Il cervello risponde alle emozioni diversamente da come si pensava

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Se non vedo non mi emoziono, gli emisferi del cervello e le emozioni. Occhi e cervello, vista ed emozioni. Gli emisferi cerebrali sono coinvolti in modo diverso nell’elaborazione di stimoli visivi positivi e negativi: bendando l’occhio destro, l’emisfero sinistro fatica a riconoscere qualcosa di piacevole.

Gli animali si emozionano? Certo: l’accelerazione del battito cardiaco o la variazione nella pressione sanguigna indicano, appunto, risposte fisiologiche legate a un cambiamento di stato emozionale. Ma non dicono nulla sul tipo di emozione che ha scatenato la reazione né sul modo in cui essa è elaborata dal cervello. Ora, uno studio condotto da ricercatori di due istituzioni tedesche, il Leibniz Institute for Farm Animal Biology e l’Università di Rostock, ha sfruttato la lateralizzazione degli emisferi cerebrali per chiarire in che modo le due metà processano emozioni piacevoli o fastidiose.

Il concetto di lateralizzazione si riferisce al fatto che i due emisferi del cervello sono simmetrici, ma non identici, e ciascuno svolge ruoli diversi integrandoli con quelli della controparte. Siccome nei vertebrati le vie nervose si incrociano, accade che stimoli nervosi percepiti da un lato del corpo arrivino all’emisfero del lato opposto, dove sono elaborati. Secondo una teoria corrente, le emozioni positive che arrivano da destra sarebbero elaborate prevalentemente dall’emisfero sinistro, e viceversa. L’ipotesi di partenza dei ricercatori era che bloccando gli stimoli provenienti da un lato del corpo, dovrebbe cambiare anche l’attività cerebrale dal lato opposto.

Per verificarlo, i ricercatori hanno inizialmente addestrato un campione di giovani maiali a stimoli visivi positivi e negativi: una palla arancione con del cibo era assai gradita, mentre un sacchetto agitato davanti all’animale suscitava avversione. Poi hanno bendato l’occhio destro di un gruppo e il sinistro di un altro, lasciando libera la vista di un gruppo di controllo, e hanno ripresentato gli stimoli, ottenendo risposte interessanti.visione monoculare

La visione monoculare, hanno scoperto, non suscitava particolare effetto nei maialini condizionati negativamente. In quelli condizionati positivamente (occhio destro bendato), invece, induceva cambiamenti importanti nel comportamento: gli animali impiegavano più tempo prima di avvicinarsi all’oggetto, forse perché dal cervello – che non riceveva gli stimoli visivi del lato destro – l’oggetto era percepito come meno interessante. Inoltre vocalizzavano di meno, forse come riflesso di un maggiore stato di attenzione, ed esploravano di meno anche l’ambiente. Queste reazioni, nel complesso, indicano un ruolo attivo dell’emisfero sinistro nel riconoscimento degli stimoli positivi.

Lo studio, che potrebbe anche essere esteso all’uomo, aveva l’obiettivo di offrire spunti interessanti per la zootecnia, per migliorare le condizioni di vita e la gestione del bestiame.

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