Generatori nucleari modulari per la stazione spaziale lunare

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Il piano della NASA: una centrale nucleare sulla Luna entro il 2026 per stabilire un avamposto. Servirà per avere una fonte di energia stabile e sempre disponibile in una ambiente difficile come quello lunare e anche quello marziano. Il nucleare permetterebbe di creare un avamposto sulla Luna pronto anche per le missioni verso Marte. L’obiettivo è avere l’impianto già funzionante per il 2026.

La NASA e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) sono alla ricerca di proposte per portare un impianto a fissione nucleare da 10 kW sulla Luna entro il 2026. Servirà a sostenere le future missioni sul nostro satellite e quelle che da lì avranno come destinazione Marte.Il piano arriva da Anthony Calomino, il responsabile delle tecnologie nucleari della NASA all’interno della Space Technology Mission Directorate, che si è coordinato con il DOE e ha già ricevuto ventidue proposte da grandi e piccole aziende, tutte del settore nucleare, della conversione di energia e di quello aerospaziale; perché il progetto prevede di costruire l’impianto sulla Terra, caricarlo su un lander, poi su un vettore, lanciarlo verso la Luna e “piantarlo” sul nostro satellite senza ulteriori assemblaggi: dovrà essere già pronto per funzionare.

Impianti nucleari scalabili da 10 Kw ciascuno. Il primo di prova nel 2026

Il piano della NASA: una centrale nucleare sulla Luna entro il 2026 per stabilire un avampostoI tempi sono strettissimi. Calomino chiede che lo sviluppo del progetto avvenga entro la fine del 2020. L’impianto nucleare dimostrativo da 10 kW sarà spedito sulla Luna entro il 2026, e verrà testato per un anno.

La tecnologia dell’impianto dovrebbe essere anche scalabile, con l’aggiunta di moduli da 10 kW, ognuno in grado di funzionare per 10 anni, che aumenterebbero la disponibilità di energia progressivamente e potrebbero fare fronte anche ad eventuali danneggiamenti delle singole unità.

Calomino afferma che quattro moduli da 10 kW fornirebbero energia sufficiente per stabilire un avamposto sulla Luna, oppure su Marte, soprattutto perché sarebbe un’energia sempre disponibile e non condizionata dal sole come quella fotovoltaica.

L’impianto funzionerà con un combustibile nucleare a basso arricchimento. Il reattore produrrà calore che sarà trasferito al sistema di conversione di potenza, il quale sarà costituito da motori progettati per funzionare con il calore del reattore. I motori convertiranno il calore in energia elettrica che verrà distribuita alle apparecchiature sulle superfici lunari e marziane.

Calomino ha anche anticipato la prevedibile questione del “non dovremmo inquinare la Luna o lo spazio con le scorie nucleari”, ricordando che quasi ogni singola missione spaziale compiuta negli anni ha utilizzato generatori termoelettrici a radioisotopi, che hanno il Plutonio-238 come fonte di energia.

La protesta ecologista: “Bastano le fonti rinnovabili.”

Il piano della NASA: una centrale nucleare sulla Luna entro il 2026 per stabilire un avampostoTuttavia, non gli sono state risparmiate critiche. Shel Horowitz, un consulente di redditività e di marketing per le imprese ecologiche, ha fatto sapere alla CNBC che “con il rapido calo del costo dell’energia elettrica veramente pulita proveniente dal sole, dal vento e dall’idroelettrico su piccola scala, oltre alle crescenti efficienze che abbiamo ottenuto, non c’è motivo di passare attraverso un processo lungo, costoso e difficoltoso” come un impianto nucleare.

Calomino ha risposto che le fonti di energia rinnovabile non sono state escluse, e lo stesso progetto dell’impianto potrebbe prevederne in parte, ma “l’energia da un impianto a fissione nucleare è necessaria in luoghi dove l’energia solare, eolica e idroelettrica non sono facilmente disponibili. Su Marte, per esempio, la potenza del sole varia notevolmente nel corso delle stagioni e le tempeste di polvere periodiche possono durare mesi.”

Riferendosi alla Luna ha poi aggiunto: “La fredda notte lunare dura 14 giorni, mentre la luce del sole varia molto vicino ai poli ed è assente nei crateri permanentemente in ombra.

In ogni caso, la NASA ha dichiarato che il progetto dell’impianto nucleare lunare sarà sottoposto al processo di approvazione del National Environmental Policy Act, che include la valutazione degli effetti ambientali, e il sistema di alimentazione sarà progettato in modo che il combustibile nucleare non venga attivato fino a quando non sarà sulla superficie della Luna.

Per quanto riguarda la permanenza delle scorie sulla Luna, Calomino ha detto che, alla fine della sua missione decennale, si sta prevedendo anche un piano per ritirare l’impianto in modo sicuro. E a differenza dei reattori terrestri, non ci sarà bisogno di rimuovere o sostituire il combustibile. “Alla fine della sua vita, il sistema si spegnerà, e i livelli di radiazione diminuiranno gradualmente a livelli di sicurezza per l’accesso e la manipolazione umana”, ha precisato Calomino.

Tra le aziende che sono state contattate dalla NASA e dal DOE c’è anche Blue Origin, la compagnia aerospaziale di Jeff Bezos che nel corso del tempo ha perso un di visibilità rispetto a SpaceX di Elon Musk, e che potrebbe mettere a disposizione il vettore di lancio o il lander, nel caso il suo progetto soddisfi i requisiti del piano della NASA per portare un impianto nucleare sulla Luna.

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