Alle fiere dell’eletronica c’è Ai ed Hi-tech, ma nessuna importante novità

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Ifa 2018, dall’era degli smartphone a quella dell’Ai. Con un mercato sempre più saturo, ora si punta su intelligenza artificiale, internet delle cose e medicina 2.0. E nelle fiere dedicate alla tecnologia di consumo le vere novità latitano

Dai dispositivi ai servizi, dall’era dell’iPhone a quella dello streaming e dell’intelligenza artificiale. Il mondo della tecnologia di consumo sta cambiando pelle e mentre smartphone e tv procedono ormai per migliorie incrementali, quello legato ai dati, alla loro distribuzione o interpretazione, ha letteralmente perso il volo.

Non è facile per le fiere di tecnologia tenere il passo, avendo il loro baricentro da sempre sui dispositivi e meno sui servizi. L’Internationale Funkausstellung Berlin, meglio nota come Ifa, è un esempio. Nata nel 1924, è divenuta nel tempo una delle più importanti nel mondo. Non ha la vastità dell’International Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, né è così specializzata come il Mobile World Congress di Barcellona che è interamente dedicato al mondo degli smartphone. Ifa abbraccia il mondo dei televisori, degli elettrodomestici smart, computer, robotica, fotografia, quel che resta dell’hi-fi, realtà virtuale. Su 150 mila metri quadrati, mille e 600 aziende mostreranno qui i loro prodotti e i loro prototipi a 240 mila visitatori.

Ma fra televisori ad 8K, esoscheletri per sollevare quel che una persona non potrebbe mai sollevare, frigoriferi deambulanti che ci seguono ovunque, qualche inevitabile nuovo smartphone, a tenere banco sono le Ai e gli assistenti virtuali che oramai hanno colonizzato tv, telefoni, altoparlanti, automobili e hanno preso a gestire gli apparecchi domestici come lampadine, termostati e serrature. E così mentre l’industria della tecnologia di consumo cresce al ritmo del 6 per cento l’anno con un giro di affari di 1172 miliardi di dollari, lo sostiene fra gli altri Forrester Research ma è un dato confermato anche da altri come la Zion Research, la capitalizzazione dei colossi del web che dominano servizi e Ai in borsa continua ad aumentare superando un record dopo l’altro.

Non è un caso che un’azienda come la coreana Lg qui all’Ifa ribadisca di voler puntare sull’intelligenza artificiale e un’europea come l’olandese Philips, voglia entrare nel settore della medicina. Lo stanno facendo in tanti, da Facebook a Google fino ad Ibm. La crescita vera non è più nel confezionare l’ennesimo smartphone o televisore, ma nel produrre servizi che possono fare la differenza nella vita delle persone. E su quello costruire nuovi business miliardari.

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