceaniche potrebbero condurlo verso nord, spingendolo verso le isole Falkland. Se così fosse, potrebbe costituire un pericolo per le navi di passaggio in quella zona», ha dichiarato Anna Hogg, dell’Università di Leeds.

I percorsi degli iceberg dal 1999 al 2010
I percorsi degli iceberg dal 1999 al 2010. | ESA

C’è anche un altro rischio: navigando nelle acque oceaniche l’iceberg, sciogliendosi, rilascerà una tale quantità di acqua fredda da poter alterare le condizioni climatiche di quella regione. Ciò che accade, avvisano gli scienziati, è dovuto al cambiamento climatico, le cui conseguenze saranno anche una più rapida fusione dei ghiacciai e un innalzamento del livello del mare.

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