Soluzioni ambientaliste vincono il Premio Nobel per la chimica 2018

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Chimica, il Nobel ambientalista ad Arnold, Smith e Winter. Ancora un premio a una donna. I tre vincitori hanno sfruttato le regole dell’evoluzione per creare nuove proteine. Che oggi sono protagoniste di una “chimica verde”, dalla medicina ai biocarburanti.I vincitori del Nobel per la chimica sono Frances H. Arnold, George P. Smith e Sir Gregory P. Winter. “Hanno sfruttato il potere dell’evoluzione” ha spiegato il Comitato Nobel, per affrontare alcuni problemi dell’ambiente.

Lavorando sulle proteine e sui metodi per produrne di nuove in laboratorio, “hanno sviluppato metodi per promuovere una chimica più verde, mettere a punto nuovi materiali, creare biocombustibili sostenibili e curare malattie”. Arnold e Smith sono statunitensi, Winter inglese.Dopo il Nobel della Fisica di ieri a Donna Strickland, anche oggi Stoccolma ha deciso di premiare una donna: a Frances Arnold  sarà assegnato metà del premio di 870mila euro.

E’ la quinta volta nella storia che a vincere il premio per la Chimica non è un uomo. Nel 1911 tra l’altro il riconoscimento era andato a Marie Curie, che 8 anni prima aveva vinto anche il Nobel per la Fisica. Nel 2009 Ada Yonath, israeliana, era stata scelta per i suoi studi sui ribosomi, le “centrali energetiche” delle cellule. Arnold, 62 anni, è professoressa di Ingegneria chimica, Bioingegneria e Biochimica al California Institute of Technology. Si era laureata in Ingegneria meccanica e aerospaziale.

Sir Gregory Winter (67 anni) e George Smith (77 anni), che divideranno metà del premio, hanno usato i fagi (un tipo di virus che infettano i batteri) per produrre nuovi medicine capaci di neutralizzare le tossine, combattere malattie autoimmuni o curare alcune forme di cancro metastatico.Winter, in particolare, ha messo a punto il metodo con cui oggi vengono prodotti due anticorpi su tre per la cura di malattie dell’uomo (dall’artrite reumatoide alla psoriasi alle infiammazioni dell’intestino).

Cresciuto in Ghana, ha raccontato di essersi appassionato alla scienza un giorno, da bambino, in cui uno scienziato locale portò a scuola una tartaruga che aveva salvato in mare. Lavora all’università di Cambridge, ma collabora con varie aziende farmaceutiche, ha fondato la biotech britannica Cambridge Antibody Technology ed è detentore di vari brevetti di nuovi medicinali.

Il Nobel per la chimica 2018 assegnato a Frances H.Arnold, George P.Smith e Gregory P.Winter

George Smith lavora all’università dell’università del Missouri-Columbia, dove anche suo fratello Mark insegna storia medievale e storia della scienza. Raggiunto dalla telefonata di Stoccolma a casa sua prima dell’alba, ha commentato: “Penso che qualunque vincitore del Nobel si renda conto che il suo premio nasce dai tanti che hanno lavorato prima di lui, che hanno avuto buone idee e che noi stiamo sfruttando perché ci troviamo al posto giusto e al momento giusto”.

Ha raccontato anche che “è uno scherzo comune, nel nostro ambiente, fare telefonate all’alba con l’accento svedese per annunciare il Nobel. Ma questa volta nessuno rideva dall’altra parte dell’apparecchio. Allora ho capito che non potevano essere i  miei amici”. Smith, che ha passato alcuni anni della sua infanzia con la famiglia in una base americana in Giappone, in passato è stato criticato per le sue posizioni favorevoli ai palestinesi e critiche nei confronti della politica dello stato di Israele.

Frances Arnold ha lavorato con gli stessi obiettivi, ma sfruttando altre molecole della vita – gli enzimi – per mettere a punto nuove sostanze compatibili con l’ambiente, dai biocarburanti ai farmaci. Gli enzimi sono proteine che catalizzano – cioè rendono possibili – alcune reazioni chimiche.  “I vincitori di quest’anno – ha spiegato l’Accademia – sono stati ispirati dal potere dell’evoluzione, usando i suoi stessi principi come i cambiamenti genetici e la selezione, per sviluppare nuove proteine che rispondono ad alcuni problemi dell’umanità, pertinenti al mondo della chimica”.

Premio Nobel 2018 per la chimica
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