Eni nel consorzio Eurofusion per l’energia da fusione nucleare

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Importante iniziativa italiana per la fusione nucleare. Mentre si discute di “energia verde” in modo troppo ideologico e fumoso, il settore di ricerca più importante e più promettente, quello della fusione nucleare, è, purtroppo, spesso relegato negli anfratti remoti della politica e della comunicazione. Ma, al riguardo, finalmente c’è una buona notizia dal fronte dello sviluppo tecnologico, scientifico e industriale in Italia.

L’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e  lo sviluppo economico, e la Regione Lazio qualche settimana fa hanno firmato un protocollo d’intesa per la realizzazione in 7 anni dell’esperimento Dtt (Divertor Tokamak Test) presso il Centro Ricerche dell’Enea a Frascati. Si tratta di un mini reattore per affrontare alcuni aspetti del processo di fusione nucleare, quali la gestione di temperature molto elevate, il processo di confinamento e di indirizzo dell’energia prodotta con il ricorso di bobine magnetiche e i materiali da utilizzare. Sarà anche utile per addestrare i tecnici che lavoreranno nelle future centrali del nucleare pulito.

© AFP 2020 / Dominique FagetNelle tradizionali centrali nucleari si produce energia attraverso un processo che porta a un urto fra un neutrone e atomi dell’uranio che si rompono (fissione) rilasciando energia. Com’è noto ciò produce anche scorie radioattive finora difficilmente smaltibili. Il processo di fusione, invece, una volta risolte le sfide riguardanti la creazione di altissime temperature e il loro confinamento, userebbe atomi di deuterio e di trizio presenti anche nell’acqua marina, per un’energia inesauribile, quasi illimitata. Il processo sarebbe pulito poiché i prodotti della reazione sarebbero un neutrone e un gas nobile come l’elio. Si tratterebbe di replicare sulla terra in modo controllato quello che avviene nel sole.
foto centrale nucleare a fusioneIl consorzio coinvolge anche il Governo, con il Ministero dello sviluppo economico, l’Eni e diverse università scientifiche italiane. Vi sono investimenti pubblici e privati per 600 milioni di euro, provenienti anche dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis) e dal Consorzio europeo Eurofusion, che coinvolge oltre 30 centri di ricerca in 26 paesi europei. La macchina sperimentale dovrebbe fornire soluzioni tecnologiche importanti relative alla fattibilità della produzione di energia dalla fusione nucleare.

Parte così un polo scientifico-tecnologico tra i più avanzati al mondo che dovrebbe coinvolgere oltre 1.500 persone, 500 delle quali scienziati e tecnici, che non dovranno, quindi, lasciare l’Italia in cerca di lavoro. Sarebbero partecipi anche centri di ricerca, università e imprese private, attivi nei settori della superconduttività, della meccanica di precisione, dell’elettronica e in generale dell’alta tecnologia. Si stima che le ricadute del progetto sul Pil nazionale potrebbero essere pari a 2 miliardi di euro, stimolando positivamente anche la competitività del sistema industriale italiano.
pannelli solari fotovoltaici © Fotolia svitekdIl Dtt dovrebbe diventare un anello di collegamento tra i grandi progetti internazionali di fusione nucleare: l’Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), il reattore sperimentale sviluppato a Cadarache nel sud della Francia e il Demo (Demostration Power Plant), il prototipo di reattore nucleare a fusione, che dovrebbe essere pienamente operativo entro il 2050. L’Iter è un progetto comune di Europa, Usa, Russia, Cina, India, Giappone e Corea del Sud. Con il passaggio dall’Iter al Demo la fusione nucleare passerebbe dalla fase di ricerca e di sperimentazione a un programma industriale e tecnologico vero e proprio per la produzione di energia elettrica. Sono progetti che renderebbero fattibili i processi di de carbonizzazione dell’economia e la sostenibilità ambientale.

E’ importante che l’Eni sia la prima compagnia oil&gas a livello internazionale a partecipare, con una quota pari al 25%, in un progetto per la fusione nucleare e per la produzione di energia assolutamente pulita. E’ un’iniziativa pionieristica che ci riporta ai tempi di Enrico Mattei, quando, sotto la sua direzione, l’Eni costruì la centrale nucleare di Latina negli anni 1957-62. All’epoca la più grande in Europa!

magneteL’Italia è molto impegnata nella realizzazione dell’Iter. Abbiamo già prodotto per il centro di ricerca di Cadarache il magnete superconduttore più grande e più tecnologico mai realizzato. E’ formato da bobine enormi (ognuna di un’altezza di 13 metri, di un’ampiezza di 9 e di un peso di circa 300 tonnellate) che servono per il confinamento del plasma incandescente dell’impianto che dovrebbe raggiungere la temperatura di ben 150 milioni di gradi centigradi. Potranno generare un campo magnetico circa un milione di volte più potente di quello della Terra.Si tratta di sviluppi scientifici e tecnologici che rappresentano delle vere e positive sfide epocali intorno alle quali costruire la cooperazione e il dialogo internazionale, in un momento in cui le economie di tutti i Paesi, dopo essere state messe in ginocchio dalla pandemia, chiedono di essere rilanciate e riformate.

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