Su Marte c’è più acqua di quanto si pensasse

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Su Marte c'è più acqua di quanto si pensasse
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Acqua nel sottosuolo di Marte anche all’equatore. Risalirebbe in superficie periodicamente. Il sottosuolo di Marte è ricco d’ acqua: dopo la scoperta del lago sotterraneo vicino al polo Sud, spie di un sistema di falde acquifere a 750 metri di profondità sono state individuate vicinlo all’equatore e potrebbero periodicamente emergere in superficie dando origine a ruscelli temporanei. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience da Essam Heggy e Abotalib Z. Abotalib, dell’Università della California del Sud.

Le scie lasciate da possibili corsi d'acqua in superficie sul cratere Palikir, nell'equatore di Marte (fonte: Kevin Gill from Los Angeles, CA, United States) © ANSA/Ansa
Le scie lasciate da possibili corsi d’acqua in superficie sul cratere Palikir, nell’equatore di Marte (fonte: Kevin Gill from Los Angeles, CA, United States) © ANSA/Ansa

I ricercatori hanno studiato le caratteristiche delle strisce di sabbia bagnata che compaiono stagionalmente sui pendii marziani e che vengono chiamate ‘recurring Slope Lineae’. Finora si pensava che queste strutture fossero collegate a flussi di acqua superficiali dovuti allo scioglimento del ghiaccio, ma confrontando le strisce di sabbia bagnata di Marte con formazioni analoghe presenti periodicamente in alcuni deserti della Terra, gli studiosi suggeriscono “un’ipotesi alternativa”, seconda la quale i flussi di acqua nascono dall’acqua che risale dal sottosuolo. E’ un fenomeno analogo a quello osservato sulla Terra, nei deserti del Sahara e della penisola arabica.

Le acque sotterranee sono una prova evidente della somiglianza tra la Terra e l’antico Marte e questo, secondo Heggy, suggerisce anche che i due pianeti possano avere un’evoluzione simile. “Comprendere come si sono formate le acque nel sottosuolo marziano e come si comportano – ha aggiunto – ci aiuta a comprendere l’evoluzione del clima sul pianeta negli ultimi tre miliardi di anni” e questo, ha concluso, è cruciale anche per comprendere l’evoluzione a lungo termine del clima terrestre.

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