Svelato il segreto della mobilità degli spermatozoi

Accetta pagamenti in oltre 45 criptovalute
Svelato il segreto della mobilità degli spermatozoi
Svelato il segreto della mobilità degli spermatozoi
Condividi l'Articolo

Gli spermatozoi hanno un’elica nella coda. Una nuova e finora mai osservata struttura a forma di elica è stata scoperta nel flagello degli spermatozoi grazie alla tecnica di microscopia che di recente ha vinto il Nobel. Potrebbe essere importante per la motilità di queste cellule e la fertilità maschile.

Gli spermatozoi sono tra le cellule più studiate del corpo umano, e sorprende che possano avere ancora segreti: eppure, utilizzando una tecnica di microscopia elettronica che permette di vedere le strutture nanometriche fino al dettaglio di una singola proteina, un gruppo di ricercatori ha scoperto una struttura a elica finora sconosciuta, sul limitare della coda (flagello) di questi nuotatori. Non è ancora chiaro a che cosa possa servire, ma potrebbe spiegare perché alcuni spermatozoi sembrino spostarsi in modo più efficiente di altri.

Più da vicino. I ricercatori delle Università di Gothemburg (in Svezia) e del Colorado (USA) hanno utilizzato una tecnica di imaging chiamata tomografia crioelettronica, un’applicazione della microscopia crioelettronica – premiata nel 2017 con il Nobel per la Chimica: leggi qui – che consente di ottenere e osservare ricostruzioni tridimensionali di strutture nanometriche.

Le cellule vengono analizzate mentre si trovano congelate nel ghiaccio e senza l’aggiunta di sostanze chimiche che possano oscurarne alcune strutture. È stato così possibile osservare meglio il flagello, la macchina complessa, formata da migliaia di proteine-mattoncino, chiamate tubuline, che permette la locomozione degli spermatozoi.

La locomozione degli spermatozoi: conoscerne i meccanismi aiuterà a contrastare l'infertilità maschile.|Shutterstock
La locomozione degli spermatozoi: conoscerne i meccanismi aiuterà a contrastare l’infertilità maschile.|Shutterstock

Le tubuline sono organizzate in lunghe strutture, i microtubuli, sulle quali si trovano le proteine motrici, il “motore” dei flagelli. Avanzando tra un microtubulo e l’altro, queste “tirano” la coda e le permettono di piegarsi e distendersi: di fatto, di nuotare.

Molla nanometrica. Analizzando la prima ricostruzione tridimensionale della parte terminale del flagello, gli scienziati hanno notato una strana struttura a spirale partire dall’estremità della coda ed estendersi per un decimo della sua lunghezza. Non è chiaro quale sia il compito della strana configurazione a turacciolo, mai osservata finora, ma un’ipotesi è che impedisca ai microtubuli di deformarsi come tenderebbero a fare e concentri invece tutta la spinta creata dalle proteine sulla locomozione, affinché si nuoti verso la meta.

Condividi l'Articolo

Ricerca in Scienza @ Magia

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Inviami gli Articoli in Email:

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.