Credenze funerarie, pratiche dell’aldilà e l’esercito di terracotta nell’antica Cina

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Credenze funerarie, pratiche dell'aldilà e l'esercito di terracotta nell'antica Cina
Credenze funerarie, pratiche dell'aldilà e l'esercito di terracotta nell'antica Cina
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Nel II sec. A.C. la concezione dualistica dell’ anima raggiunge la sua formulazione definitiva : ogni essere umano possiede due anime , l’ anima spirituale (hun) che dopo la morte ritorna in cielo e l’ anima corporea (po) che ritorna invece sulla terra. A partire da quest’ epoca si crea una netta distinzione tra mondo celeste e mondo sotteraneo, dove esiste una burocrazia incaricata di accudire ed accogliere l’ anima corporea.

La condizione dell’ anima corporea (po) dipende molto dalla conservazione del corpo e dalle offerte che l’ accompagnano nella tomba. Nell’ ambiente di corte intanto assume crescente impotanza il concetto di Immortale, forse originario del sud. L’ Immortale essendo ormai solo un soffio non muore ed abbandona il mondo umano.

IL culto degli Immortali si diffuse a poco a poco al di fuori delle cerchie aristocratiche e nel I sec. D.C. si estese a tutti gli ambienti sociali. In epoca Han quindi la gente non credeva solo nella separazione delle due anime dopo la morte ma credeva anche nella possibilità di raggiungere l’Immortalita’. Per provvedere alle necessita’ dell’ anima po nel mondo sotteraneo le tombe sono solidamente costruite decorate provviste di corredo funerario tutte misure che peremetteranno all’ anima corporea di mantenere il suo rango ed il suo stile di vita. Vengono inoltre prese delle misure per proteggere il cadavere dalla composizione ( bare inserite l’ una nell’altra , circondate da uno strato di carbone e da uno di argilla bianca, sudari ed otturatori in giada); figure apotropaiche sono evocate sotto forma di pitture sulle bare , di decorazioni murali o di statuette destinate a proteggere il morto dagli influssi nefasti e dai demoni che potrebbero venire a divorarlo.

A partire dalla fine del I sec. A.C. la rappresentazione di certe divinita’ come la regina madre dell’ Occidente,Xiwangmu, hanno il compito di aiutare l’ anima hun nella sua ricerca del paradiso . Nella tomba vi sarebbero dunque simboli destinati all’ anima corporea ed altri destinati all’ anima spirituale. C’e’ inoltre un’altro sentimento che percorre per tutta la dinastia l’ alta società e cioe’ la brevità della vita e la fragilita’ delle cose spingendola al carpe diem ma anche alla ricerca della longevità, dell’ immortalità, e della sopravvivenza dell’anima po.

Il primo imperatore Qin si fece costruire un mausoleo di enormi dimensioni ai piedi del monte Li. Il sito si trovava ad una 50 di km dalla capitale Xianyang ed era cinto da una doppia muraglia. Un massiccio tumulo di terra compattatta occupava la metà meridionale mentre nella parte settentrionale si elevava un complesso architettonico. Sia all’esterno che all’ interno delle mura di cinta erano state scavate fosse contenenti offerte sacrificali. Piu’ ad est entro una serie di fosse era stata deposta una armata in terracotta. Le fosse dei guerrieri ,dei cavalli e dei carri rinvenute ai margini del complesso funerario lasciano vedere a grandi linee un progetto grandioso e sovrumano.

All’ inizio della dinastia le piu’ modeste tombe della Cina settentrionale consistono in una fossa scavata nel terreno, che ne costituisce l’ acceso e porta ad una cameretta sotteranea, talvolta tappezzata di grandi mattoni cavi che ne formano il rivestimento.

Alla fine del I sec. A.C. si verificarono importanti cambiamenti negli usi funerari che sarebbero generalizzati nel II.sec A.C. contribuendo a trasformare l’ architettura delle tombe.Il primo di questi cambiamenti vede la sepoltura della moglie nella stessa tomba del marito.

I riti funebri sono ormai celebrati nella tomba e non piu’ all’ esterno.La tomba destinata a ricevere due bare e due corredi funebri ,in occasione dei riti funebri doveva anche accogliere nella parte anteriore i parenti del defunto.

L’ uso delle lastre di pietra spesso affiancato all’ uso del mattone, si diffonde  a partire dal primo secolo D.C. nel sud dello Heian e dello Shandong, nel nord dello Shaanxi e dello Jiangsu e nel Sichuan ,tutte regioni ricche di pietra di buona qualità.

