Prima protesi di caviglia in 3d impianta all’ospedale Rizzoli di Bologna

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Protesi di caviglia in 3d impianta all'ospedale Rizzoli di Bologna
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Ospedale Rizzoli Bologna, protesi caviglia in 3D impiantata su paziente. L’uomo operato a ottobre è tornato a camminare normalmente dopo 13 anni. L’intervento record dell’équipe del prof Faldini.

Bologna, 14 gennaio 2019 – Intervento con una tecnica innovativa realizzato al Rizzoli per la prima volta a livello mondiale, a quanto risulta agli specialisti dell’istituto ortopedico Rizzoli. Il professor Cesare Faldini, direttore della Clinica ortopedica I, ha coordinato l’équipe che ha eseguito l’impianto di sostituzione protesica dell’intera caviglia: partendo dell’anatomia del paziente è stato realizzato un impianto in stampa 3D, costruito quindi perfettamente su misura per il paziente.

Protesi caviglia in 3D, le foto dell’intervento record al Rizzoli

Per la prima volta al mondo una caviglia è stata ricostruita con una protesi su misura stampata in 3D. L’impianto è avvenuto il 9 ottobre scorso all’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna e il paziente di 57 anni, che da 13 aveva perso la funzionalità articolare in seguito a un incidente stradale, è tornato a camminare. Cesare Faldini, direttore della Clinica Ortopedica 1, ha coordinato l’équipe che ha eseguito l’impianto sul paziente, finora considerato non operabile a causa della severa alterazione anatomica della caviglia.

La tecnica è stata messa a punto grazie alla collaborazione tra chirurghi ortopedici e ingegneri del Rizzoli e dell’Alma Mater. Il paziente, un uomo di 57 anni originario della Lombardia, nel 2007 aveva perso la funzionalità e quindi non poteva più usare la gamba a causa di un incidente: è stato operato il 9 ottobre scorso. Fino ad allora, era considerato non operabile a causa dell’alterazione anatomica della caviglia che era stata causata dall’incidente. Oggi, 13 anni dopo l’incidente – spiega il professor Faldini – cammina regolarmente  e sta bene. Questa tecnica – spiega Faldini – è stata creata per i pazienti che non posso ricevere protesi tradizionali e che quindi rischiano di non tornare a camminare.

“I pazienti in attesa di questo tipo di intervento sono già una ventina e sono tutti già stati sottoposti ad esami per l’applicazione di questi impianti realizzati con la stampa 3D. Essendo una risposta clinica molto innovativa, ci aspettiamo una richiesta molto elevata”, specifica Faldini. “Il prossimo intervento di questo tipo verrà eseguito entro gennaio – ha spiegato ancora Faldini -: in un anno stimiamo di potere intervenire su una ventina di pazienti. Siamo partiti dai casi peggiori, senza soluzioni. Dopo l’operazione, durata circa un’ora, il primo paziente in 4 settimane è tornato in piedi e per lui è stato programmato uno schema riabilitativo”.

Istituto Ortopedico Rizzoli, il video del trapianto di caviglia da record

 

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