Tra il III sec A.C. ed il III sec D. C.il repertorio degli oggetti deposti nella tomba per accompagnare il defunto ando’ modificandosi. Del corredo funerario non fanno piu’ parte solo i vasi rituali, ma anche oggetti della vita quotidiana, i minqi ( Oggetti consacrati ai morti)comprendenti figurine umane ed animali.

L’uso di statuette funerarie attestato nel neolitico , si diffonde a partire dal V sec. A.C. nel momento in cui comincia a venir meno l’ abitudine di deporre nelle tombe vittime sacrificali il rinvenimento a partire dal 1974 delle fosse dei guerrieri , con le loro pile di soldati , ufficiali, cavalieri e carri a grandezza naturale , ha sconvolto il giudizio nella scultura funeraria dall’ ultimo quarto del III sec. A.C.

Per quanto riguarda le tecniche utilizzate,  in una stessa statua troviamo ele menti stampati a matrice ed elementi modellati. Le parti principali del corpo sono eseguite separatamente  (spesso a matrice ) con un argilla grigia abbastanza grossolana   e poi assemblata a formare la sagoma complessiva . Quando la statua è parzialmente essiccata si applicano diversi strati di un’ argilla piu’ fine nelle quali vengono modellati ed incisi i volti, i dettagli dei capelli . i muscoli, abbigliamento ed armatura.

Vengono anche aggiunti elementi stampati a amatrice , come le orecchie ed il naso. Sulle gambe e sui piedi dei guerrieri e sui corpi dei cavalli viene in ultimo applicato un sottile strato di argilla  che viene poi lucidato. Una volata asciutta la statua viene cotta e dopo la cottura la statua viene dipinta. I colori minarali utilizzati sono il verde , il blu, il giallo , il viola ed il marrone , il nero , una gamma di rossi e  due bianchi. La sola fossa I , doveva contenere oltre seimila tra statue e carri e si calcola che il contenuto complessivo delle diverse fosse ammonti ad oltre settemila sculture.

IL talento degli scultori si e’ concentrato sui volti , sulle acconciature ma anche sulle armature, trattate con uno spirito ed una cura dai dettagli straordinari.

Piu’ che ritratti individuali sono una rappresentazione  di tipi umani , di sconvolgente presenza e realtà.

Se la terracotta domina nella scultura funeraria della Cina Settentrionale in quella centro meridionale si mantiene la tradizione delle statuette lignee.

A partire dall’ inizio del periodo Han in alcune sepolture dello Shannxi compaiono figure di animali domestici destinati a servire il defunto , che vanno ad aggiungersi a servitori , soldati, funzionari subalterni, musicisti, danzatori ed acrobati.

E’ in quest’ epoca che nelle tombe dei proprietari terrieri della Cina settentrionale compaiono modellini in terracotta di case, stagni e strumenti agricoli.

Tutti i laboratori che lavorano per la committenza funeraria – ceramisti , scultori sul legno , bronzisti ma anche scalpellini conoscono il loro momento di massimo splendore all’ epoca degli Han Posteriori.

Sotto gli Han occidentali la figura umana era molto sovente trattata in modo geometrico. Il Sichuan ha saputo cogliere al meglio l’ intimità delle persone e ci ha restituito i volti piu’ espressivi della scultura fittile han.

Dalla grande statuaria si sono conservati soltanto gli animali in pietra posti ai due lati delle strade dello spirito o all’ ingresso delle aree  funerarie. Gli animali rappresentati sono il piu’ delle volte dei felini alati .

Il felino alato cavalcato da un Immortale unisce l’ idea del volo verso regioni meravigliose , alla maniera degli Immortali. Il valore apotropaico attribuito ai felini alati delle tombe  e ben attestato dal nome che viene attribuito dai testi Han, ovvero colui che allontana gli influssi nefasti.

Le tombe Han ci parlano al tempo stesso del mondo terreno e dell’ aldilà.

Inoltre le tombe rimangono il luogo dove meglio si conservano le testimonianze  dell’ arte pittorica Han.

Ricordiamo, per esempio, gli stendardi che forse venivano utilizzati  nei riti d’ evocazione  dell’ anima del defunto. Essi richiamano l’ ascensione ovvero il viaggio dell’ anima hun verso l’ aldila.

L’ esempio piu’ prestigioso è stato rinvenuto nella tomba della marchesa di Dai (morta dopo poco il 168 A.C.) a Mawandui, presso Changsha nello Hunan.

 

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nata ad oppido mamertina in provincia di reggio calabria.Sono un' esperta di cultura orientale in modo particolare mi occupo di estremo oriente.

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